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lunedì 27 giugno 2016

Genocidio Armenia: il Papa scomunichi il vescovo cinese

di Pierfranco Bruni


Dopo l'Armenia, a distanza da un anno dal centenario del genocidio, il Papa  scomunichi il vescovo cinese tesserato con il partito o ha bisogno del coraggio dei tradizionalisti cristiani alla Socci, alla Magdi Allam e del SLSI?

In poche battute una considerazione che dovrebbe essere sotto lo sguardo di tutti. La questione genocidio e il popolo Armeno per papa Bergoglio.
Bene ha fatto a pronunciare il termine genocidio nel centenario del massacro dei cristiani.
Già dissi ciò dopo la pubblicazione del libro sulla cultura armena ("Le parole per raccontare. Gli Armeni”, Nemapress) scritto insieme al Presidente della Associazione internazionale dei critici letterari Neria de Giovanni e la collaborazione di studiosi come Annarita Miglietta, Maria Zanoni, Manuela e Mari Avakian e la presentazione dell'ambasciatore armeno in Italia. Ma questo fu un anno e mezzo fa.
Noi tradizionalisti definimmo genocidio quel massacro da sempre.

Benedetto XVI con il suo discorso di Ratisbona andò oltre e la sua tesi in sostanza fu quella di Oriana Fallaci, di Magdi Allam, di Antonio Socci e mia e di molti altri.
Il problema che si pone è ben altro. Riconoscendo il genocidio degli Armeni, a cento anni, non si può non parlare di genocidio in Medio Oriente e tanto meno si può restare indifferenti sulla questione del vescovo cinese tesserato al Partito.
Le contraddizioni di questo papato sono sempre più evidenti. Se in Armenia i musulmani hanno massacrato un popolo e una civiltà non si può restare apatici nei confronti dei massacri quotidiani.
Mentre si storicizza una immane tragedia altre tragedie contemporanee si vivono tutti i giorni. Il dramma della Striscia di Gaza dovrebbe insegnare qualcosa.
L'Armenia è storia. Denunciato il massacro, tantissime volte, come genocidio. Ma gli islamici hanno sempre minacciato e realizzato massacri.
La politica di Sua Santità Bergoglio noni convince proprio per la leggerezza dei valori che propone. Il resto l'ho scritto più volte soffermandosi su precisi dettagli.
Per L'Armenia con molto ritardo, dopo le numerose nostre prese di posizione, si è mosso. Poi si era arenato. Noi abbiamo spinto, con il nostro libro è i numerosi incontri, culturalmente sino all'inverosimile. Ed ora eccoci qua.
Ma bisogna sempre partire dalle parole di Benedetto XVI pronunciate coraggiosamente a Ratisbona.
Il prossimo passo se vuole che si stabilisca un legame forte tra cattolici e Cristiani della tradizione? Scomunicare il vescovo in Cina. O ha nuovamente bisogno della critica dei tradizionalisti pre – conciliari?

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