Che ora è ?

mercoledì 22 ottobre 2014

Siamo moderni grazie a... Lucrezio!



Un mondo fatto di atomi e di vuoto, di responsabilità e felicità tutte umane che rendeva inutile l'intervento divino e attaccava i pregiudizi irruppe nella cultura europea e ne ridefinì i valori: e’ il mondo di Lucrezio Caro, gigante della letteratura latina. Epicuro aveva impresso al materialismo antico, e a quello moderno una  svolta decisiva: Gli atomi, spiegava, non si muovono lungo un'immutabile linea retta, ma deviano casualmente e impercettibilmente: solo così si spiega la miriade di aggregazioni atomiche possibili; solo così, soprattutto, si spiega la libertà d'azione dell'uomo, una «volontà libera dal fato / in virtù della quale procediamo dove il piacere ci guida». La tesi di Karl Marx non sarebbe mai stata scritta se quattro secoli prima, all'altro capo della Germania, un segretario papale di alterne fortune, Poggio Bracciolini, non avesse sfruttato le pause nei lavori del concilio di Costanza per perlustrare le biblioteche della zona e trarne capolavori di cui non restavano altro che la memoria e qualche citazione: l'epica di Silio Italico, tutto Quintiliano, il poema astronomico di Manilio.E soprattutto se il caso non avesse aggiunto un'opera grandiosa che da qualche secolo aveva quasi del tutto fatto perdere le tracce di sé, il poema Sulla natura del discepolo romano di Epicuro, Lucrezio.

lunedì 20 ottobre 2014

"Caino e Abele" di Borges

Proposto da Francesco Annicchiarico


"Abele e Caino s’incontrarono dopo la morte di Abele.
Camminavano nel deserto e si riconobbero da lontano, perché erano ambedue
molto alti.
I fratelli sedettero in terra, accesero un fuoco e mangiarono.
Tacevano, come fa la gente stanca quando declina il giorno.
Nel cielo spuntava qualche stella, che non aveva ancora ricevuto il suo nome.
Alla luce delle fiamme, Caino notò sulla fronte di Abele il segno della
pietra e lasciando cadere il pane che stava per portare alla bocca chiese
che gli fosse perdonato il suo delitto.

domenica 12 ottobre 2014

Un lirico greco moderno: Costantino Kavafis




Il tormentato Costantino  Kavafis, giornalista e  poeta della conquista del sé, nasce nel 1863 ad Alessandria d’Egitto, sotto il segno di un destino severo e spesso arduo da ammaestrare, sebbene esorcizzato proprio grazie alla scrittura (prima giornalistica, poi squisitamente poetica). Ultimo di nove figli, Constantino vive di un perenne sguardo sull’altrove, in parte perché i genitori conducono un’avviata ditta import-export (interfacciandosi quindi con industriali e professionisti dalle diverse nazionalità e culture), in parte perché attraversato da un primigenio senso di inadeguatezza al contesto e chiusura verso gli altri. Nel 1873 muore suo padre, evento che modificherà vertiginosamente, tra l’altro, la condizione economica della famiglia, tanto da obbligare i Kavafis ad allontanarsi da Alessandria (dove Constantino però ritornerà, e dove vivrà fino alla morte), già preda di pericolose rivolte nazionaliste. Omosessuale consapevole fin da giovanissimo, diventa presto scomodamente anticonvenzionale e polemicamente scettico rispetto ai rigidi dettami della religione cristiana, che sempre istillerà nel poeta un perturbante quanto antico senso di colpa. Dal corpus poetico (che consta di 154 composizioni, pubblicate postume) emerge con chiarezza la concezione salvifica (e sottilmente aristocratica) della cristallizzazione poetica della memoria come mezzo per elevare l’uomo dalla propria condizione disperante.

mercoledì 8 ottobre 2014

Forte provocazione di Pierfranco Bruni al Convegno a Roma sul Mediterraneo e le etnie

“Perché continuare a parlare di Magna Grecia? Noi siamo eredi di nulla e del vuoto”

di Pierfranco Bruni

“Perché continuane a parlare di Magna Grecia dei popoli e delle civiltà quando il mondo attraversa conflitti tra Oriente ed Occidente che hanno ormai la dissolvenza dei confini?”.Provocatoria e stimolante relazione ha sviluppato Pierfranco Bruni nell’aprire il Convegno di studi su “Le etnie, il Mediterraneo e le donne tra il mare e il deserto nella letteratura del Novecento” svoltosi a Roma nella Sala di Palazzo Sora.
Proprio analizzando l’opera di Oriana Fallaci, di Marie Cardinal e di Matilde Serao ha fortemente catapultato il concetto “nostalgico” di Magna Grecia, addossando tutte le responsabilità di una incomprensione culturale a chi considera ancora il concetto di Magna Grecia radicato in una geografia diventata geo-politica.
“La Magna Grecia non c’è più, ha dichiarato Pierfranco Bruni, perché è finita nel momento in cui è crollato il Regno di Napoli, nel momento in cui si è concesso di stravolgere la tradizione fortemente Mediterranea e di affidare l’identità greco – latina a quelle appartenenze austro – ungariche”.

venerdì 3 ottobre 2014

Un breve excursus su “Grottaglie amministrativa “:e’ sempre meglio sapere che ignorare!



“Con la legge 8 agosto 1806 n. 132 il Regno di Napoli fu suddiviso in province, distretti e comuni, questi ultimi amministrati da un sindaco titolare del potere esecutivo, da un numero variabile di "eletti" e dal decurionato, organo in cui risiedeva la rappresentanza comunale. La definizione del numero e della circoscrizione amministrativa dei singoli comuni fu fissata dal decreto del Regno di Napoli 4 maggio 1811 n. 922, dal quale risulta che il comune di Grottaglie era incluso nell'omonimo circondario, comprendente anche i comuni di Montemesola e Monteiasi, all'interno del distretto di Taranto, in provincia di Terra d'Otranto (cfr. F. Assante, "Città e campagne nella Puglia del secolo XIX", in Quaderni Internazionali di Storia Economica e Sociale, Genève, Librairie Droz, 1975, p. 338). Nel successivo decreto del Regno delle due Sicilie 1 maggio 1816 n. 360 Grottaglie era ancora annoverato con la stessa circoscrizione amministrativa risultante dal precedente decreto e, poiché la popolazione residente ammontava allora a 5042 abitanti, era classificato tra i comuni di seconda classe, ossia quelli con una popolazione compresa fra i 3000 e i 6000 abitanti.

giovedì 2 ottobre 2014

“Pensieri sottovoce” di Cosimo Fornaro. Un poeta vero da rileggere nel Novecento italiano

Foto: Andrea Papa
Taranto ha ricordato, in modo esemplare,  l’opera e la figura di Cosimo Fornaro  in una serata  che ha visto al centro uno straordinario incontro sul Novecento letterario.  Un Video della Rai realizzato da Pierfranco Bruni e Marilena Cavallo. Una sottolineatura di Piero Massafra che, con la sua casa editrice Scorpione, ha ripubblicato “Pensieri sottovoce”, Premio Viareggio, con saggio introduttivo proprio di Bruni e Cavallo. 
Un ricordo molto dolce di José Minervini, sua allieva. Saluti istituzionali dell’assessore alla cultura del Comune di Taranto Cisberto Zaccheo. Indirizzi introduttivi con una lettera del Cardinale Ravasi e affascinante viaggio tra poesia e musica con le voci narranti di Stefano De Luca e Federico

Tra favola e Realtà

di Filomena Russo

La  cigale et la fourmi   - La cicala e la formica 
La cigale, ayant  chanté - La cicala, avendo cantato 
Tout l’été,                  -        tutta l’estate
Se trouva fort dépourvue - si trovo’ sprovvista di tutto
Quand la bise fut venue:  -  quando l’inverno arrivò :
Pas un seul petit morceau  -  non un piccolo pezzo(boccone)
De mouche ou de vermisseau: - di mosca o di vermiciattolo:
Elle alla crier famine             -      lei  andò a dire che moriva di fame
Chez la fourmi sa voisine,     -    dalla formica sua vicina,
La priant de lui prêter     -       pregandola di prestarle
Quelque grain pour subsister -  qualche chicco per sopravvivere
Jusqu’à la saison nouvelle:   -    sino alla nuova stagione :
-Je vous paierai, lui dit-elle,  -   -io vi pagherò, le disse,
Avant l’août, foi d’animal,    -   prima di agosto, parola d’onore d’ animale
Intérêt et principal.             -     Interesse e capitale.
La fourmi n’est pas prêteuse:  -  La formica non presta volentieri :
C’est là son moindre défaut !   -  è  un suo piccolo difetto !
--Que faisiez-vous au temps chaud? - –Che facevate quando faceva caldo ?
Dit-elle à cette emprunteuse. - Disse a colei che chiede un prestito.
--Nuit et jour, à tout venant,  -  -giorno e notte, per tutti,
Je chantais, ne vous déplaise.  -  Io cantavo, non vi dispiaccia.
--Vous chantiez ? j’en suis fort aise. - Voi cantavate ?Ne sono lietissima  .  
Eh bien! Dansez maintenant!  -   Ebbene !  Adesso ballate!
J . DE LA  FONTAINE

martedì 30 settembre 2014

La splendida serata "Pensieri sottovoce"ricordando il poeta Cosimo Fornaro (fotoAndrea Papa)

IRAQ: UNA TRAGEDIA ANNUNCIATA

di Francesco Annicchiarico

Noi dovremmo comprendere le nostre responsabilità per ciò che sta accadendo in Medio Oriente.
L’Iraq è il territorio dove gli Occidentali debbano farsi un più attento esame di coscienza.
La situazione lì, deriva direttamente dalle nostre cattive scelte strategiche, generate da una cultura e una propaganda lontane da un buon senso laico.
Il mio invito è di abbandonare gli orientamenti culturali pacifisti, socialisti e popolari.
Non ci sarà mai pace senza la garanzia di libertà per tutti i popoli. Semplicemente.

venerdì 26 settembre 2014

La Magna Grecia nel linguaggio metafisico di Cosimo Fornaro raccontandolo nel Novecento italiano

di Pierfranco  Bruni

Sabato 27 settembre raccontando Cosimo Fornaro non dimenticando il senso e l’orizzonte della poesia. Taranto è stata Magna Grecia e Cosimo Fornaro è nel teatro del mito e della metafisica di ciò che la Magna Grecia ha raccontato recitato vissuto. Così. Il mistero nel viaggio di Cosimo Fornaro (Taranto, 1928 – 1992), attraversa i vicoli del tempo. È una poesia sottile, “arcana”. Si snocciola tra le dita dei giorni. Non offre (e non rivela) soltanto emozioni. È una parola-preghiera. E si fa contemplazione. Un itinerario che lega il Ricordo al Tempo. Ci sono i luoghi, i sogni, le attese. Ci sono i segni di quel tempo antico che è sì passato ma è anche la consapevolezza di una parola che si fa religione. Un dettato religioso sulla pagina della vita-tempo.

giovedì 25 settembre 2014

L' Union Jack è la nostra bandiera

di Francesco Annicchiarico
San Bonaventura, filosofo scolastico, ebbe due eredi principali: uno scozzese, Giovanni Duns Scoto, ed uno inglese: Guglielmo da Ockham
Questi due erano frati francescani e modificarono la filosofia scolastica in una visione prerinascimentale e moderna.
Duns Scoto era chiamato dottor Sottile, per la sua capacità di ribaltare le tesi di San Tommaso D'Aquino.
Egli dimostrò che la ricerca teologica e quella filosofica (metodo razionale) erano completamente staccate, non collegate né tantomeno complementari. 

venerdì 19 settembre 2014

Quando la giostra gira lentamente: Tiziano Terzani


"Cosa fa, della vita che abbiamo, un'avventura felice?" si chiede Tiziano Terzani, un uomo che non ha mai smesso di dialogare con il mondo e con la coscienza di ciascuno di noi. …Anni fatti di dubbi, di nostalgie, di una perseverante ricerca della gioia, anni in cui dovette talvolta domare "la belva oscura" della depressione. E proprio attraverso questo continuo interrogarsi, Terzani maturava una nuova consapevolezza di sé, affidata a pagine più intime, meditazioni, lettere alla moglie e ai figli, appunti, tutti accuratamente raccolti e ordinati dall'autore stesso, fino al suo ultimo commovente scritto: il discorso letto in occasione del matrimonio della figlia Saskia, intriso di nostalgia per la bambina che non c'è più e di amore per la vita, quella vita che inesorabilmente cambia e ci trasforma. Tiziano Terzani, fiorentino, corrispondente di guerra, è stato uno dei giornalisti più noti a livello internazionale e uno degli autori di libri di maggior successo in Italia, con più di 2.500.000 copie finora vendute.

martedì 2 settembre 2014

La vita e' un sogno?


La domanda se la sono posti tutti, in qualche istante particolare o nel corso di una vita intera. Pedro Calderon de la Barca, nato a Madrid nel 1600, è noto ancora oggi anche e soprattutto per il testo( La vida es sueño) in cui afferma che la vita altro che non è che un’entità illusoria, un sogno contraddetto dalla ragione. Egli, in realtà, di dubbi non sembra averne avuti. Ma l’affermazione contiene un’ipotesi. Il sogno è, di per sé, qualcosa di incerto, di irrazionale. Nessuno ne conosce bene i meccanismi, la natura e i confini. Quindi equiparare la vita al sogno, equivale, in un certo senso, a compiere l’operazione contraria. In quest’ottica, paradossalmente, l’affermazione di Garcia Lorca, autore di un testo in cui sostiene con uguale solennità che La vita non è sogno, non è troppo distante dall’assunto di base. Che dire? Ora più che mai siamo di fronte all’apoteosi dell’impalpabile. Il che, in fin dei conti, conferma e ribadisce il trionfo del teatro, la vita che si guarda allo specchio, e, nell’atto di guardarsi, rivive.

giovedì 14 agosto 2014

“…All’erta… li Turchi su calati alla marina…”

di Pierfranco Bruni
Anche San Lorenzo del Vallo nella notte del 14 Agosto deve ricordare l’attacco dei Musulmani a Otranto:  “…All’erta… li Turchi su calati alla marina…”  Rileggendo  la profezia di San Francesco di Paola
Anche San Lorenzo del Vallo come molti paesi del Regno di Napoli non dovrebbero dimenticare cosa avvenne la notte del 14 agosto del 1480. Ad Otranto. La frontiera tra Islamismo e Cristianesimo. Dico San Lorenzo perché proprio in questo paese si recitava cantando con tristezza alcuni versi che dicevano: “ All'erta, all'erta li campani sona,/Li Turchi su calati alla marina,/Chi tena li scarpi rutti si li sola/Che jiu mi l'haiu sulati stamatina”. Ovvero: “Attenti suonano le campane/i Turchi sono scesi alla marina/chi ha le scarpe rotte se le risuola/che io le ho risuolate stamattina”.

domenica 6 luglio 2014

Amo' la piu' modesta creatura quanto se stesso!



 Del Mahatma è stato scritto moltissimo, sia sulla sua vita che sul suo pensiero, ma quello che tutto il mondo ricorda di Gandhi riguarda soprattutto la sua enorme impresa : un piccolo uomo, ne’ ricco ne’ potente, solo grazie alla forza della sua mente e della sua anima, riuscì a liberare una grandissima ma debole nazione come l’India dalla dominazione di un paese ricco, potente ed arrogante come l’Inghilterra.Il nucleo del pensiero di Gandhi racchiude tre punti fondamentali: l'autodeterminazione dei popoli, il rifiuto della violenza quale strategia di lotta rivoluzionaria, la tolleranza religiosa.Il primo tema è strettamente intrecciato con la lotta del popolo indiano contro il dominio coloniale. Gandhi era convinto della necessità che gli indiani fossero liberi di poter decidere come amministrare il loro Paese perché la miseria nella quale era ridotto dipendeva proprio dal prelievo forzato delle risorse dell'India da parte dei britannici. Purtroppo a diversi decenni dalla liberazione (e dalla morte di Gandhi, avvenuta nel 1948) il subcontinente indiano versa ancora in condizioni d'estrema povertà e ciò perché l'indipendenza politica non è stata accompagnata da una reale indipendenza economica.

martedì 17 giugno 2014

L 'ARTE SALVA TARANTO DALL'ILVA, ANCHE A BARI GLI ‘ILVA MAGIQUE’ DI PEP MARCHEGIANI

Dopo il blitz nella città dei due mari, di ulivetti profumati esposti anche   nel capoluogo pugliese.
L’artista: “Sono tornato da Taranto sconvolto dopo un ‘tour’  tra disastri e bellezze”
Taranto, 17 giugno 2014. Dopo il blitz a Taranto, spuntano anche a Bari gli "Ilva Magique", cioè gli alberelli profumati ideati dall'artista esplicitista Pep Marchegiani come soluzione provocatoria al problema dei cattivi odori generati dallo stabilimento siderurgico dell'Ilva, nel capoluogo ionico, se non fosse che quello degli odori è solo l'ultimo degli effetti di un inquinamento senza pari. Due gli alberelli posizionati nel tratto pedonale di via Argiro, a Bari, in collaborazione con la Galleria FormaQuattro.

lunedì 16 giugno 2014

La pittura metafisica:sogno ed enigma sulla tavolozza dei colori.



La Pittura Metafisica è uno dei grandi contributi dell'Italia alle avanguardie storiche del '900, passaggio indispensabile per la nascita del Surrealismo.In quegli anni si stava affermando il Futurismo e la Pittura Metafisica era l'esatto contrario: Nel futurismo è tutto dinamismo e velocità; nella metafisica predomina l'immobilità più assoluta.In essa c'è una evidente carica di suggestione, ricca di atmosfere magiche ed enigmatiche, dove si "vede" il silenzio più assoluto. Dal 1911, il ventitreenne Giorgio De Chirico, trasferitosi a Parigi, inizia a sperimentare una tecnica particolare che sarà, solo in seguito, definita Pittura Metafisica tecnica studiata solo da lui.Questo stile, che prende forma tra il 1912 ed il 1914, è legata solo all'evoluzione stilistica di Giorgio de Chirico.Solo dal 1916, altri pittori italiani, ispirandosi alle sue opere, elaborano un proprio linguaggio personale inserendo le forme metafisiche nelle proprie opere.Il primo a seguire l'esempio Metafisico è Carlo Carrà che, appassionato futurista, incontra De Chirico nel 1917 all'ospedale militare di Ferrara.

martedì 3 giugno 2014

Cinico,intrigante,bello e romantico:Costantino Nigra!



Costantino Nigra,: il diplomatico, filologo e poeta canavesanoQuesta settimana voglio raccontare in modo dettagliato la singolare vicenda, umana e culturale, delcanavesano Costantino Nigra, uomo che riuscì ad essere sia attento studioso delle tradizioni dellasua terra, sia capace diplomatico.Nato a Villa Castelnuovo (oggiCastelnuovo Nigra), in Valle Sacra, l’11 giugno del 1828 e mortopoi a Rapallo, Nigra fu un “uomo di lettere” che seppe,al di la dei suoi orizzonti culturali, e, forse,proprio in forza di questi, essere protagonista della sua epoca in un contesto di primo livello della contingenza storico/ politica dei suoi tempi.Si potrebbe dire che Nigra incarnò, con evidenza più palese di altri suoi contemporan eparticolare categoria di intellettuale piemontese del periodo risorgimentale mai dimentico delle proprie radici ma, al pari, apertoal mondo, conscio della sua capacità di lavorare per contribuire al processo unitario.La fama “ risorgimentale” di Costantino Nigra è dovuta, in particolare, al fatto che, dopo un periodo di lavoro successivo alla prima guerra di indipendenza (durante la quale da bersagliere, in combattimento, fu ferito a un braccio) come stretto collaboratore di Massimo d’Azeglio,

domenica 25 maggio 2014

Quell’eroe della infanzia che mori’ “solo” due volte.



Al 99% di quei pochissimi che mi leggeranno, le foto di questo signore non diranno nulla di nulla: eppure, egli ha fatto parte della mia infanzia attraverso la testimonianza e i racconti di mio padre, maresciallo A.M. che ha fatto parte tante volte dell’equipaggio di questo personaggio.Per cui, permettetemi di indulgere a me stesso ed ad un lieto ricordo di quegli anni.Mi riferisco a Carlo Emanuele Buscaglia, maggiore della Regia Aeronautica che fu tra i più famosi eroi di guerra della seconda guerra mondiale e  decorato con la medaglia d'oro al valore militare. Si distinse nella specialità degli aerosiluranti riuscendo ad affondare circa 100.000 tonnellate di naviglio nemico. Nato a Novara, in Piemonte, nel 1915 ed entrò alla Regia Accademia Aeronautica nell'ottobre 1934, ottenendo il brevetto di pilota militare ed il grado di sottotenente nel giugno 1937.Venne assegnato alla 50a Squadriglia del 32° Stormo Bombardamento Terrestre equipaggiato con obsoleti bombardieri Savoia-Marchetti S.M.81 che presto vennero sostituiti con i più moderni Savoia-Marchetti S.M.79. Nell'aprile 1939 venne promosso tenente e, nel febbraio 1940, trasferito presso la 252ª Squadriglia del 46° Stormo Bombardamento Terrestre, di cui facevano parte altri storici aviatori quali Francesco Aurelio Di Bella (253ª) e Urbano Mancini (254ª).

mercoledì 14 maggio 2014

Viaggio dentro noi stessi:la citta’ di Dio!



La città di Dio è uno dei testi più celebri della teologia occidentale. Siamo in un momento di passaggio: un mondo glorioso, Roma, sta finendo, un altro nebuloso, l’Europa, muove i suoi primi passi. Agostino prende spunto dal sacco di Roma del 410 d.C. per scrivere una meditazione sulla storia biblica e pagana, sull’Impero e la Chiesa, radice riconosciuta tuttora della filosofia della storia fino al Novecento. Per Agostino il senso della civiltà sta nell’amore. Esso si declina in due modi: uno egoistico, terreno, che trova espressione nel dominio mondano, l'altro altruistico, celeste, che trova sua espressione nella carità e nell'assenza di dominio. La città di Dio contiene una visione mistica della politica. Come l'amore si vede nelle opere, ma la sua natura rimane sempre misteriosa, così le due città non sono individuabili in un'istituzione. Gli imperi antichi non sono la città dell’uomo, come la Chiesa non rappresenta la Città di Dio. Questa è la tesi più scandalosa di Agostino. Città di Dio e Città dell’Uomo, Amore divino del prossimo e Amore umano e sopraffazione sono intrecciati per essere distinti soltanto alle fine dei Tempi. Esempi e rappresentanti dell'una o dell'altra possono trovarsi indifferentemente nella Chiesa o nell'Impero.

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ATTENZIONE! Gli articoli che non trovate qui sono su ORAQUADRA.IT

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Questo Blog ha subito una trasformazione, in questo spazio ci si occuperà solo di Spettacolo, Cultura, Sport e Tempo libero. Ho deciso di aprirlo agli operatori culturali e sportivi che con una mail di richiesta possono diventare collaboratori autonomi e quindi inserire liberamente prose, poesie, ma anche report di manifestazioni che riguardano il nostro territorio, oppure annunci di eventi o racconti dove la nostra gente è stata protagonista. Scrivete quindi a lillidamicis@libero.it, vi aspetto!!!

LIBERTÀ DI PENSIERO

"Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.
Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà,
la follia e il mistero".
Pierpaolo Pasolini
scrittore
ammazzato nel novembre del 1975

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EINSTEIN DICEVA SPESSO

“Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare”.