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domenica 26 giugno 2016

La festa delle trombe a Grottaglie



Il mio primo articolo su questa festa  grottagliese  risale a tempi ormai lontani,quando si contavano sulle dita di una sola mano quanti conoscessero questa tradizione:ovvero nel 1990, sulla Rivista di Tradizioni Popolari – Bari..Spero che qualcuno ne trarra’ giovamento, leggendolo,per conoscere meglio questa  tradizione.
Innanzitutto parliamo di Storia che non fa mai male!
La Festa delle Trombe indica,innanzitutto,  il futuro adempimento delle molte profezie dell’Antico Testamento che parlano di un Messia che viene come un re della stirpe di Davide e che siederà sul trono di Israele, di regola con potere e autorità su tutte le nazioni. La Sacra Scrittura prevede molti indizi che aiutano a comprendere il significato che il suono delle trombe aveva nell’antichità.
«Quando nel vostro paese andrete alla guerra contro il nemico che vi attaccherà, sonerete a squilli acuti e prolungati con le trombe, e sarete ricordati davanti al SIGNORE, al vostro Dio, e sarete liberati dai vostri nemici» (Nm 10:9,10). In questo comandamento il risuonare delle trombe ha una duplice funzione: primo, rappresenta un segnale di alerta che avverte di un incombente pericolo; e secondo, un grido d’aiuto che ricorda a DIO di soccorrere il suo popolo. Durante il soggiorno nel deserto, il suono delle trombe, indicava che per Israele era tempo di riprendere la marcia e di prepararsi ad affrontare nuove sfide. DIO, infatti, disse ai suoi servitori: «quando suonerete con squilli acuti e prolungati, gli accampamenti… si metteranno in cammino» (Nm 10:5). C’è anche evidenza che la Festa delle Trombe si riferisca all’intervento di DIO nella conquista della città di Gerico, i cui abitanti, come faraone e le sue armate, cercarono di ostacolare l’avanzata d’Israele verso terra promessa.
A Grottaglie si stanziarono, come molti sanno, gli Ebrei,,,dapprima nella lama del “Fullonese(fullo/nis, latino, “tintore”) in cui esercitarono questa arte e, successivamente, all’interno della nostra cerchia muraria.  Presenze durature ebraiche sono attestate a Grottaglie, Martina Franca, Manduria, Castellaneta. In que­st’ultima cittadina è ancora in uso il toponimo Via Giudea. A testimonianza di questa presenza, ci e’ rimasta,oltre l’onomastica, anche questa loro manifestazione religiosa che si svolgeva annualmente il 29 giugno, ovvero la festa delle trombe.Una festa frutto della commistione  tra la piu’ antica  tradizione ebraica con quella cristiana.. Nel Salmo LXXXIV,16 si legge:” Beato il popolo che conosce la Terua' (il suono dello Shofar); esso procede, o Signore, alla luce della tua faccia”. Questo oggetto non e’ altro che un corno fatto con pelle animale e viene ben utilizzato in alcune funzioni religiose ebraiche. A questa tradizione ebraica , si aggiunge, quindi, quella della festa  cristiana di S.Pietro, che, non dimentichiamolo, era un…ebreo.
Ora lascio la parola a Ciro Cafforio, il nostro storico per eccellenza: “questa consisteva nell’allietare maggiormente la ricorrenza religiosa col suono delle trombe di argilla, di fabbricazione locale, dai primi vespri della vigi­lia fino alla notte del 29 giugno. Simpatica pratica folcloristica, que­sta, e forse unica nella nostra regione, che fu anche introdotta in Grottaglie dai cristiani novelli. È noto che gli Ebrei usarono le trom­be da principio nel Tabernacolo nei giorni delle feste solenni, quan­do immolavansi gli olocausti e le vittime di pacificazione; in seguito nel tempio per annunziarvi le feste solenni, l’ingresso del giorno di sabato e i giorni della luna nuova (…) I ragazzi, appena venuti in possesso delle trombe, toccavano, co­me suoi dirsi, il cielo col dito le provavano, tentavano gli acuti da prima con cautela per non impressionare bruscamente gli orecchi dei familiari e poi a gran fiato. Chi poteva uscire all’aperto, sulla strada o in cortile, si sbizzarriva a volontà, e così il frastuono comincia­va. Ma il più alto grado dello strepito si raggiungeva la sera della fe­sta nei pressi della chiesa di S. Pietro (…) A notte alta tornava il silenzio e quei suoni non si sentivano più per un anno preciso, perché a festa finita gli strumenti di argilla anda­vano in frantumi.”
Quindi le trombe, nell’atto finale, assumevano anche una funzione apotropaica(tener lontane le avversita’ e le incombenze negative e dannose).
Da qualche anno, questa festa e' stata "riportata alla luce" e si svolge presso la Chiesa di S.Pietro(ex garage) sul "Pendio” …Lu Pinninu vurtagghiese!

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