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lunedì 7 maggio 2012

La perenne diffidenza del popolo verso “la casta”

Ciao amici, dopo un periodo denso di impegni professionali, rieccomi a voi. Lo faccio condividendo con voi uno scritto del prof. Alberto Sobrero che ha commentato un proverbio salentino che fa intravedere  la perenne diffidenza del popolo nei confronti della "casta". Buona lettura.

 L’abbucatu è ccomu lu préviti, ti tutti tiémpi, méti
[L’avvocato è come il prete / in tutti i tempi miete]
(Taranto)

di Alberto Sobrero
Bruno Maggio. China
Tutto il  Salento è ricco di proverbi che disegnano in controluce la mappa del potere in una società pre-moderna, tratteggiando il profilo dei potenti visti dal basso, dagli strati più poveri e indifesi della società. Possiamo trovare  il papa e il re, lontani e astratti detentori di potere, e lu patrunu, concreto e vicino padrone con cui il contadino aveva a che fare nella vita di tutti i giorni.

Il proverbio che vado a commentare,  individua, invece, due personificazioni del potere, anch’esse concrete e reali, due pilastri della vita sociale: il prete e l’avvocato.

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"Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.
Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà,
la follia e il mistero".
Pierpaolo Pasolini
scrittore
ammazzato nel novembre del 1975

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