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lunedì 11 febbraio 2013

La profezia di Malachia e le dimissioni di Benedetto XVI.

“L'annuncio dato direttamente dal Papa, in latino, durante il Concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto: "Lascio per l'età avanzata. Ho la certezza che le forze non mi permettano di continuare. Ora vivrò una vita di preghiera". La sede sarà vacante dalle 20 dell'ultimo giorno del mese. I cardinali si riuniranno per l'elezione del successore a marzo. Sodano: "Un fulmine a ciel sereno". Monti: "Scosso da notizia inattesa". Sconcerto in piazza San Pietro: "Ma è vero?"  Cosi’titola La Repubblica a titoli cubitali, oggi alle ore 12.48! Indipendentemente da come evolvera’ la situazione, in questi momenti di  grave sconcerto non solo per la Cristianita' ma per il mondo intero,credo che sia utile “rivedere” quelle che sono passate alla Storia come le “Profezie di Malachia”.
San Malachia fu un vescovo irlandese autore, nel 1140, di previsioni sul futuro del papato.Le profezie indicano, con una metafora breve, la storia della Chiesa romana, da Celestino II (1143-1144) a Pietro II, che dovrebbe essere l'ultimo Papa, dopo Joseph Ratzinger,  insediatosi con il nome  di Benedetto XVI. Secondo questa profezia il papa successivo a Giovanni Paolo II è caratterizzato dal motto latino De Gloria Olivae. Per molti interpreti tale motto identifica un papa latino americano o un africano, il famoso Papa Nero che allineava la profezia alle centurie di Nostradamus che appunto prevedeva un papa nero per il nuovo millennio. L’avvento al soglio pontificio di Benedetto XVI scongiurava le profezie di Malachia e Nostradamus e la conseguente fine del mondo? Ora però , i piu’ attenti osservatori e studiosi vaticanisti hanno notato come nello stemma di Benedetto XVI nel cantone destro dello scudo (a sinistra di chi guarda) vi è una testa di moro (un re negro) con labbra, corona e collare rosso appunto il De Gloria Olivae, il Papa Nero di Malachia prima dell’Apocalisse o della Parausia .Anche se molti motti profetici appaiono oscuri e di incerta decifrazione, altri sembrano estremamente precisi nell’individuare una caratteristica personale dei vari Pontefici. Talvolta l’aforisma riguarda i simboli presenti nello stemma del Papa, oppure la sua origine geografica, altre volte la frase in latino sembra riferirsi alle sue qualità. Analizziamo alcune significative corrispondenze: al primo Papa della serie, Celestino II (1143-1144), corrisponde il motto “Ex Castro Tiberis” (Dal Castello del Tevere): egli proveniva infatti da Città di Castello, nella valle del Tevere.Lucio II (1144-1145) si chiamava Gherardo Caccianemici dall’Orso ed il motto della lista di Malachia è “Inimicus Expulsus” (Nemico cacciato).Il brevissimo pontificato di Celestino IV (1241), che era cardinale di Sabina ed aveva uno stemma con un leone rampante è in corrispondenza con il motto “Leo Sabinum” (Leone sabino). Un paio di Antipapi, Niccolò V (1328-1330) e Clemente VIII (1423-1429), possiedono aforismi che ricordano appunto lo scisma: “Corvus Schismaticus” e “Schisma Barcinorum” (Corvo scismatico e Scisma di Barcellona). Ci sono anche precisi riferimenti geografici, in quanto Niccolò V era nato a Corvara, presso Rieti, e Clemente VIII regnò per breve tempo in terra d’Aragona. Urbano VIII (1623-1644) proveniva da Firenze, la città del giglio, ed il suo motto è “Lilium et Rosa” (Giglio e rosa).Alessandro VII (1665-1667), al secolo Fabio Chigi, aveva uno stemma con sei monti e una stella. A lui corrisponde il motto “Montium Custos” (Custode dei monti). • Pio XII (1939-1958) è il 106° Papa della serie: il motto “Pastor Angelicus” (Pastore angelico) ricorda San Tommaso d’Aquino, detto il Dottore Angelico, di cui il Pontefice era studioso, ma anche il suo appellativo “Pastore delle anime”. Un film biografico su di lui, prodotto nel 1942, ebbe lo stesso identico nome: Pastor Angelicus. Giovanni XXIII (1958-1963) è il 107° Papa della serie: il motto “Pastor et Nauta” (Pastore e navigatore) ben si addice all’ex Patriarca di Venezia, repubblica marinara, ed anche al “pastore e nocchiero” del Concilio Vaticano II.Paolo VI (1963-1978) è il 108° Papa della serie: il motto “Flos Florum” (Fiore dei fiori) si può riferire ai tre gigli che campeggiano nel suo stemma.Giovanni Paolo I (26 agosto 1978-28 settembre 1978) è il 109° Papa della serie: il motto “De Medietate Lunae” (Metà della Luna) allude forse alla brevità del suo pontificato, iniziato con la mezza Luna nel cielo (fase di ultimo quarto) e durato appena più di un mese lunare, suscitando molti sospetti sulla sua morte. Si ricorda anche che il 16 settembre 1978 ci fu anche un eclisse totale di Luna.Giovanni Paolo II (1978-2005) è il 110° Papa della serie: il suo motto “De Labore Solis” (Fatica del Sole) sembra proprio significativo in riferimento all’instancabile e continuo pellegrinaggio del Pontefice in ogni parte del mondo; proprio come il Sole sembra girare nel cielo intorno al mondo, anche Papa Wojtila ha volato ripetutamente nei cieli di tutto il pianeta. Assai rilevante in proposito la frase che il 16 ottobre 2003, in occasione del 25° anniversario del suo pontificato, l’allora cardinale Ratzinger gli rivolse testualmente: “Lei ha girato instancabilmente il mondo!


È significativo che all’ultimo Papa della serie sia attribuito il nome del primo della storia e che nessun Pontefice abbia mai finora assunto il nome di Pietro II. Il nome sembra un riferimento all’Apocalisse di San Giovanni (21,6): “Io sono l’Alfa e l’Omega. Il Principio e la Fine”.

Il futuro?  Sempre e comunque un libro con finale aperto ancora da scrivere.



1 commento:

  1. complimenti per l'articolo e per i tempi.

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