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mercoledì 13 maggio 2015

A Napoli l’arrangiarsi diventa un ’ ARTE! Ovvero "carmina dant panem"!



Il signore che vedete in primo piano e’ un…poeta! L’ ho incontrato durante la mia ultima visita a Napoli:campa,mangia  e vive… scrivendo poesie, declamandole ai visitatori,facendo una copia per essi e…chiedendo un obolo! Si e’ attaccato alla nostra comitiva come una sanguisuga ma non e’ stato mai invadente e gli si e’ perdonato tutto per il sorriso,l’originalita’ e la simpatia che emanava da ogni poro della pelle.L’arte di arrangiarsi, a Napoli, non ha radici soltanto economiche – ciò è banale – ma, io credo, esistenziali. La città vive una intensa, continua, incessante emozione: l’horror vacui.  Napoli, completamente vuota sotto, ha il terrore del vuoto, ha il terrore che, durante una semplice giornata, non possa riempire i tanti momenti dell’esistenza che sono da riempire. Napoli ha il terrore di non sapere cosa fare per perdere tempo!
E che c’entra questo con l’arte di arrangiarsi? Mi chiederete. C’entra, se cambiamo punto di vista e cerchiamo di essere l’altro, cioè il napoletano che si arrangia. 
Sentite cosa scrive Goethe, nel Settecento, quando, evidentemente, tale diceria da debosciati già circolava per l’Europa (ma riguardava tutti gli italiani) : "E ho potuto osservare molta gente mal vestita, ma nemmeno uno che sia disoccupato… Quanto più mi guardavo attorno, e quanto più attentamente osservavo, tanto meno potevo trovare dei veri vagabondi, sia delle classi infime che delle medie, sia di mattina che durante la maggior parte della giornata, giovani o vecchi, uomini e donne". E’ chiaro che Goethe non è molto obiettivo essendo innamorato della Capitale Italiana, ma certo egli ha descritto l’arte di arrangiarsi unita alla capacità napoletana di riempiere i vuoti.  Quindi, smettiamola con il maledire Napoli per la inoperosità: essa è una città vivacissima ma, per certi aspetti, paleo-capitalistica. L’arte di arrangiarsi si è evoluta, certo, ma rimane qui relegata all’ambito dell’autoconsumo, laddove nel resto d’Italia essa è ben celata e, piano piano, reinvestita dall’italiota di turno per scalare la montagna sociale. E’ grazie all’arte di arrangiarsi che a Napoli trovi tutto. Direte – certo, sì, ma succede in ogni megalopoli. E’ vero, e perciò dobbiamo ringraziare iddio di vivere in una megalopoli… Trovi tutto, ancor prima che si inventassero gli outlet.  Chi si ricorda di Uppà-Uppà? Era quel tipo, mezzo intronato, che girava per il Centro, preferendo la zona Università, chiedendo danaro per mangiare. Portava la mano destra, chiusa a cono, verso la bocca – in un gesto che in napoletano significa anche “che vvuò?”  -  e urlava Uppà-Uppà …cioè “Voglio mangiare; mangiare. Mi dai dei soldi?” Direte: ma era un mezzo matto! Verissimo, eppure Uppà rappresenta l’anello mancante tra coloro i quali ti fanno il pacco e l’attuale evoluzione dell’arte di arrangiarsi. Uppà si accontentava, oggi invece nessuno si accontenta ed ecco che il crinale tra “delinquenza” e arrangiamento si è assottigliato. Sembra strano, ma ad un horror vacui-perdere tempo di tipo lento si è sostituito un perdere tempo anfetaminico, serpentino, veloce. Un mare di persone, gesticolanti, a volte fastidiose, a volte persino allegre, che allaga la città come un fiume in piena. Una umanità che, in parte, ha messo da parte l’arte di fare “i pacchi”? Dove sono più gli ingenui? Dove sono i marines americani mezzo ubriachi? E poi, ormai, i “pacchi” te li fa chiunque. Ma gli anni passano, i tempi mutano e le esigenze cambiano. Così, oltre a questi evergreen, da qualche anno a questa parte, tra Forcella e piazza Dante, sono tanti i mestieri strani e innovativi nati per combattere la crisi. C’è, ad esempio, l’accompagnatore al ritiro della pensione, disposto a prendere sotto braccio la vecchiettina di turno nel percorso da casa alla posta e viceversa, difendendola da eventuali tentativi di scippo. Il tutto alla modica cifra di 10 euro. Rimanendo nell’ambito degli accompagnatori, c’è anche quello disposto a stare al tuo fianco con l’ombrello in mano nei giorni piovosi: 1,50 euro per i primi 200 metri, poi appena 1 euro per ogni ulteriori 200 metri. Ci sono anche i mestieri che evitano una fatica in più ai più pigri: l’assistente gommista, ad esempio, che in caso di foratura è pronto a raggiungervi e sostituirvi la ruota bucata in cambio 10 euro, con tariffa che raddoppia dopo le 22; il prenotatore di parcheggi, che in cambio di 5 euro si reca di prima mattina ad occupare un parcheggio che vi servirà una volta giunti sul posto (a meno che qualcuno non gli abbia offerto di più nel frattempo, chiaro); finanche il venditore di sigarette a domicilio, disposto a portarvi direttamente a casa il pacchetto di sigarette desiderato con un leggero sovrapprezzo di 50 centesimi di euro (che diventano 30 per il secondo e 20 per il terzo), ma anche in questo caso fate attenzione, perché dopo le 20 la tariffa base sale a 70 centesimi. I mestieri più bizzarri e creativi di oggi, però, sono legati alle nuove esigenze. I ritmi sempre più frenetici delle nostre vite, ad esempio, porta molti uomini a dimenticarsi del romanticismo e dell’importanza di far sentire sempre amata la propria moglie.

Così è nato l’ingelositore: soggetto che in cambio di 300 euro al mese, spese escluse, è disposto a dedicare attenzioni alla donna che l’ha contattato. E così, tra mazzi di fiori, bigliettini smielati, messaggini hot e pensieri dolci, tenterà di riaccendere il sentimento del marito poco attento. Rimanendo sul tema dell’erotismo, è nato anche il panettiere erotico, specializzato nella produzione di pane dalla forme allusive e, secondo alcuni, afrodisiache. C’è anche il venditore di giornali a chi va “in camporella”, che si preoccupa di offrire un riparo dagli occhi indiscreti alle coppiette in cerca di intimità. In estate, invece, l’aumento di popolazione lungo le coste offre nuove opportunità di guadagno, soprattutto a chi ha scelto di arrotondare facendo lo spalmatore, ovvero l’individuo disposto a spalmare la protezioni e gli olii solari per appena un euro. Con 2,50 euro lo avrete a vostra disposizione per tutta la giornata.Ma il mestiere più moderno è senza dubbio l’internettista ambulante: ci si piazza con pc portatile e chiavetta per navigare in prossimità di luoghi affollati o dove si sa che si creeranno delle code e si offre alla gente la possibilità di navigare comodamente con il computer: 80 centesimi per spedire una mail o consultare il sito preferito, ma per un massimo di 10 minuti, altrimenti scatta il sovraprezzo. Questo mestiere è un po’ l’evoluzione 2.0 dell’intrattenitore da attesa, caro vecchio mestiere di coloro che, alle fermate dei pullman ad esempio, per pochi spiccioli erano disposti a farvi compagnia, chiacchierando del più e del meno, come foste vecchi amici. Che ci volete fare, i tempi cambiano, anche a Napoli.






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