"Questo blog, nasce a Grottaglie e per Grottaglie, è e sarà rispettoso delle manifestazioni dell'altrui pensiero, da qualunque parte provengano, purché espresse onestamente e chiaramente. In questo spazio ho l'onore di avere autori di spessore culturale di grande livello. Potete scrivermi su: lillidamicis@libero.it e/o su : lillidamicis@gmail.com
Che ora è ?
giovedì 6 marzo 2008
No acquedotto? No terzo lotto!
Al responsabile provinciale settore Ecologia e Ambiente, Romandini, il Presidio Permanente No Discariche chiede l'immediato annullamento della determinazione dirigenziale numero 173 del 2005, a firma del suo predecessore, Ruggeri.
Con essa, la Provincia ha fornito l'autorizzazione alla Ecolevante Spa per la realizzazione di una nuova discarica, in aggiunta a quella esistente, in contrada La Torre-Caprarica. Tutto è stato infatti improntato sulla base di documenti, di fatto, falsi; falsati, cioè, dall'assenza della conduttura dell'acquedotto giusto a ridosso del progettato terzo lotto di discarica.
Oltre che un atto dovuto, l'annullamento ci sembra necessario ed urgente per ristabilire un minimo di legalità che pare ormai essere lontanissima dalla nostra terra. Si autorizzano discariche a ridosso di condutture per acqua potabile - con tutti i rischi di contaminazione connessi - e non si provvede immediatamente a correre ai ripari; gli acquedotti scompaiono dalle documentazioni ufficiali e non emergono mai i responsabili di simili atti gravissimi: tutto questo ci sembra inammissibile.
Per questo, alla Provincia, chiediamo un atto che sia realmente concreto. In particolare, dal responsabile del settore, Romandini, ci aspettiamo un atto di responsabilità verso la gente di questa terra sommersa dall'inquinamento, oltreché ambientale, anche morale.
Per noi, annullare atti prodotti sulla base di omissioni, dolose o colpose, comunque gravi, è la normalità; tutto il resto ci sembra connivenza.
info: www.presidiopermanentenodiscariche.blogspot.com prontotelefono: 3486870983
L’associazione “Bambini contro l’inquinamento” per Taranto, Una sfida da vincere e una città da salvare
“Taranto, Una sfida da vincere e una città da salvare”.
La manifestazione si terrà domani, 7 marzo, alle ore 9.30 presso
l’I.t.a.s. “Maria Pia” di Taranto, in via Galilei n.27.
Accolti da Pino Merico, pediatra e presidente dell’associazione di volontariato “Bambini contro l’Inquinamento”, alla manifestazione parteciperanno Aldo Petrucci, procuratore capo della Repubblica di Taranto, Maurizio Carbone sostituto procuratore della Repubblica e presidente Sezione Taranto A.N.M., e Giorgio Assennato, direttore ARPA Regione Puglia.
Il convegno affronterà il delicatissimo tema del rapporto tra inquinamento e salute nel nostro territorio, ospitando relatori di assoluto livello; Giorgio Assennato relazionerà sul registro dei tumori.
La presenza di due importanti magistrati consentirà di capire quali sono oggi le possibilità offerte dalla normativa vigente per contrastare l’azione di tutti coloro che, inquinando l’ecosistema tarantino, arrecano un danno alla salute dei cittadini.
Al riguardo Giuseppe Merico ha dichiarato che “in una moderna società ognuno deve fare la propria parte: le associazioni devono vigilare e denunciare le diverse forme di inquinamento, allertando così la magistratura che poi, nei limiti imposti dalle leggi, saprà colpire chi inquina”.
“Ecco perché è importante per tutti noi – ha detto Merico – capire cosa può fare in questo settore un magistrato, i suoi margini di discrezionalità, in modo da poter calibrare la nostra azione sulle sue reali possibilità di intervento”.
Al convegno sono invitati tutti i cittadini, i rappresentanti delle istituzioni e delle altre associazioni di volontariato; è inoltre prevista la presenza degli studenti delle ultime classi degli istituti superiori tarantini.
Continua così l’azione di sensibilizzazione ambientale che l’associazione di volontariato “Bambini contro l’Inquinamento” svolge sul nostro territorio a favore degli alunni delle scuole tarantine.
“Bambini contro l’Inquinamento” rivolge un particolare ringraziamento agli alunni dell’Istituto Professionale F.S. “Cabrini” che hanno realizzato l’artistica locandina del convegno, e all’I.t.a.s. “Maria Pia” di Taranto che ospiterà la manifesstazione.
Presidente Associazione Volontariato
“Bambini contro l’Inquinamento”
mercoledì 5 marzo 2008
BUON COMPLEANNO RADIO PUGLIA!
Radio Puglia compie 30 anni. La storica emittente sangiorgese il 30 marzo taglierà il traguardo delle trenta candeline. Per la speciale ricorrenza dal 29 marzo partirà un cartellone annuale di eventi e di serate spettacolo che avrà ufficialità nei prossimi giorni. Possiamo anticipare che, il 30 marzo a San Giorgio Jonico, andrà in scena “La Crisalide in tour 2008”, spettacolo di animazione, musica, danza e cabaret presentato presentata da Uccio De Santis, con moltissimi ospiti tra cui Giuseppe Di Gioia, il cabarettista - rumorista Dario Talesco, la show-girl e vocalist Paola’, la Comix Dee Jay Band, il tutto diretto dalla regia di Nino Di Gioia.
Radio Puglia non è una normale emittente privata. E’ molto di più. Rappresenta un importante riferimento sociale della comunità di San Giorgio Jonico. Radio Puglia, infatti, è una radio cattolica che offre una programmazione molto varia. Una variegata diversità che però si ricompatta nel fondamentale assolvimento di un importante ruolo sociale. Radio Puglia, infatti, fa compagnia a tantissime persone malate, che trovano nelle voci amiche della emittente un riferimento costante, un conforto ed un sorriso. Ecco quindi che meritoria è l’opera di questa emittente che, senza interessi di lucro, fondando la propria attività esclusivamente sulla gratuita e volontaria collaborazione dei suoi speaker, tiene compagnia, informa, diverte un pubblico di ascoltatori fatto di molte persone sofferenti. “Radio Puglia – ci ha detto il suo presidente Don Domenico Morciano - nasce come emittente privata 30 anni fa con il contributo fondamentale di un gruppo di laici che collaboravano con la parrocchia e facenti parte del Mass Media Club, un gruppo di giovani che si interessava di comunicazione sociale e che operava in collaborazione con i Paolini.
Attraverso la radio ci siamo fatti portatori del messaggio del beato Don Giacomo Alberione, l’apostolo della comunicazione sociale a cui si ispirava anche l’opera dello stesso Mass Media Club.
Radio Puglia si è sempre contraddistinta per la ispirazione sociale e soprattutto cristiana.
Sempre ispirata all’azione di Don Alberione ma anche al Concilio Vaticano II che istituì una giornata dedicata alla comunicazione sociale che coincide con il giorno dell’Ascensione.
Come si è sviluppato – chiediamo - il percorso di Radio Puglia in questi 30 anni?
“Nata in collaborazione con un gruppo laico – racconta Don Domenico Morciano - Radio Puglia ha conosciuto diverse fasi. Nel 1986 si è corso il rischio di questa avventura si concludesse. Ad un certo punto la radio si divise anche in tre distinte e separate emittenti (Radio Puglia, Radio Alta e Radio Libera). Io non volevo che questa risorsa sociale e spirituale della comunità venisse perduta così chiesi ai soci fondatori se volevano utilizzare i locali della parrocchia (della chiesa della Madonna delle Grazie) come sede della radio. Così avvenne nel 1989. Poi nel 1990 abbiamo dato una ufficiale configurazione legale della radio con la concessione delle frequenze e il riconoscimento della testata giornalistica regolarmente iscritta presso il Tribunale di Taranto. Oggi Radio Puglia è iscritta anche presso la Co.Ra.Llo il Consorzio di radio libere che vede la presenza di oltre 200 radio.
Sul futuro di Radio Puglia Don Domenico ha le idee chiare “Io sono ormai abbastanza anziano – ci confida il sacerdote che proprio il 30 marzo, giorno del trentennale della radio, festeggerà anche i suoi 80 anni - e quindi non posso che porre le mie speranze nei giovani.
Nei tanti giovani che si stanno prodigando a continuare il progetto e l’azione di Radio Puglia.
I giovani hanno scoperto con la radio una via per esprimere la propria gioia, il proprio modo di essere, il proprio pensiero, il proprio entusiasmo. Radio Puglia è come un giardino con un vecchio albero e tante piantine intorno. Affinché questo giardino possa essere sempre bello e curato occorre lavoro e collaborazione. Io ho fiducia in questi giovani e confido nel fatto che, anche nella eventualità che un giorno la radio possa cambiare nome o sede, il supporto e la linfa vitale di questi ragazzi ci sarà sempre.”
Dunque viva Radio Puglia.
Francesco Piccinni
martedì 4 marzo 2008
È una vergogna!
Altre cinque preziose vite umane sacrificate
sul posto di lavoro.
Quando finirà questa mattanza?
lunedì 3 marzo 2008
Un anonimo ci riporta uno scritto di Italo Calvino

La città di Leonia rifà se stessa tutti i giorni: ogni mattina la popolazione si risveglia tra lenzuola fresche, si lava con saponette appena sgusciate dall'involucro, indossa vestaglie nuove fiammanti, estrae dal più perfezionato frigorifero barattoli di latta ancora intonsi, ascoltando le ultime filastrocche dall'ultimo modello d'apparecchio.
Sui marciapiedi, avviluppati in tersi sacchi di plastica, i resti della Leonia d'ieri aspettano il carro dello spazzaturaio. Non solo tubi di dentifricio schiacciati, lampadine fulminate, giornali, contenitori, materiali d'imballaggio, ma anche scaldabagni, enciclopedie, pianoforti, servizi di porcellana: più che dalle cose che ogni giorno vengono fabbricate vendute comprate, l'opulenza di Leonia si misura dalle cose che ogni giorno vengono buttate via per far posto alle nuove. Tanto che ci si chiede se la vera passione di Leonia sia davvero come dicono il godere delle cose nuove e diverse, o non piuttosto l'espellere, l'allontanare da sé, il mondarsi d'una ricorrente impurità. Certo è che gli spazzaturai sono accolti come angeli, e il loro compito di rimuovere i resti dell'esistenza di ieri è circondato d'un rispetto silenzioso, come un rito che ispira devozione, o forse solo perché una volta buttata via la roba nessuno vuole più averci da pensare.
Dove portino ogni giorno il loro carico gli spazzaturai nessuno se lo chiede: fuori della città, certo; ma ogni anno la città s'espande, e gli immondezzai devono arretrare più lontano; l'imponenza del gettito aumenta e le cataste s'innalzano, si stratificano, si dispiegano su un perimetro più vasto. Aggiungi che più l'arte di Leonia eccelle nel fabbricare nuovi materiali, più la spazzatura migliora la sua sostanza, resiste al tempo, alle intemperie, a fermentazioni e combustioni. È una fortezza di rimasugli indistruttibili che circonda Leonia, la sovrasta da ogni lato come un acrocoro di montagne.
Il risultato è questo: che più Leonia espelle roba più ne accumula; le squame del suo passato si saldano in una corazza che non si può togliere; rinnovandosi ogni giorno la città conserva tutta se stessa nella sola forma definitiva: quella delle spazzature d'ieri che s'ammucchiano sulle spazzature dell'al-troieri e di tutti i suoi giorni e anni e lustri.
Il pattume di Leonia a poco a poco invaderebbe il mondo, se sullo sterminato immondezzaio non stessero premendo, al di là dell'estremo crinale, immondezzai d'altre città, che anch'esse respingono lontano da sé montagne di rifiuti. Forse il mondo intero, oltre i confini di Leonia, è ricoperto da crateri di spazzatura, ognuno con al centro una metropoli in eruzione ininterrotta. I confini tra le città estranee e nemiche sono bastioni infetti in cui i detriti dell'una e dell'altra si puntellano a vicenda, si sovrastano, si mescolano.
Più ne cresce l'altezza, più incombe il pericolo delle frane: basta che un barattolo, un vecchio pneumatico, un fiasco spagliato rotoli dalla parte di Leonia e una valanga di scarpe spaiate, calendari d'anni trascorsi, fiori secchi sommergerà la città nel proprio passato che invano tentava di respingere, mescolato con quello delle città limitrofe, finalmente monde: un cataclisma spianerà la sordida catena montuosa, cancellerà ogni traccia della metropoli sempre vestita a nuovo. Già dalle città vicine sono pronti coi rulli compressori per spianare il suolo, estendersi nel nuovo territorio, ingrandire se stesse, allontanare i nuovi immondezzai.
ITALO CALVINO
DON ZANOTELLI BENEDICE IL PRESIDIO
L’intervento di Padre Zanotelli è stato preceduto dal saluto di Padre Michelangelo Maglie, dei Padri Gesuiti di Grottaglie, che ha raccontato brevemente la sua esperienza in Ciad. È seguito l’intervento di Beppe Ponzio, del presidio permanente “No discariche”. «Il motivo per il quale abbiamo organizzato questo incontro – ha spiegato – è la relazione culturale e storica tra il nostro paese e l’Africa. Il legame che ci unisce è il medesimo trattamento subito in materia di rifiuti.
Il Sud Italia e l’Africa subiscono le scelte degli altri, sono due regioni economicamente deboli e lo sono perché lo sviluppo è sempre stato bloccato. Non c’è mai stata la ricerca di emancipazione da politici che fanno gli interessi di pochi. In queste due regioni del mondo – ha proseguito Ponzio – prevalgono gli interessi economici di pochi a discapito di tutti. A Grottaglie, Taranto, Napoli c’è un’oligarchia orientata da un unico obiettivo: il business dei rifiuti. A Grottaglie lo scandalo “Eldorado”, a Napoli il traffico dei rifiuti legato a quello delle armi smerciate in Africa». E poi, riferendosi al tentativo di criminalizzare l’attività del presidio, si è chiesto: «Ma possono essere delinquenti quei cittadini che cercano di tutelare la propria salute impedendo l’apertura del terzo lotto della discarica?».
È seguito l’atteso intervento di Padre Alex Zanotelli, giunto espressamente a Grottaglie per rendersi conto della nostra situazione e far propria la protesta del presidio. Dal suo zaino esce libri, appunti, foglietti, ritagli di giornale. Si alza in piedi. Ed esordisce con la notizia battuta qualche minuto prima dalle agenzie relativa al rinvio a giudizio di Bassolino. Ringrazia il presidio per il «lavoro straordinario» e i Padri Gesuiti. «Non è facile – dice – trovare preti che escano dalle chiese per stare dietro a questi problemi». E rivolgendosi a Padre Maglie: «Un grazie per l’esempio di resistenza che ci state dando. Non aspettiamo più nulla dall’alto. Purtroppo ha stravinto il mercato. Purtroppo ha stravinto il profitto. La speranza nasce da momenti come questi».
Con un linguaggio semplice e chiaro spiega il nesso esistente tra il traffico d’armi in Somalia e i rifiuti. «In Somalia – spiega – venivano gestiti i nostri rifiuti tossici. Un traffico controllato dai servizi segreti e dalla mafia». Prendendo gli appunti e sfogliando un libro, si addentra nella spiegazione: «Ai tempi del CAF da Roma partivano degli aerei per la Somalia contenente viveri. Questi voli facevano scalo a Palermo dove venivano scaricati i viveri e sostituiti dalle armi dirette in Somalia. Nel 1989 qualcosa si rompe: i servizi segreti, quella che chiamano massoneria deviata e la mafia decidono che la Campania sarebbe diventata lo “sversatoio” dell’Italia. La camorra nel frattempo si era accorta che la vera ricchezza erano proprio i rifiuti. Nel 1991 fui allontanato dalla direzione di “Nigrizia” ».
E per dodici lunghi anni Padre Zanotelli è stato in Nigeria, dove ha vissuto con gli ultimi, con chi vive nelle discariche. Il racconto della sua esperienza in Africa si fa emozionante. Poi torna ad affrontare la situazione campana. «Vivo al rione Sanità – racconta – e mi rendo conto di come la camorra abbia il controllo del traffico dei rifiuti. Napoli è diventata la pattumiera d’Italia. Due entità hanno giocato un ruolo fondamentale per questa vicenda: la politica e la camorra. La camorra ha capito che la “munnezza” è ricchezza e che soprattutto i rifiuti industriali rendono fior di quattrini. Da parte loro le istituzioni non hanno fatto politica, ma affari». Come venirne fuori? Per Padre Zanotelli la “ricetta” è semplice e passa da quattro “R”: riciclare, riusare, recuperare, ridurre. È fondamentale potenziare la raccolta differenziata, ridurre i consumi, ridimensionare il nostro stile di vita. Ma alla base di tutto è necessaria una «rivoluzione etica». Riferendosi all’attività del presidio permanente, padre Zanotelli ha detto: «La vostra è una lotta per la democrazia, per quella democrazia che ci è stata tolta. Chiedete ai vostri politici cosa intendono fare per la terra, l’acqua, l’aria, l’energia. E quando lo fate guardateli negli occhi». Ed ha concluso il suo intervento con un «Buon lavoro » .
Dal pubblico sono intervenuti, tra gli altri, con alcuni spunti di riflessione il consigliere comunale Michele Mirelli e Ciro D’Alò, del presidio permanente. A mezzanotte, padre Alex Zanotelli, accompagnato da Padre Michelangelo Maglie, giunge al presidio, a pochi metri dalla discarica per rifiuti speciali gestita dall’“Ecolevante s.p.a.”. Padre Zanotelli ascolta tutti. E per ognuno ha una parola, uno sguardo, un invito a non “mollare”. Il suo è un continuo esercizio del dialogo. A volte il suo volto, coperto dalla barba e dalle rughe della sofferenza di chi è stato ultimo tra gli ultimi, diventa scuro: le sponsorizzazioni chieste ed ottenute da alcuni partiti dall’“ Ecolevante s.p.a.”, le querele e le denunce ai presidianti, la presenza di una telecamera che controlla il presidio diventano motivi di riflessione. Lunghe pause di silenzio, poi continua ad ascoltare.
A mezzanotte e mezza si siede e come un qualsiasi presidiante inizia a cercare un po’ di torpore avvicinando le mani ad una stufa artigianale, ricavata da una sezione di un bidone di alluminio contenente la cenere. Stanco, accetta di condividere con il presidio la cena. La sua forza è proprio l’umiltà e la capacità di ascoltare. E prima di andare via, la portavoce del presidio permanente, Annie Urselli, ha ringraziato Padre Alex Zanotelli «per la forza che la sua testimonianza ci ha dato». Qualche minuto dopo l’una, va via e saluta tutti con “Buona resistenza”. Appena qualche ora di riposo e alle sei Padre Zanotelli era già in auto per raggiungere Locri: la seconda ed ultima tappa del suo viaggio missionario tra la gente del Sud. Tra la gente sopraffatta da chi governa con arroganza e da chi non ha la capacità di ascoltare
Salvatore Savoia
dal Corriere del Giorno di domenica 2 marzo 2008
sabato 1 marzo 2008
Vincono un concorso bandito 10 anni fa e non sono stati ancora assunti: la vicenda di due geometri tarantini
Vincere un concorso pubblico e, dopo 10 anni, non essere ancora assunti.
È questa l’incredibile beffa che stanno subendo Maria Anna Carone e Giulio Resta , due geometri tarantini che in questi anni si sono visti costretti intraprendere una battaglia legale e burocratica per veder soddisfatto un loro diritto. Controparte di questa vertenza legale il Comune di Massafra.
Questi i fatti: nel 1998 il Comune di Massafra indice un concorso pubblico per n. 4 posti da geometra categoria C1. Marianna Carone (di Carosino) e Giulio Resta (di Palagiano) vincono il concorso come da determina dirigenziale n. 935 del 12.08.2004. Nel frattempo, dal bando di concorso sono passati già 6 anni.
Come scritto in una lettera che i due geometri hanno inviato a Prefetto, Corte dei Conti e Procura della Repubblica di Taranto, “Ci aspettavamo di essere assunti entro dicembre dell’anno 2004, in quanto la copertura finanziaria già prevista nella Programmazione Triennale del fabbisogno del personale di cui alla Delibera G. M. n. 18 del 26.01.2000 confermata con la Delibera di G. C. n. 355 del 27.12.2002.
Ma anzichè procedere alla nostra assunzione, l’Amministrazione dell’epoca, con Delibera di G. C. n. 325 del 30.12.2003, attua una variazione di bilancio, distraendo soldi dal fondo nuove assunzioni, assumendo come da Determina n. 1499 del 30.12.2003 n. 3 capi settore D3, la cui procedura concorsuale non era stata preliminarmente supportata da idonei atti di programmazione triennale del personale (ndr nota del segretario generale n. 12619 del 04.07.2001).
Insomma l’amministrazione di Massafra preferisce assumere altre figure, senza, denunciano Carone e Resta, il supporto di idonei atti di programmazione.
Ma non finisce qui.
Scrivono ancora i due tecnici: “Ulteriormente con delibera di G. M. n. 352 del 23.12.2004 di variazione al bilancio 2005 e successiva Determina n. 1437 del 28.12.2004 si è proceduto all’assunzione per scorrimento di graduatoria di ulteriori 5 vigili urbani, (N.B. erano stati già in precedenza assunti già n. 5 vigili urbani la cui graduatoria di merito approvata con Determina 1467 del 18.12.2003) in evidente violazione del disposto di cui all’art. 34 della Legge 27 dicembre 2002, n. 289….
Occorre evidenziare – scrivono ancora Carone e Resta - che per l’assunzione, dei suddetti ulteriori n. 5 vigili urbani, effettuata per scorrimento di graduatoria (Determina n. 1437 del 28.12.2004) non vi era alcuna possibilità di assunzione, ma si è giocato su abili equivoci procedendo alla chiamata in luogo dei sottoscritti.
E’ stato accertato che tra i suddetti cinque vigili urbani vi erano parenti di amministratori e di un componente del collegio dei revisori dei conti.
In forza di nostre ripetute richieste, l’Amministrazione Comunale, nella persona del Dirigente al Personale dott. Angelo Giannotta, con note n. 9328 del 14.03.2005, n. 35341 del 19.10.2006, n. 37741 del 07.11.2006 comunicava il divieto di assunzione a causa dei limiti imposti dalle leggi finanziarie 2005 e 2006.
Ma proprio nel 2005, l’Amministrazione conclude procedure concorsuali relative a progressioni verticali del personale dipendente, per la precisione 44 figure.”
Il senso della denuncia dei due tecnici quindi sta non solo nel tempo trascorso dalla vincita nel concorso ma in un comportamento colto come beffardamente contraddittorio tenuto dal Comune di Massafra che a fronte di una dichiarata impossibilità di procedere alla assunzione di nuove figure, si sarebbe mosso nel senso esattamente opposto, a beneficio di altri soggetti e a discapito di Carone e Resta.
Che nella lettera si chiedono “come mai per noi geometri vige il blocco delle assunzioni, mentre per il personale dipendente, no? Eppure dal parere n. 9 del 31.10.2006 della Funzione Pubblica – Uff. Personale Pubbliche Amministrazioni, si rileva che le progressioni verticali sono da considerarsi come nuove assunzioni e subordinate anch’esse al cosiddetto blocco delle assunzioni.
Risulta del tutto evidente l’imbarazzo dell’attuale sindaco dott. Tamburrano sull’intera vicenda, in quanto, uno dei soggetti beneficiari delle progressioni verticali suddette è la moglie, incombendo comunque sul medesimo, l’obbligo di procedere alla revoca dei relativi atti amministrativi.”
Siamo quindi arrivati nel 007. I due sporgono denuncia presso il Tribunale Civile di Taranto, alla Procura della Repubblica, al Ministero della Funzione Pubblica. Con tutte le problematiche che un iter giudiziario comporta, mettendo, dicono Resta e Carone “mani al portafoglio, per avere il giusto riconoscimento degli studi e dei sacrifici fatti per vincere il concorso, ma purtroppo la giustizia italiana ha iter amministrativi troppo lunghi.
Senza demordere in data 22.01.2007 e 10.02.2007 abbiamo inoltrato e-mail al Presidente della Repubblica, evidenziando il problema della mancata assunzione e il Prefetto Alecci, suo predecessore, in data 09.02.2007 e 13.03.2007 chiedeva al Comune chiarimenti in merito alla questione.” Ma ancora niente. Le ultime dichiarazioni ufficiali da parte del Comune di Massafra sono datate 28.03.2007 quando il sindaco dott. Martino Tamburano e i dirigente al personale dott. Angelo Giannotta hanno dato risposta al prefetto di Taranto Alecci. Secondo Carone e Resta “Ripetendo le ennesime falsità (peraltro disconosciute dagli esiti della relazione di visita ispettiva da parte dell'Ispettorato Generale di Finanza presso il Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato – Ministero dell'Economia e delle Finanze – acquisita al protocollo del comune di Massafra in data 24.10.2007 con il n. 38938) nella quale vengono esaminati gli aspetti contabili relativi al personale nel Comune di Massafra, mettono in evidenzia numerosissime irregolarità” rilevate nella lettera che i due tecnici hanno inviato alle già citate autorità giudiziarie.
Una vicenda che può cogliersi in tutta la sua amarezza.
È davvero molto triste pensare a quanto, in una realtà dura come la nostra, sia difficile anche solo trovare delle opportunità occupazionali, doversi ritrovare vincitori di un concorso e ciò malgrado essere costretti ad intraprendere per anni una battaglia legale per lavorare.
Francesco Piccinni
venerdì 29 febbraio 2008
I pazienti in prima linea.

Percorsi e prospettive per l'Ospedale di Campi - Il modello assistenziale per le malattie infiammatorie croniche.
Durante l'assemblea, che prevede gli interventi preordinati dei soci di Puglia e Basilicata, sarà presentata la carta dei diritti per l'IMID. Perché i malati cronici oltre ad esigere il rispetto dei diritti già rivendicati e chiarificati dalle più comuni carte internazionali dei malati hanno anche diritto alla libertà di cura e di scelta delle strutture e degli specialisti, a cure per guarire. Perché le allergie vanno inquadrate nel ben più ampio e complesso panorama delle malattie immunologiche (di cui sono solo una limitata percentuale).
Hanno assicurato la loro presenza: il senatore Giuseppe Caforio, Franco Cappelli coordinatore Telethon Br/Ta, il consigliere regionale Luigi Caroppo, Ferruccio D'Amore (Tribunale dei diritti del Malato- Lecce), il consigliere regionale Antonio Maniglio, il consigliere provinciale Donato Margarito, il consigliere regionale Rocco Palese, l'europarlamentare Adriana Poli Bortone, il consigliere regionale Vittorio Potì, Vito Santarsiero sindaco di Potenza, il consigliere regionale Dario Stefano, il parlamentare Ludovico Vico. La conduzione e il coordinamento sono affidati alla giornalista Roberta Morleo.
Il progetto, studiato e partorito direttamente dagli ammalati, è cresciuto come il numero dei pazienti e dei medici che vi hanno aderito e riguarda la rimodulazione dell'offerta sanitaria finalizzata a riconvertire l'Ospedale secondo i dettami del modello multidisciplinare denominato IMID che viene assunto quale nome dell'associazione dei pazienti immunopatici.
Un modello che punta sull'introduzione negli ospedali di figure professionali quali immunologi, proteomici, genetisti, ematologi, biologi molecolari che al momento mancano nelle piante organiche. Si tratta di dar forza ad un nuovo modello sanitario che preveda dunque l'affiancamento di tali figure professionali che lavorando in equipe possano essere in grado di assicurare un apporto alternativo, complementare, significativo ed appropriato al processo di diagnosi e terapia della patologia cronica.
giovedì 28 febbraio 2008
Casolare pericolante sulla Grottaglie-Carosino: bisogna intervenire
Generalmente un articolo giornalistico nasce costruito attorno ad una notizia.
In questo caso la notizia non c’è.
E, paradossalmente (visto il caso specifico) è una fortuna che ancora non ci sia.
Potremmo parlare di una notizia “potenziale” che, contro il nostro “cinico” e partigiano interesse, vorremmo sventare,
Per farla breve: una semplice segnalazione.
Le foto che vi mostriamo sono state fatte sulla strada vecchia che collega Grottaglie (dal versante sud della città, quello che per intenderci porta sulla strada per San Marzano di San Giuseppe) a Carosino. Ai margini della strada c’è un vecchio casolare
Non abbiamo le conoscenze per poter dare un parere tecnico. Ma le foto sono abbastanza eloquenti.
Le crepe apertesi in vari punti della struttura appaiono profonde e, cosa fondamentale, il casolare pericolante da proprio sulla strada.
L’impressione è che potrebbe bastare un forte temporale a fare andare giù la struttura, rovinando proprio sulla strada con il rischio, per il fortunato passante di turno, che si può facilmente immaginare. Noi segnaliamo la situazione.
Francesco Piccinni
mercoledì 27 febbraio 2008
Monitor, l'informazione a 360° su Radio Delta Uno Stereo
MONITOR
28 febbraio 2008
ore 18.30
su Radio Deltauno FM 103.1 Mhz
Taranto e Provincia
ore 18.45 solito appuntamento con la finestra sul
"presidio permanente no alle discariche"
direttore di Via Crispi
interverrà telefonicamente
il dr. Giuseppe Merico
pediatra
presidente dell'Associazione
Bambini contro l'inquinamento - Taranto
argomento:
"Termovalorizzatori si o no?"
per interventi scritti,
e per segnalarci un libro da presentare in trasmissione
fax 099-5624196 sms 329 6229146 - 3348331312
e-mail deltauno@deltauno.it ; monitor@deltauno.it
La trasmissione può essere seguita in streaming audio video su www.deltauno.
Urbanistica, ieri a Carosino seminario sulle tecniche di gestione e programmazione integrata
Ieri mattina presso la Sala convegni del Castello D’Ayala Valva di Carosino si è tenuto un seminario sulle tecniche di gestione e programmazione urbanistica integrata e monitoraggio ambientale.
Questa prima iniziativa si colloca in un progetto ed in un calendario di incontri più ampio che vede come soggetto promotore L’Unione dei Comuni Montedoro.
L’Unione Montedoro (composta dai Comuni di Carosino, San Giorgio Jonico, Roccaforzata, Montemesola, Monteiasi, Monteparano e Faggiano) è infatti impegnata in azioni di supporto e valorizzazione del proprio territorio e nella promozione di progetti in grado di mobilitare risorse ed energie per concorrere a programmi di sviluppo del sistema locale.
In questa ottica è stato avviato un corso di formazione con l’En.A.I.P. e la SSPAL indirizzato all’acquisizione di logiche e strumenti di pianificazione strategica nel governo locale.
Oltre l’impegno prettamente “formativo” rivolto ai dipendenti comunali sono stati previsti tre incontri “non formativi” rivolti a quanti possono essere interessati ad acquisire informazioni e conoscenze utili per poter contribuire in modo attivo alla “costruzione progressiva” di un progetto strategico di sviluppo.
Quello di ieri ha rappresentato il primo degli appuntamenti “non formativi”.
A relazionare l’incontro il sindaco di Carosino e presidente dell’Unione Montedoro, dott. Franco Sapio, il prof. Giuseppe Casa direttore En.A.IP. di Taranto e l’architetto Vincenzo La Gioia Presidente dell’Ordine degli Architetti di Taranto e Dirigente dell’Ufficio Tecnico del Comune di Taranto.
Il Sindaco di Carosino, Sapio, nell’introdurre l’incontro si è dichiarato entusiasta della collaborazione del Comune con l’En.A.IP. relativamente alla realizzazione di questi corsi di formazione, manifestando la speranza di poter continuare su questa strada avendo puntato molto, attraverso la stessa Unione Montedoro, su uno sviluppo strategico del territorio.
Da qui la relazione del presidente dell’Ordine degli Architetti di Taranto, La Gioia, sviluppatasi in un excursus narrativo ed analitico delle diverse tipologie di pianificazioni urbane sviluppatesi nel tempo (da quella tradizionale a quelle di seconda generazione sino alla più recenti perequative )
Quest’ultima, ha sottolineato il presidente dell’Ordine degli Architetti di Taranto, indirizzata alla realizzazione ideale di un modello di città intesa come insieme di spazi, servizi e strutture attraverso la cessione al pubblico di aree e per la realizzazione privata di servizi ed infrastrutture.
Un secondo incontro è in programma per il 13 Marzo presso la Sala Consiliare del Comune di Montemesola ed un terzo il 18 Marzo presso la Sala Consiliare di Monteiasi.
Gli incontri avranno inizio sempre la mattina alle ore 09,00.
Sempre nell’ambito di Pianificazione Strategica l’Unione dei Comuni “Montedoro” seguendo le linee guida Regionali, ha avviato un percorso che ha visto la condivisione e l’adesione di altri Comuni all’interno di quella che è l’Area Vasta di Taranto, in un’azione che comunque vuole essere di supporto e collaborazione a quello che dovrà essere la costituzione e realizzazione di “Un Piano Strategico di Area Vasta”.
In questo percorso è stato organizzato, per oggi alle ore 17,30, presso la Sala Consiliare del Comune di San Giorgio Jonico, un forum “Una città di Nove Comuni” (oltre ai Comuni dell’Unione hanno aderito i Comuni di San Marzano di S..G. e di Sava).
I lavori si svolgeranno con il seguente ordine:
Saluto e coordinamento dei lavori a cura del dott. Francesco SAPIO – Presidente Unione dei Comuni “Montedoro”;
Interventi del Presidente della Provincia di Taranto dott. Gianni FLORIDO e del Sindaco di Taranto dott. Ezio STEFANO;
“Una città di Nove Comuni” a cura del dott. ing. Luciano GIRIMONTE (Componente Comitato Tecnico e Scientifico dell’Unione dei Comuni “Montedoro” dell’Area Vasta);
Contributo En.A.I.P. – la formazione come fattore di sviluppo e cambiamento del territorio: il progetto Montedoro a cura del Prof. Giuseppe CASA (Direttore En.A.I.P. Taranto);
Interventi degli esponenti del Partenariato Economico e Sociale e dei rappresentanti politici ed istituzionali;
Conclusione a cura del dott. Francesco SAPONARO (Assessore al Bilancio e Programmazione della Regione Puglia).
Francesco Piccinni
Miopia, cecità o falso in atto pubblico?
Intanto, con la sua lettera, l'Acquedotto Pugliese ricalca una parte delle osservazioni prodotte dal Presidio e depositate alla conferenza dei servizi per l'Aia (autorizzazione Integrata Ambientale) lo scorso 4 febbraio all'assessorato regionale all'Ambiente.
VOGLIAMO DARE DELLE RISPOSTE A TUTTO QUESTO?
LA POPOLAZIONE DI GROTTAGLIE E DEI PAESI LIMITROFI MERITANO DI ESSERE ASCOLTATI E QUINDI INFORMATI DI QUELLO CHE GLI AMMINISTRATORI VOGLIONO FARE IN MERITO A QUANTO EMERSO.
martedì 26 febbraio 2008
PADRE ALEX ZANOTELLI AL TEATRO MONTICELLO DI GROTTAGLIE
A relazionare sulla questione, tra gli altri, ci sarà Padre Alex Zanotelli.
Padre Zanotelli è una frate missionario Comboniano che ha trascorso la sua vita a dare testimonianza di fede ma anche di riscatto civile nelle più disperate realtà del pianeta.
Dalle baraccopoli di El Obeid in Sudan (sua prima esperienza missionaria) a Korochogo in Kenya.
Quest’ultima una realtà tremenda ed inquietante.
Korochogo (che letteralmente vuol dire “confusione”) è infatti una baraccopoli di Nairobi costruita su una discarica.
Nairobi che nasce fondata dai coloni inglesi nel 1800 come città apartheid è oggi una megalopoli di 4 milioni di abitanti.
Di questi oltre due milioni sono costretti a vivere nelle 120 baraccopoli collocate (ovviamente) alla periferia della parte ricchissima città africana.
Corochogo, è la baraccopoli più povera di tutte.
100.000 anime accatastate su una collina lunga un chilometro e mezzo a e larga uno. Fognature a cielo aperto. Non c’è luce, elettricità o gas. Migliaia di persone che vivono in una discarica.
In questa tragica realtà Padre Zanotelli è vissuto per 12 anni dal 90 al 2002.
Poi il passaggio a Napoli al quartiere Sanità dove, da 6 anni, conduce la sua nuova missione di riscatto religioso e civile.
A Napoli Padre Zanotelli segue un quartiere di 15.000 persone quasi tutte senza lavoro, comandato dalla camorra e drammaticamente degradato dai rifiuti.
I rifiuti. Una inquietante e costante presenza nella vita di Padre Alex Zanotelli che porta la sua esperienza, la sua testimonianza anche a Grottaglie. Una cittadina che, viva Dio, non ha problemi di questo tipo nella sua immediata realtà.
Ma che da qualche anno accompagna il proprio nome alle vicissitudini di una discarica (quella di La Torre Caprarica ) esacerbate in un clima avvelenatissimo e dai toni esasperati.
L’incontro con Padre Zanotelli di venerdì prossimo rappresenta una utile occasione per riflettere sulla importanza del tema dei rifiuti e, attraverso l’esperienza diretta di un uomo che tra i rifiuti (materiale e “sociali”) ha scelto deliberatamente di vivere e di combattere, cogliere un insegnamento che verrebbe di rivolgere innanzitutto a chi fa della speculazione di certe tragedie un cinico business.
Mentre nella realtà e nel significato più vero della parola di Padre Alex Zanotelli è un insegnamento di vita rivolto a noi tutti.
Francesco Piccinni
Ci sono periodi di stanca
Ormai è piena campagna elettorale, siamo in attesa di conoscere le candidature, c'è grande fermento nelle segreterie nazionali e le basi locali di ogni partito e movimento sono in agitazione, ognuno vorrebbe vedere il proprio amico del cuore in lista con posizione di elegibilità. Tutta illusione! state calmi tutti, non è la base che decide, grazie al porcellum i due rami del Parlamento saranno affollati da gente unta dalla segreterie, fatevene una ragione.
Per tornare alla indigestione di notizie, la sottoscritta ha deciso che ogni tanto si deve disintossicare, come? Andando al cinema, facendo giardinaggio oppure incontrare quegli amici veri che anche se non li chiami mai, quando li chiami sono pronti a parlare con te ed in alcuni casi a darti la forza per andare avanti in questa ridda di serpi che ormai popolano ogni ambiente.
Certo di queste pausa non me ne potrò prendere tante, perché il 9 marzo ci sarà la certezza delle candidature e il senatore di cui da oltre due anni mi onoro di essere il suo addetto stampa sarà candidato eleggibile e quindi si potrà dare inizio alle danze, ovvero alla campagna elettorale che si annuncia dura ma ricca di entusiasmo, Veltroni mi piace e sarò felice di contribuire alla sua elezione e a quella di un senatore onesto, leale e fidato.
domenica 24 febbraio 2008
Il mariuolo efficente
L’altra sera, a Otto e mezzo con Ritanna Armeni e il viceferrara Lanfranco Pace, si processava il Pd che minaccia addirittura di escludere dalle liste i condannati fin dal primo grado. Imputata la sottosegretaria Marcella Lucidi, a lungo processata dai due conduttori con la partecipazione straordinaria di Gianni De Michelis che, dall'alto delle due condanne per corruzione e illecito finanziamento, era lì in veste di esperto.
I tre guardavano la Lucidi come l'entomologo guarda una nuova specie di insetto, come il biologo analizza al microscopio una nuova forma di batterio, come l'astronomo guarda il contadino che sostiene di aver visto un Ufo: con un misto di curiosità e incredulità. Pace, che nel 1978 incontrava clandestinamente Morucci e la Faranda mentre tenevano Moro prigioniero e oggi insegna a combattere il terrorismo (almeno quello islamico), era il più allarmato per il pericoloso precedente creato da Pd e Idv: non riusciva proprio a immaginare un Parlamento di incensurati. E faceva notare che ciò che conta non è l'incensuratezza del politico, ma la sua efficienza. Se uno è "mariuolo, ma efficiente", non ci si può privare del suo fondamentale apporto (il concetto non è nuovo: vent'anni fa, in una famosa intervista, Claudio Signorile rivendicò le "tangenti intelligenti").
De Michelis, la cui destrezza è fuori discussione, intuiva al volo la pericolosità del ragionamento, soprattutto se fatto in tv dinanzi agli eventuali elettori. E ne prendeva, con destrezza, le distanze. "Io non mi sento un mariuolo efficiente. Cioè, mi sento efficiente, ma non mariuolo. Anzi, sono favorevole al codice etico". E le sue due condanne? "Ma che c'entra: un conto è la questione morale, un conto le questioni di magistratura". Ecco: esser condannato per mazzette dall'Enimont e dai costruttori che truccavano appalti autostradali in Veneto, con la morale non c'entra: è roba di magistratura, meglio non immischiarsi. Pace denunciava poi "la folle legge francese che esclude dalle liste elettorali addirittura i condannati per bancarotta fraudolenta", mentre esistono fior di bancarottieri che potrebbero dare un grosso contributo (magari al ministero delle Finanze). Perché privarsene a priori? Dove andremo a finire, signora mia.
Ieri, a sciogliere il nodo, è intervenuto il coordinatore forzista James Bondi. Che, detto fra noi, ci sta diventando un po' giustizialista. Un mezzo grillino. Ha scritto ai coordinatori regionali del partito per raccomandare il massimo rigore: fuori dalle liste chi ha condanne o processi in corso, salvo "quelli che, come sappiamo, hanno un'origine di carattere politico". Saggia precisazione: senza quel distinguo, per il Pdl - che vanta 18 pregiudicati e una quarantina di imputati, per reati che vanno dalla concussione alla corruzione, dal falso alla mafia, dall'incendio doloso alla truffa, dalla banda armata all'adulterazione di vini - sarebbe un'ecatombe. Ma attenzione a quelle due paroline: "come sappiamo".
Manca, purtroppo, il soggetto: chi è che sa quali processi hanno un'origine di carattere politico e quali no? Per dire: uno che paga le tangenti ai giudici tramite il suo avvocato per vincere le cause perse e fregare una casa editrice a un concorrente, è un prigioniero politico o no? In caso di risposta affermativa, il Pallore Gonfiato avrebbe eliminato il suo amato leader. Dunque, si suppone che la risposta sia negativa.
Allora i giudici possiamo comprarli anche noi comuni mortali, o nel nostro caso non vale? Dell'Utri ha una condanna definitiva per false fatture, una in appello per un'estorsione mafiosa realizzata insieme al boss di Trapani e una in primo grado per mafia: che c'è di politico in tutto ciò? E ancora: visto che il forzista Miccichè ritiene impresentabile e incandidabile Totò Cuffaro, condannato in primo grado per favoreggiamento di alcuni mafiosi, verrà severamente redarguito perché anche il processo a Cuffaro è politico, oppure i processi sono politici solo quando riguardano un imputato del Pdl, mentre quelli degli altri no?
Marco Travaglio da l’Unità del 22 febbraio 2008
venerdì 22 febbraio 2008
giovedì 21 febbraio 2008
Adesso anche l' ENAC potrebbe avere da ridire sulle discariche
Le norme di sicurezza internazionali (l'annesso 14 dell'ICAO e le altre norme ivi richiamate) stabiliscono, al fine di prevenire l'impatto di volatili con aerei (cosiddetto "bird strike"),una distanza minima di sicurezza di 13 Km. tra la pista di qualsiasi aeroporto ed eventuali discariche.
La pista dell'aeroporto M. Arietta di Grottaglie si trova a soli 5,4 Km. dall'area del cosiddetto III lotto di discarica sita in località La Torre - Caprarica, e a soli 7,1 Km. dall'area della nuova discarica di Fragagnano.
La superficialità con la quale sono stati approvati i progetti per la realizzazione di queste due enormi discariche, per complessivi 4.500.000 metri cubi, è dunque di tutta evidenza.
Appaiono pertanto velleitari e grotteschi, in una simile circostanza, quei progetti dei nostri sprovveduti amministratori che vorrebbero costruire intorno all'aeroporto M. Arlotta il distretto regionale dell'industria avionica.
Nessuno persona assennata può infatti pensare di realizzare un distretto dell'industria aeronautica, che veda quale suo fulcro un aeroporto e una pista minata nelle sue immediate vicinanze da discariche di rifiuti che attraggono volatili!
Il senso di responsabilità che contraddistingue i cittadini che insieme al Comitato Vigiliamo per la discarica lottano da anni contro la cocciutaggine dei nostri amministratori, ha reso necessario comunicare ufficialmente, a tutti gli Enti preposti ai controlli di competenza, la decisione da parte del Comune di Grottaglie e della Provincia di Taranto di autorizzare discariche per rifiuti e ulteriori ampliamenti.
Sono stati pertanto allertati: l'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile, l'Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo, il Ministero dei Trasporti, il Ministero dell'Ambiente e la SEAP.
Siamo convinti che tali Enti, dinanzi a queste scellerate decisioni di autorizzare discariche per complessivi quattromilionicinquecentomila metri cubi di rifiuti vicino alla pista di un aeroporto, non potranno non intervenire.
Anche la BOEING International e l'ALENI A sono state formalmente messe a conoscenza di queste assurde decisioni. Ci si aspetta pertanto che anche il buon senso di chi ha investito e continuerà ad investire molte centinaia di milioni di euro, porti questi soggetti ad intervenire immediatamente e preventivamente al fine di mettere in mora le Amministrazioni sprovvedute che hanno autorizzato queste enormi discariche.
Del resto il parere favorevole di compatibilità ambientale per l'allungamento della pista dell'aeroporto M. Arlotta di Grottaglie fu reso dal Ministero dell'Ambiente perché la pista era stata progettata conformemente alle norme dell'Annesso 14 dell'ICAO, e a condizione che si sorvegliassero, tra l'altro, i movimenti dei volatili intorno alla pista oltre che i possibili mutamenti.
Una delle possibili conseguenze derivanti dall'impatto di volatili con uccelli è ben rappresentato dal filmato reperibile al seguente indirizzo web: http://www.youtube.com/watch?v=9KhZwsYtNDE
VIGILIAMO PER LA DISCARICA comitato di cittadini e associazioni GROTTAGLIE (TA) via S. Fr. De G. n.3 casaxpace@email.it www.rifiutospectale.it www.vigiliamopertadiscarica
Grazie Etta, i Grottagliesi prima o poi saranno tutti a te grati per quello che stai facendo.
mercoledì 20 febbraio 2008
Monitor l'Informazione a 360°
MONITOR
l'informazione a 360° su
Radio Delta Uno Stereo
21 febbraio 2008
ore 18.30
su Radio Deltauno FM 103.1 Mhz
Taranto e Provincia
interverrà Carlo CAPRINO di www. grottaglieinrete.it
per presentare la nuova iniziativa:
GIRTECA
ore 18.45 solito appuntamento con la finestra sul
"presidio permanente no alle discariche"
il collegamento con il presidio durerà circa 15 minuti
l'avv. Antonio Lupo
Comitato vigiliamo per la discarica
importanti novità in merito alla vicenda dell'avviamento del III lotto
In chiusura altro ospite in studio la professoressa
Marilena Cavallo
del Liceo G. Moscati
per parlarci dell'importante riconoscimento che il liceo grottagliese
ha ricevuto a Roma
Il Premio Gifuni
per interventi scritti, per le vostre poesie
e per segnalarci un libro da presentare in trasmissione
fax 099-5624196 sms 329 6229146 - 3348331312
e-mail deltauno@deltauno.it ; monitor@deltauno.it
La trasmissione può essere seguita in streaming audio video su www.deltauno.
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Questo Blog ha subito una trasformazione, in questo spazio ci si occuperà solo di Spettacolo, Cultura, Sport e Tempo libero. Ho deciso di aprirlo agli operatori culturali e sportivi che con una mail di richiesta possono diventare collaboratori autonomi e quindi inserire liberamente prose, poesie, ma anche report di manifestazioni che riguardano il nostro territorio, oppure annunci di eventi o racconti dove la nostra gente è stata protagonista. Scrivete quindi a lillidamicis@libero.it, vi aspetto!!!
I link che non annoiano
LIBERTÀ DI PENSIERO
"Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.
Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà,
Pierpaolo Pasolini
scrittore
ammazzato nel novembre del 1975
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EINSTEIN DICEVA SPESSO
“Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare”.



