Ciao amici, dopo un periodo denso di impegni professionali, rieccomi a voi. Lo faccio condividendo con voi uno scritto del prof. Alberto Sobrero che ha commentato un proverbio salentino che fa intravedere la perenne diffidenza del popolo nei confronti della "casta". Buona lettura.
L’abbucatu è ccomu lu préviti, ti tutti
tiémpi, méti
[L’avvocato è come il prete / in tutti i tempi miete]
(Taranto)
di Alberto Sobrero
Bruno Maggio. China
Tutto il Salento è ricco di proverbi che disegnano in controluce la mappa del potere in una società
pre-moderna, tratteggiando il profilo dei potenti visti dal basso, dagli strati
più poveri e indifesi della società. Possiamo trovare il papa e il re, lontani e
astratti detentori di potere, e lu patrunu, concreto e vicino padrone
con cui il contadino aveva a che fare nella vita di tutti i giorni.
Il proverbio che vado a commentare, individua, invece, due personificazioni del potere, anch’esse concrete e reali, due pilastri
della vita sociale: il prete e l’avvocato.