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domenica 28 agosto 2016

Cultura e turismo: due facce della medesima medaglia, a Grottaglie come nel mondo.



Saper coniugare i principi dell'accoglienza, l'esperienza e le ricchezze di un territorio vuol dire offrire al turista non una semplice vacanza mordi e fuggi,come oggi accade ma un ricordo emotivamente gratificante e soddisfacente.
I territori, le regioni, le province e i comuni, sono spazi in cui si trovano molteplici risorse che però spesso non sono organizzate, non sono collegate in un sistema che ne permetta una gestione coordinata. Per esistere, una destinazione turistica deve strutturare le proprie risorse e attrattive, unendole ai servizi e alle offerte, in modo tale da costituire veri "prodotti turistici territoriali" che rispondano alle esigenze del cliente. Il turismo non è un’attività che si può improvvisare ma necessita di una strategia chiara e definita.
Il mercato oggi è complesso e sempre più competitivo: il prodotto deve soddisfare i bisogni del nuovo consumatore. Una destinazione o azienda turistica che voglia garantirsi un futuro e un margine di competitività deve avere chiaro l’obiettivo da raggiungere e la strada da percorrere in un’ottica di medio termine. L'obiettivo strategico che si intende raggiungere è: il rafforzamento della competitività del territorio come destinazione turistica. E’ ormai ampiamente noto come non sia sufficiente possedere una quota anche cospicua di beni culturali per attrarre automaticamente la domanda di consumo culturale. Un territorio come quello nostrano dotato di un così ampio e articolato complesso di luoghi storico-architettonici, di beni artistici, di paesaggi culturali, di tradizioni storiche richiede un livello di progettazione adeguato per l’offerta dei servizi culturali che rendano facilmente fruibili i beni artistici ed altro. Ciò significa, non soltanto rendere accessibili musei o aree archeologiche(quando vi sono) biblioteche o parchi ambientali o il centro storico medesimo, ma qualificare la rete di servizi primari che ne favoriscano la corretta fruizione: informazione e comunicazione, trasporti, ricettività turistica, ecc.
C’e’ poi l’enorme problema che  che la cultura non è considerata una priorità nelle scelte politiche per lo sviluppo del Paese. O almeno non lo è stata per lungo tempo e per molti.
Da diversi anni il settore culturale soffre per una gravissima sottrazione
di risorse, specchio di una sostanziale assenza di politiche attive di investimento nello
sviluppo delle attività culturali, creative, artistiche e della rinuncia ad un efficace tutela e
valorizzazione del nostro patrimonio.Se poi aggiungiamo l’”ignoranza”(socraticamente parlando) si spiega molto e tutto!
Cultura, turismo, ambiente non possono essere considerati semplici comparti dell’economia, ma al contrario devono essere posti al centro della programmazione della gestione dei territori e oggetto di politiche trasversali. Se non attiviamo una strategia alta e forte che punti al lungo periodo in un’ottica di sviluppo del Paese, difficilmente risaliremo la china. Un programma di crescita del turismo si deve, inoltre, accompagnare con un miglioramento della cultura dell’accoglienza, sviluppando i servizi di ricezione, pubblicizzazione e di marketing del territorio, promuovendo tutte le possibilità di servizi turistici che possiamo mettere in campo, facendo rete (turismo culturale, sportivo, ambientalista, enogastronomico). Una definizione condivisa,anche, a livello europeo annette all’idea di turismo culturale l’offerta di prodotti destinati ai visitatori durante il loro soggiorno, oltre alla pratica di tutte quelle attività culturali, (artistiche, legate agli eventi, le visite a musei, alle esposizioni, ecc.) alle quali i visitatori prendono parte da spettatori o come partecipanti non professionisti. Altre definizioni pongono l’accento come elemento discriminante sulla relazione che il turista instaura con i luoghi e le culture “altre” allo scopo di conoscere popolazioni, stili di vita, eredità culturali ed artistiche.

Si parla tanto di capitali europee della cultura: non pretendo,certo, che  il mio paese possa aspirare a tale titolo ma che almeno si possa conoscere di piu’ la “cultura” come mezzo di operativita’ perche’, considerazione finale, per poter operare bisogna conoscere e sapere, e senza la conoscenza non c’e’ nulla...solo aria fritta e danno!





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Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà,
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Pierpaolo Pasolini
scrittore
ammazzato nel novembre del 1975

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