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giovedì 5 settembre 2013

L’immutabilità dell’uomo tra Machiavelli e Guicciardini

di Micol Bruni


La virtù e la fortuna. Concetti che la scienza della politica ha recuperato sia da Machiavelli che da Francesco Guicciardini. Sono dentro i processi storici che hanno caratterizzato il quadro di una visione che ha come punto di riferimento la contrapposizione tra cultura ed ideologia. Nel cangiare dei tempi non mutano quelle identità che hanno come realtà fondante le eredità.
Se la virtù necessita per ben governare la fortuna non deve abbandonare il virtuoso. Ovvero il Principe. Ovvero il Signore che gestisce il potere. Sia Machiavelli che Guicciardini sono uomini del Rinascimento e si portano dentro, comunque, una formazione che ha un tracciato umanistico. Il loro percorso si intreccia e si separa.

martedì 20 luglio 2010

Pierfranco Bruni scrive alla ministra Gelmini

Il Ministro dovrebbe aprire lo sguardo e gli orizzonti sui libri che vengono adottati negli Istituti superiori. Non possono essere ammessi errori e omissioni. Una storia della letteratura non è un pensiero in libertà sulla letteratura. Una storia della letteratura è una ricostruzione su dati certi e presenze all'interno della temperie del Novecento (parlando di Novecento). La politica dell'adozione dei libri scolastici certamente andrebbe rivista, riconsiderata, ricontestualizzata e non per motivazioni di natura politica ma di scientificità vera e propria. Non si tratta di innescare nuove polemiche o dibattiti intorno ad una proposta argomentativa su un problema letterario o storico o filosofico o artistico. Le interpretazioni e le chiavi di lettura hanno la loro particolare e necessaria importanza ma si va oltre. Anzi si deve avere il coraggio anche di superare alcune proposte che hanno un preciso marchio ideologico. Ma è inaccettabile quando la chiave di lettura su un autore o su un libro o su una visione letteraria si presenta agli studenti con dei vizi e degli errori storici di fondo e accanto a questi vengono meno i presupposti scientifici, ovvero: l'errata datazione di nascita e morte di alcuni autori, l'errata data di pubblicazione nella nascita di alcune riviste, la completa omissione di particolari politici come per esempio la citazione della data di iscrizione ad un partito che va bene per un determinato schieramento citando persino la data di iscrizione e l'omissione per un altro.
Circolano libri scolastici che vengono affidati a studenti liceali sui quali si constatano errori di fatto. Fin qui la considerazione. Ma ci saranno pure delle responsabilità per chi vaglia e adotta questi testi? In più occasioni ho già avuto modo di dimostrare e mostrare situazioni di parzialità ed errori in testi scolastici.
Uno dei testi che si dice vada per la maggiore ed è adottato da Dirigenti scolastici e docenti, ovvero dalle scuole è il percorso di Gian Mario Anselmi e Gabriella Fenocchio: "Temi e immagini della letteratura" con il coordinamento di Ezio Raimondi, diviso in 6 parti, Edizioni scolastiche Bruno Mondadori, del 2004.
Mi è capitato tra le mani il volume 6, dedicato al Novecento, adottato al Liceo Giuseppe Moscati di Grottaglie Taranto. Non entro nel merito interpretativo e politico (di parte a primo acchito) e metodologico anche se sul piano di una critica più appropriata sarebbe chiaramente necessario e i dubbi, oltre che alle lacune e alle forzature, sono tante. Ma mi soffermo, in sintesi, su alcuni particolari non confutabili.
A pagina 53 si parla del dibattito letterario e delle riviste in Italia. Nel citare la rivista "PRIMATO", diretta da Giuseppe Bottai e Giorgio Vecchietti, la si fa nascere nel 1939. Data completamente errata. Il primo numero della rivista esce il 1 marzo del 1940. Errore da prendere come refuso? Bene. Nella pagina successiva entrando nel merito i compilatori sostengono: Bottai promuove… una rivista più sua, "Primato" che esce a Roma dal 1939, col sottotitolo "Lettere ed arti d'Italia". Dunque non si tratta di un semplice refuso. Si tratta, a parere degli esperti, di un errore di non poca importanza considerato il ruolo che svolgeva la bottaiana rivista. Nel 1939, l'Italia non è ancora in guerra. Il 1 marzo del 1940 si avvicina alla dichiarazione di guerra del 10 giugno e la rivista, anche se in un attraversamento culturale, pone una discussione forte non solo sulle arti ma anche sulla politica mediterranea. Infatti il Mediterraneo è alla base della discussione tanto che la rivista doveva chiamarsi con una metafora che portava il nome di Ulisse. Il 1940, per Bottai, è una data strategica anche perché pone in discussione le riforme sulle culture varate il 1939. E' un errore non perdonabile perché vizia tutta la discussione sulla letteratura degli anni Quaranta.
Pagina 167. Si parla di Corrado Alvaro. Si dice che dopo diverse esperienze letterarie: "nel 1926 diventa anche segretario di redazione di '900" Costretto a trasferirsi a Berlino per le sue posizioni antifasciste". A Berlino Alvaro arriva il 1928 collaborando a "La Stampa" e a L'Italia Letteraria, tanto che su questa rivista nel 1929 intervista il "fascista" Luigi Pirandello, tessera PNF 1924. Torna in Italia il 1930. Negli stessi anni scrive ed è impegnato sui maggiori quotidiani italiani e fa l'inviato e inoltre pubblica un reportage - saggio "inno a Mussolini dal titolo: "Terra nuova. Prima cronaca dell'Agro Pontino".
Pagina 869. Ignazio Silone. Lo si fa morire il 1977. Falso. Muore, invece, il 22 agosto del 1978. Cosa significa un anno? Tantissimo nella vita di uno scrittore come Silone. Perché? Perché lascia un romanzo incompiuto dal titolo "Severina", che racconta, in un tracciato narrativo, passaggi che giungono sino ai suoi ultimi giorni. Ma quali? E poi c'è di mezzo una riflessione che interessa i"fatti" sia del 1977 sia quelli relativi alla stagione prima della morte di Aldo Moro, che per la cronaca avviene il 9 maggio del 1978. Ci rendiamo conto su quali testi studiano o dovrebbero studiare i nostri figli? Un'altra piccola chicca, ma questa sa molto di ideologico: sia da una parte che dall'altra ma è bene stabilire una dialettica.
Cesare Pavese, pag. 582. Si legge: "Alla fine della guerra si iscrive al Pci e collabora con L'Unità di Torino". Bene. Ma perché si omette che nel 1933 prende la tessera del PNF, negli anni 40 scrive sulla bottaiana "Primato" e durante il confino in Calabria scrive delle lettere a Benito Mussolini usando questi toni: "Eccellenza,…mai io mi ero sognato di fare della politica di qualunque genere, e tanto meno dell'antifascismo… Non mi rivolsi sinora all'Eccellenza Vostra " benché consigliatone da parenti e beneficati che ne conoscono tutta l'umanità " per una naturale ripugnanza a intralciare con piccole cose la giornata di Chi ha ben altro cui attendere" (Lettera a Mussolini, datata 15 gennaio 1936 " XIV).
A pagina 585 nel commentare la fine del personaggio Santa nel capitolo ultimo de "La luna e i falò", sempre di Pavese, si esclude qualsiasi interpretazione storico - politica per fare spazio ad una lettura antropologica eliminando la fase storica della uccisione di Santa, uccisa e bruciata dai comunisti. Se ne sono guardati bene a soffermarsi e a proporre agli studenti una indagine del genere. Potrei andare oltre. Omissioni imperdonabili. Da Alberto Bevilacqua a Giovannino Guareschi: aspetti sui quali si ritornerà. Ma il problema non è che si compilano e pubblicano testi del genere. Il problema serio è che "entrano in adozione" tali testi che non dicono la verità storica, che sbagliano le date e, quindi, come tali non hanno un percorso scientifico. Ci sono responsabilità? Certo. E gravi responsabilità culturali e morali incombono sui Dirigenti scolastici, dico Dirigenti perché sono la sintesi delle strutture scolastiche sul territorio. È un fatto che va denunciato pubblicamente e ed è bene che si sappia che i ragazzi anche al Liceo Moscati di Grottaglie - Taranto - hanno studiato e studiano su questo testo.
Un'ultima domanda - curiosità: perché si omette il nome di Giovannino Guareschi, l'autore del celebre "Don Camillo"? Perché si dimentica Alberto Bevilacqua, (classe 1934), se non per una mera citazione che riguarda la sua attività di regista, ma si tratta di un insignificante piccolissimo mezzo passaggio, e si offrono riflessioni su Vincenzo Consolo, su Daniele De Giudice, su Pier Vittorio Tondelli, su Patrizia Valduga? Perché Sartre diventa un punto di riferimento e Camus semplicemente affidato alle citazioni? Perché a Moravia si dedica addirittura un modulo? E gli scrittori cattolici: da Giovanni Papini a Diego Fabbri, da Mario Pomilio a Giuseppe Berto sono fuori dalla storia della letteratura perché cattolici? O sono scrittori da non proporre agli studenti?
Pierfranco Bruni
Vice Presidente Nazionale del Sindacato Libero Scrittori Italiani

lunedì 1 febbraio 2010

Vulpio: “Quella sulla diossina è una legge truffa”


Parole dure dal giornalista del Corriere della Sera durante l’incontro-dibattito promosso dall’Idv.
Palumbo: “Faremo sintesi dei contributi emersi”

L’incontro-dibattito su sanità e ambiente, promosso dall’Italia dei Valori venerdì scorso presso il salone di rappresentanza della Provincia, ha toccato un nervo scoperto della comunità jonica. Ancora una volta il libro-denuncia di Carlo Vulpio “La città delle nuvole”, ha acceso il confronto sul futuro della nostra provincia e della lotta contro l’inquinamento.

Oltre alla presenza dello scrittore, hanno preso parte all’appuntamento il primario del reparto di ematologia dell’ospedale "G. Moscati" di Taranto, il dr. Patrizio Mazza, il coordinatore regionale dell’IdV l’on. Pierfelice Zazzera, il consigliere provinciale Idv Giovanni Brigante ed il commissario cittadino Giovanni Palumbo.

Grandi protagoniste dell’iniziativa sono state le associazioni del territorio che hanno avuto modo di confrontarsi e di discutere sui prossimi sviluppi della battaglia ambientalista. Netto il commento, invece, del giornalista del Corriere della Sera Carlo Vulpio, sulla legge regionale sulla diossina. “E’ una truffa! – ha tuonato senza mezzi termini lo scrittore. Inizialmente era una buona iniziativa ma all’ultimo, con un colpo di mano, hanno inserito un paio di modifiche che vanificano l’obiettivo della legge. Che senso ha, infatti, fare una legge senza poi creare i presupposti per un controllo costante da parte delle istituzioni sulle emissioni della grande industria? Perché non hanno previsto il campionamento continuo?”. Pronta la replica del direttore regionale dell’Arpa Puglia, dott. Giorgio Assennato, presente nel pubblico: “Non esistono, ad oggi, tecnologie capaci di permettere un controllo costante 24 ore su 24 delle emissioni”.

Dichiarazioni che hanno acceso il dibattito ed il confronto. Particolarmente allarmante invece il contributo del primario Patrizio Mazza: “Aumentano i casi di tumori del sangue – ha denunciato il medico e non era la prima volta. - Bisogna riflettere su questi elementi e partire, il prima possibile, con il registro tumori”.

Positivo il commento del commissario cittadino dell’IdV Gianni Palumbo: “Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo di far discutere i cittadini, le associazioni, sul futuro delle battaglie ambientaliste di questa città."

Come ha spiegato l’on. Zazzera, a cui è toccato l’onere di concludere i lavori: "l’IdV si farà portavoce di questi problemi e farà sintesi delle idee e dei propositi emersi. Proprio per questo da Taranto sarà presentata, al congresso nazionale del partito che si terrà a Roma i prossimi 5-6-7 febbraio, una mozione con tutti i propositi per far ripartire il nostro territorio. Saremo, inoltre, la spina nel fianco della prossima giunta Vendola. Non saremo passivi nella maggioranza in via Capruzzi, bensì alleati leali sui problemi condivisi ma mai sostenitori ad occhi chiusi. L’iniziativa di venerdì rappresenta un passo importante per l’IdV jonica. Mentre altri, in questi giorni, sono protagonisti di passerelle, noi dell’Italia dei valori abbiamo scelto di ascoltare la gente. E’ un passo chiaro verso una direzione precisa: quella finalizzata a modellare un partito che sia veramente la voce delle persone e non del ‘palazzo’, capace di fare sintesi e di non tirarsi indietro quando si tratta di denunciare chi non rispetta questo territorio. E’ con questo spirito che l’Italia dei Valori si farà carico delle battaglie che ambientalisti e società civile stanno portando avanti”.

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ATTENZIONE! Gli articoli che non trovate qui sono su ORAQUADRA.INFO

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Questo Blog ha subito una trasformazione, in questo spazio ci si occuperà solo di Spettacolo, Cultura, Sport e Tempo libero. Ho deciso di aprirlo agli operatori culturali e sportivi che con una mail di richiesta possono diventare collaboratori autonomi e quindi inserire liberamente prose, poesie, ma anche report di manifestazioni che riguardano il nostro territorio, oppure annunci di eventi o racconti dove la nostra gente è stata protagonista. Scrivete quindi a lillidamicis@libero.it, vi aspetto!!!

LIBERTÀ DI PENSIERO

"Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.
Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà,
la follia e il mistero".
Pierpaolo Pasolini
scrittore
ammazzato nel novembre del 1975

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“Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare”.