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mercoledì 3 aprile 2013

Arthur Rimbaud (1854 - 1891) l’adolescente ribelle

di Filomena Russo
L’adolescenza è come la primavera ; una stagione della vita molto particolare.
L’adolescenza alterna giorni felici, soleggiati, allegri, come fiori che sbocciano, a giorni tristi, piovosi, ventilati, e, talvolta, burrascosi. Il vento e il tempo portano  via i petali delle gemme appena sbocciate, lasciando il posto alle foglie e ai frutti.
L’adolescenza matura poco per volta all’esperienza della vita; è per questo che i giovani hanno bisogno di referenti solidi e credibili. Un vecchio adagio dice :
“è più importante un esempio che una montagna di parole” e a tutti i livelli :

“Le  veritable  enseignement n’est point de te parler mais de te conduire » Antoine de Saint-Exupéry ( IL  vero  insegnamento non é affatto( o solo), parlarti ma condurti,guidarti) . Molti sono i disagi  che i giovani vivono e, l’adolescenza è come se non finisse mai, é come se una parte di noi fosse sempre alla continua ricerca di sé, in un continuo divenire. Ciò significa crescere, apprendere, migliorarsi, ma tutto ciò non sempre è scontato, poiché le difficoltà del quotidiano, a volte, sembrano  e/o sono  insormontabili e l’adolescente diventa e/o si comporta da ribelle.
   L’esempio di un genio ribelle ci é  dato da Arthur Rimbaud, poeta adolescente, che si ribella contro l’ordine culturale e sociale dei falsi valori.
Arthur Rimbaud, nato a Charleville nelle Ardenne in Francia  nel 1854, ha avuto una adolescenza difficile e burrascosa. Suo padre un ufficiale che amava i viaggi e le avventure si separa dalla moglie nel 1869. Sua madre, una donna bigotta, autoritaria, e chiusa nelle convenzioni sociali, lo alleva severamente. Il giovane mostra subito un carattere difficile, violento e tendente alla fuga, ben presto si  ribella contro la famiglia, le convenzioni, la morale, la religione. E’ molto bravo a scuola, fa degli ottimi studi e il suo prof. di retorica Georges  Izambard  capisce il suo genio e lo incoraggia nelle prime composizioni poetiche; ma la sua natura inquieta lo porta alla fuga. Non si presenta agli esami di maturità, fugge a  Parigi in treno, ma viene arrestato, perché senza biglietto, e resta qualche giorno in prigione.
Nel 1871 ha inizio il suo legame (affettivo) con  Verlaine,  anche lui poeta e scrittore, e il giovane Rimbaud cade nell’alcolismo e nella dissolutezza ; è in questo momento che Rimbaud scrive “ La Lettre du Voyant” ( La lettera del  Veggente ,che in realtà sono due). I suoi vagabondaggi in Inghilterra e in Belgio e il suo scandaloso legame con Verlaine terminano nel 1873 a Bruxelles, quando Verlaine gli spara e lo ferisce ad un polso. Negli anni seguenti Rimbaud, spinto dal desiderio di avventura, fa numerosi viaggi e differenti mestieri,  in Europa,  in Africa, dove per  il suo lavoro massacrante e sotto un clima torrido, soffre per violenti dolori ad un ginocchio. Rientrato in Francia,  nell’ospedale di Marsiglia, gli viene amputata una gamba  perché affetta da cancro. Muore nel  1891.
La sua carriera poetica e di scrittore inizia nel 1869 (a 15 anni ) e termina nel 1874 (a 20  anni),  sembra quasi che la sua ribellione e il suo genio siano legati a ciò che presso altri viene definita “ la crisi dell’adolescenza”, dopo  non si è più interessato né  della letteratura, né della pubblicazione delle sue opere. Il poeta per Rimbaud ha una funzione universale, egli non si rivolge solo agli uomini, ma a tutta la realtà vivente,  deve trovare una lingua universale: e afferma che il poeta deve essere “un Voyant, se faire voyant  “ tr.” bisogna essere Veggente, farsi Veggente”, vedere, non fermarsi all’apparenza ,ma vedere fino in fondo e così esperimenta tutte le forme d’amore, di sofferenza, di follia, egli cerca se stesso; è per questo che  la vita di Rimbaud  é stata scandalosa.
Nel 1873 Rimbaud redige una relazione sulle sue “follie” “Une Saison en Enfer”( Una stagione all’inferno) in cui racconta la vita completa e maledetta che ha vissuto. Rimbaud crea il verso libero,( che i “Simbolisti” scopriranno più tardi )  e che nelle “ILLUMINATIONS” sono  alternati a poemi in prosa
“JE  EST UN AUTRE” (Io è un altro), vuol dire che egli distingue del suo essere apparente, l’io profondo capace di sondare l’ignoto. Attraverso una sregolatezza sistematica dei suoi sensi, si abitua alle allucinazioni; la fusione fra il reale e l’immaginario è totale.  
”JE EST UN AUTRE” questa frase ci riporta a SOCRATE “NEL CONOSCI TE STESSO” ,al “COGITO ERGO SUM”(je  pense  donc,  je suis trad. penso ,dunque sono” di DESCARTES, e “Tout ce que  je sais, c’est que je voudrais bie e^tre un autre » «  tutto ciò che so é che vorrei essere un altro” DIDEROT.
Rimbaud mette in discussione il principio dell’ identità : L’IDENTITA’ E’ L’ALTERITA’
Nel sonetto “Voyelles ”(Vocali)  elabora  un sistema di corrispondenze e  sensazioni  scaturite da suoni, forme, colori, (che tocca tutti quanti noi, (Corresponances, qui l’influenza poetica di BAUDELAIRE è evidente).
 Nel poema “ BATEAU IVRE”( battello ebro, ubriaco), che per la sua novità segna una tappa importante nella letteratura francese, Rimbaud palesa se stesso, attinge le emozioni dai sogni dell’infanzia e delle reminiscenze delle letture fatte.  Il suo bisogno di evadere, di correre attraverso il mondo in piena libertà, malgrado i danni che ciò comporta, come un battello libero quasi senza timone, che sospinto dai flutti del mare tocca sponde diverse.
Rimbaud indubbiamente è un genio; ma mi permetto di pensare, con molto rispetto, ai tanti  giovani, che pur non essendo dei geni, subiscono l’influenza negativa di una famiglia distratta, non vigile e non presente all’evoluzione degli adolescenti, che ,non compresi, si ribellano.

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