Charles A. Milles lo ha inserito nella sua opera “I dieci peggiori
generali della Storia”; Giuseppe Antonelli gli dedica un capitolo in “Il libro
nero di Roma antica”; Sara Prossomariti lo annovera tra i personaggi più
malvagi della Storia romana, affiancandolo a una serie di figure poco
raccomandabili come Publio Clodio Pulcro, Catilina, Agrippina Minore, Caligola,
Nerone. Di chi si tratta? Né di un imperatore folle, né di un sovvertitore
dello Stato, ma di Marco Licinio Crasso, politico, uomo d'affari, triumviro
assieme a Cesare e Pompeo. La storiografia di ogni epoca lo ha etichettato come
avido, incapace, invidioso, profondamente crudele e inevitabilmente il suo nome
ha subito la severità di un giudizio semplicistico i cui sedimenti influenzano
ancora oggi finanche gli storici più autorevoli.