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sabato 22 dicembre 2012

Quel Bambino che cambio' il mondo!

A me piace pensare che questo evento abbia cambiato il mondo!A me piace pensare che i suoi insegnamenti siano ancora molto, molto attuali:basterebbe ricordarli più spesso e seguirli!A me piace constatare che la strada che percorre l’uomo sia in salita ma che sempre si fanno passi in avanti,faticosi passi in avanti. Egli ci tende la mano,quella piccola mano di bambino, fino al compimento finale, quando il suo braccio di uomo sarà teso sulla Croce. Come ebbe a dire  suor Chiara Tarcisia del Promonastero Santa Chiara di Assisi, negli ultimi mesi della sua esistenza: "L'importante nella vita è amare, ma soprattutto lasciarsi amare!
 E il Natale è tempo propizio per lasciarsi amare e ciò non genera passività perché Gesù ci ama come siamo, ma non ci lascia come siamo, anzi ci trasforma in capacità di amare in modo creativo ed efficace. In questo modo, l'incontro con la sua Presenza cambia e dà inizio ad una nuova umanità”. Il Natale,OGGI, e’ come una caramella:  si assapora,  si succhia, si scioglie e, qualche tempo dopo,scomparso il sapore, non rimane più niente. Il Natale cristiano non è questo.Il Natale è la venuta di Dio nella carne: e Dio non è venuto “nella nostra carne mortale”, come dice sant’Agostino, per costruire una precaria parentesi buonista in una società rigida e ferrigna ma per costruire in sé l’uomo nuovo ed il mondo nuovo.La descrizione della nascita o natività di Gesù (o soltanto Natività, per antonomasia) è contenuta nei vangeli (buona notizia - ευ-αγγέλιον ) secondo Matteo e secondo Luca oltre che nel Protovangelo di Giacomo.I testi di Matteo e Luca concordano su due eventi centrali, che verificano, secondo l'interpretazione cristiana, due profezie dell'Antico Testamento: la nascita di Gesù a Betlemme (Michea, 5,1), da una vergine (Isaia 7,14). Entrambi i vangeli raccontano inoltre della nascita al "tempo di re Erode", riferiscono il nome dei genitori (Maria, promessa sposa di Giuseppe) e attribuiscono il concepimento verginale all'opera dello Spirito Santo.Le due narrazioni differiscono invece riguardo alle motivazioni per cui Gesù sarebbe nato a Betlemme, agli annunci dell'angelo e alle ragioni per cui la famiglia si recò a Nazaret dopo la nascita.La tradizionale datazione della nascita all'anno 1 a.C. è con ogni probabilità un errore compiuto nel VI secolo dal monaco Dionigi il Piccolo. Oggi la maggior parte degli studiosi colloca la nascita di Gesù tra il 7 e il 6 a.C.L'istituzione della festa liturgica del Natale, come ricorrenza della nascita di Gesù, e la sua collocazione al 25 dicembre risale al III-IV secolo.La valutazione sulla valenza storica e teologica dei racconti evangelici sulla Natività è oggetto di controversie. Gli altri due vangeli (Marco e Giovanni) non fanno menzione dell'infanzia di Gesù, iniziando col descrivere il suo ministero pubblico nell'età adulta.


“In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide,chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo. C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento,]ma l'angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia». E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama».Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro:«Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». Andarono dunque senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia.E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore. I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro".(Dal Vangelo di Luca).
“In qual modo si comportò Gesù, durante il suo soggiorno terreno, verso la povertà e le miserie? Certamente la sua missione di Redentore fu di liberare gli uomini dalla schiavitù del peccato, somma miseria. Tuttavia la magnanimità del suo cuore sensibilissimo non poteva fargli chiudere gli occhi sui dolori e i doloranti, in mezzo ai quali aveva scelto di vivere. Figlio di Dio e araldo del celeste suo Regno, stimò delizia il chinarsi commosso sulle piaghe della umana carne e sui cenci della povertà. Nè si tenne soddisfatto di proclamare la legge della giustizia e della carità, nè di condannare con roventi anatemi i duri, i disumani, gli egoisti, nè di ammonire che la sentenza definitiva del giudizio ultimo prenderà norma ed espressione dall'esercizio della carità, come prova dell'amore di Dio; ma di persona si prodigò ad aiutare, a guarire, a nutrire. Certo Egli non chiese se e fino a qual punto la miseria, che aveva dinanzi, ricadeva a difetto o a mancanza dell'ordinamento politico ed economico del suo tempo. Non però quasi che ciò fosse a lui indifferente. Al contrario, Egli è il Signore del mondo e del suo ordine. Ma come personale fu la sua azione di Salvatore, così volle andare incontro alle altre miserie col suo amore operante da persona a persona. L'esempio di Gesù è oggi, come sempre, uno stretto dovere per tutti”.(Pio XII,mercoledì 24 dicembre 1952,discorso radiofonico).
 “La luce del Natale del Signore riempie i nostri cuori della gioia e della pace annunciata dagli Angeli ai pastori di Betlemme: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama”(Lc 2,14). Il Bambino che vediamo nella grotta è Dio stesso che si è fatto uomo, per mostrarci quanto ci vuole bene, quanto ci ama: Dio è diventato uno di noi, per farsi vicino a ciascuno, per vincere il male, per liberarci dal peccato, per darci speranza, per dirci che non siamo mai soli. Noi possiamo sempre rivolgerci a Lui, senza paura, chiamandolo Padre, sicuri che in ogni momento, in ogni situazione della vita, anche nelle più difficili, Egli non ci dimentica. Dobbiamo dirci più spesso: Sì, Dio si prende cura proprio di me, mi vuole bene, Gesù è nato anche per me; devo avere sempre fiducia in Lui”(Benedetto XVI).
“Quale luce nuova sul mondo, quale grazia per tutto il cielo! Quale fu quel fulgore, quando Cristo usci’ dal ventre di Maria in uno splendore nuovo. Egli era come uno sposo esultante del suo glorioso talamo, bello di una bellezza attraente al di sopra di quella degli uomini…. O pietà premurosa! Perché il giogo servile non ci tenesse sotto il dominio del peccato, il sommo Signore prese membra servili, ed egli che dalla prima origine del mondo veste dei suoi doni tutte le cose che nascono, non ebbe vestimento che i poveri stracci di cui fu coperto; e quello che non riescono a contenere né l'onda agitata del mare tempestoso né tutto il suolo della terra né la spaziosa reggia dell'immenso cielo, stette tutto intero nel corpo di una vergine e - lui Dio! - giacque in una piccola greppia.  Salve, santa madre, che hai partorito un re, il quale governa per i secoli il cielo e la terra, e il cui nume e il cui potere, abbracciata ogni cosa in un eterno cerchio, dura senza fine; tu che, avendo nel ventre beato i gaudi della madre insieme con l'onore della verginità, sei apparsa non aver l'eguale né tra le donne precedenti né tra quelle future: tu sei la sola donna, unica e senza esempio, che sia piaciuta a Cristo!" (Sedulio, Carmen Paschale II, 48-67)
A me piace,per finire, ricordare la bellissima poesia di Guido Gozzano,in apparenza semplice ma, in sostanza, molto fascinosa ed evocativa:
 
”… consolati Maria, del tuo pellegrinare!
Siam giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei.

Presso quell’ osteria potremo riposare,

ché troppo stanco sono e troppo stanca sei……

La neve! - ecco una stalla! - Avrà posto per due?
Che freddo! - Siamo a sosta - Ma quanta neve, quanta!
Un po' ci scalderanno quell'asino e quel bue...
Maria già trascolora, divinamente affranta...

È nato il Sovrano Bambino.La notte, che già fu sì buia,
risplende d'un astro divino.Orsù, cornamuse, più gaje
suonate; squillate, campane!Venite, pastori e massaie,
o genti vicine e lontane!

Non sete, non molli tappeti,ma, come nei libri hanno detto
da quattro mill'anni i Profeti,un poco di paglia ha per letto.
Per quattro mill'anni s'attese quest'ora su tutte le ore.
È nato! È nato il Signore!È nato nel nostro paese!
Risplende d'un astro divinoLa notte che già fu sì buia.
È nato il Sovrano Bambino.

È nato!
Alleluja! Alleluja!”


A TUTTI NOI AUGURIAMO:
Και «Χριστούγεννα: η ειρήνη στη γη με τους άνδρες της καλής θέλησης»
Dies Natalis: pax in terra hominibus bonae voluntatis.


E' cio' di cui abbiamo bisogno!








1 commento:

  1. Leggerti è un piacere e ti faccio gli auguri.Ciao ELIO

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blog culturale fondato dalla giornalista Lilli D'Amicis

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ATTENZIONE! Gli articoli che non trovate qui sono su ORAQUADRA.IT

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"Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.
Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà,
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Pierpaolo Pasolini
scrittore
ammazzato nel novembre del 1975

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