Che ora è ?

domenica 16 dicembre 2012

"La vita stessa è un sogno".

Nel nostro tempo,  sonnolento, mediatico, mercantilistico ed economico, tra fogne a cielo aperto, disumanita’ imperante,degrado della societa’ e della politica, mattoni impastati ad escrementi, cartoni e materiali riciclati, dove non oseremo far riposare nemmeno il nostro maialino, tra discariche abusive e un fiume traboccante di melma che scorre stanco disegnando il perimetro di una città provata dal degrado, battono ancora i cuori di tanti uomini e donne in cerca della loro dignità: l’umanità sopravvive, pochissimi vivono.
Uomini e donne che cercano di essere “normali” ma schiacciati dal dolore della certezza che questo è e sarà solo un sogno. Uomini che si lasciano andare a se stessi, abbandonandosi all’alcool, alla droga per anestetizzare i loro sentimenti, le loro emozioni, la loro voglia di essere semplicemente uomini capaci di amare ed essere amati. Uomini che come nelle favole sognano una famiglia, cercano la propria donna da amare con cui fare progetti e sogni. Uomini che desiderano essere padri, mariti ma che purtroppo non riescono nemmeno a rendersi conto di essere uomini…Tutto e’ sogno, niente e’sogno:inconscio , forza originaria creatrice, anarchia .fonte di genio. Stiamo parlando di quel rifugio incantato che ci pone vincenti di fronte alle grandi sfide. Stiamo parlando di quello stato armonioso della nostra emotività che accarezziamo fiduciosi nella fase ascendente di un progetto importante. Stiamo parlando di quella sensazione di fiducia che impersoniamo quando le minacce della vita ci indurrebbero alla resa ma che, con la forza e l’energia contenuta in questa magica parola, il sogno, sappiamo di poter valicare. Basta averla dentro questa parola, basta sapere che esiste, basta crederci… nel sogno.
Questo di Coelho…, è a parer mio, un brano davvero sublime… teso a farci comprendere l’importanza di lottare  per la difesa e la vitalità… dei nostri sogni…:
“Ho combattuto il buon combattimento e ho mantenuto la fede”, dice Paolo in una delle sue epistole.
E sarebbe bene ricordare questo tema, quando un nuovo anno si prospetta davanti a noi.
L’uomo non può mai smettere di sognare.Il sogno è l’alimento dell’anima come il cibo è l’alimento del corpo.
Tante volte, nella nostra esistenza, vediamo i nostri sogni infranti e i nostri desideri frustrati, ma bisogna continuare a sognare, altrimenti la nostra anima muore e Agape non vi penetra.
Agape è l’amore universale, quell’amore che è più grande e più importante del semplice “piacere” a qualcuno. Nel suo famoso discorso sui sogni, Martin Luther King ricorda il fatto che Gesù ci chiese di amare i nostri nemici, e non che essi ci piacessero.Questo amore più grande è quello che ci dà l’impulso per continuare a lottare malgrado tutto, per mantenere la fede e la gioia, e combattere il Buon Combattimento.
Il Buon Combattimento è quello intrapreso perché lo chiede il nostro cuore.In epoche eroiche, quando gli apostoli giravano nel mondo predicando il vangelo, o al tempo dei cavalieri erranti, questo era più facile: c’erano molte terre da attraversare e tante cose da fare.Al giorno d’oggi, però, il mondo è cambiato, e il Buon Combattimento è stato trasportato dai campi di battaglia all’interno di noi stessi. Il Buon Combattimento è quello intrapreso in nome dei nostri sogni. Quando essi esplodono in noi con tutto il loro vigore – nella gioventù – noi abbiamo molto coraggio, ma non abbiamo ancora appreso a lottare. Dopo tanti sforzi, finiamo per apprendere a lottare, ma a quel punto non abbiamo più lo stesso coraggio per combattere.Perciò, ci rivolgiamo contro di noi e combattiamo noi stessi, finendo così per essere il nostro peggior nemico.Diciamo che i nostri sogni erano infantili, difficili da realizzare, o frutto della nostra ignoranza delle realtà della vita. Uccidiamo i nostri sogni perché abbiamo paura di intraprendere il Buon Combattimento. Il primo sintomo che stiamo uccidendo i nostri sogni è la mancanza di tempo.Le persone più occupate che ho conosciuto in vita mia avevano sempre tempo per tutto.Quelle che non facevano nulla erano sempre stanche, non tenevano dietro a quel poco di lavoro che dovevano fare e si lamentavano continuamente che il giorno era troppo corto.In realtà, esse avevano paura di intraprendere il Buon Combattimento. Il secondo sintomo della morte dei nostri sogni sono le nostre certezze. Poiché non vogliamo guardare alla vita come ad una grande avventura da vivere, finiamo per giudicarci saggi, giusti e corretti in quel poco che chiediamo all’esistenza.Guardiamo al di là delle mura del nostro quotidiano e udiamo il rumore di lance che si spezzano, l’odore di sudore e polvere, i grandi crolli e gli sguardi assetati di conquista dei guerrieri. Ma non avvertiamo mai la gioia, la Gioia immensa che c’è nel cuore di coloro che stanno lottando, giacché per questi ultimi non è importante la vittoria o la sconfitta, ciò che importa è solo intraprendere il Buon Combattimento. 
Infine, il terzo sintomo della morte dei nostri sogni è la Pace. La vita diviene un pomeriggio domenicale, che non ci chiede grandi cose e non esige nulla di più di quanto noi possiamo dare.Riteniamo allora di essere “maturi”, di avere messo da parte le “fantasie dell’infanzia”, e raggiungiamo la nostra realizzazione personale e professionale.E siamo stupiti quando qualcuno della nostra età dice di volere ancora questo o quello dalla vita.Ma, nell’intimo del nostro cuore, sappiamo che ciò che è accaduto è che abbiamo rinunciato a lottare per i nostri sogni, a combattere il Buon Combattimento.Quando rinunciamo ai nostri sogni e troviamo la pace, abbiamo un periodo di tranquillità.Ma i sogni morti cominciano a marcire dentro di noi e ad infestare tutto l’ambiente in cui viviamo.Noi cominciamo a diventare crudeli verso coloro che ci circondano, e infine passiamo a rivolgere questa crudeltà contro noi stessi.Compaiono le malattie e le psicosi.Ciò che volevamo evitare nel combattimento – la delusione e la sconfitta – diviene l’unico legato della nostra vigliaccheria.E un bel giorno, i sogni morti e ormai marciti rendono l’aria difficile da respirare e noi cominciamo a desiderare la morte, la morte che ci liberi dalle nostre certezze, dalle nostre occupazioni, e da quella terribile pace dei pomeriggi domenicali.Per evitare tutto ciò, dunque, dobbiamo affrontare la vita con la riverenza del mistero e la gioia dell’avventura”. 

Qualcuno scrisse:” I sogni son come le stelle, irraggiungibili…ma e’ bello sapere che sono sempre la’”.




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