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venerdì 8 luglio 2016

Una farmacia fuori del tempo…a Grottaglie



Si può  far arte e cultura anche nel regno del mitico Esculapio(latino) o Asclepio (greco σκληπιός), venerato come il dio della medicina dagli antichi Greci e Romani.?
Certamente si ed a Grottaglie c’è un chiaro esempio.
La Farmacia in questione, affascinante e suggestiva quanto raccolta ed a "uso umano", è in Via Risorgimento, ex Piazza Maddalena, in pieno centro storico di Grottaglie.
Precedentemente alla gestione del dott.Gagliardi (mi fermo qui perché non so chi gli sia subentrato ), apparteneva,tra gli altri, al Dott. Cometa che, nei primi anni del 1900, aveva trasferito l’esercizio da Via S. Francesco de G. .Nel 1908, l’affresco delle volte fu affidato,dal predetto proprietario, al pittore grottagliese Ciro Fanigliulo, con l’impegno di salvaguardare i vecchi canoni estetici delle antiche speziarie, in cui venivano accostate opere pittoriche a raffinati arredi in legno massiccio ricco di intarsi.
Nelle teche in legno facevano bella mostra gli albarelli, contenitori ceramici in cui venivano conservati i farmaci chiamati anche, secondo la terminologia del tempo, “spezie”. Nell’alto Medioevo la preparazione dei medicamenti era riservata ai monaci, che negli orti dei conventi coltivavano i “semplici” (erbe e aromi).
Il diffondersi del commercio delle spezie, merci di grande valore economico, conferì prestigio a coloro che le vendevano o le manipolavano. Nacque così la professione dello speziale, organizzata su una gerarchia ristretta. Nell’ 800’ inizia a tramontare l'antico nome di speziale ed inizia ad imporsi quello di farmacista (cioè colui che esercita l'arte della farmacopea, ovvero della preparazione dei farmaci)
Questa è l’unica farmacia che sia rimasta nel centro storico dopo l’incendio avvenuto circa 40 anni fa dell’altra speziaria “Farmacia Polignano”, sita all'inizio di Via Ricchiuti.
Gli affreschi del nostro piu’ celebre pittore propongono angioletti che giocano realizzando corone di fiori; filosofi intenti nello studio e assorti in pensieri esistenziali e di raziocinio; putti danzanti e festanti che giocano e cantano, paesaggi incantevoli ed arcadici; scene di costume di chiara ispirazione  settecentesca; compaiono serpenti(ricordate il caduceo di mercuriana memoria?). I colori dei dipinti sono sapientemente accostati tra loro e contribuiscono a dare vivacità ai soggetti.
Appena entrerete, su una piccola vetrina sulla destra, sempre a firma di Ciro Fanigliulo, se la memoria non mi inganna, si nota il  disegno del “caducèo. Il caduceo di Mercurio è un simbolo antico rappresentato da due serpenti attorcigliati a un bastone.Chiamato anche “Il bastone alato del dio Hermes”, divinità dell’antica Grecia che nei romani diviene Mercurio.I due serpenti rappresentano le due forze duali di questo mondo: il positivo e il negativo, il maschile e il femminile, il bene e il male.
I due serpenti, nel momento che s’incontrano conciliano gli opposti facendo nascere le ali, simbolo della visione unica che abbandona il conflitto interno dell’essere umano nel mondo materiale duale (bene/male).

Da vedere! E quando ci entrerete, ricordatevi di quanto ho scritto: apprezzerete di più!

1 commento:

  1. caro avvocato d'alò ho votato a te e a uno della tua lista.In questi giorni sto leggendo tanti nomi dei prossimi assessori.Ma come mai non ti è venuto in mente il nome del prof.Elio Francescone?Uno che sa tante cose e scrive bene così dovrebbe essere il primo ad essere nominato e poi ha un pregio di non essere sotto nessun partito.Mi rispondi?Sai chi sono queste le mie iniziali A.M.

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blog culturale fondato dalla giornalista Lilli D'Amicis

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