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lunedì 4 febbraio 2013

San Biagio tra religione e tradizione



All'inizio di febbraio di alcuni anni fa mi trovavo a Milano per un congresso e la sera, al termine dei lavori,  passeggiando per le vie di Milano, notai in tutte le vetrine delle pasticcerie e delle panetterie, dei panettoni in vendita con forti sconti (anche offerte del tipo prendi due e paghi uno). Tra di me pensai ad un  banale tentativo di liberarsi degli avanzi del dolce natalizio per eccellenza. Il giorno successivo parlando con alcuni colleghi milanesi feci le mie considerazioni su quanto avevo notato la sera precedente eprimendo la mia ammirazione per la poderosa operazione di eliminazione delle scorte di prodotti invenduti operata dai commercianti milanesi. Con mia grande sorpresa fui contraddetto e mi spiegarono che non era un'operazione del tipo da me pensata ma che si trattava di un'usanza ben radicata nel territorio milanese: quella di mangiare il panettone il 3 febbraio, giorno di San Biagio e mi raccontarono immediatamente la storia che lega il santo al  più rappresentativo dolce meneghino.



A Milano nei secoli scorsi era consuetudine preparare in casa   il panettone, il Pan de Toni, per le feste natalizie. Prima di un Natale di molti secoli fa una donna si recò da un frate di nome Desiderio per far benedire un panettone che aveva preparato per la famiglia. Desiderio,  sempre molto occupato, si fece lasciare dalla donna il dolce pregandola di ritornare dopo qualche giorno per ritirarlo. Il frate dimenticò di benedire il dolce e la donna dimenticò di ripassare dal frate, ma  nei giorni successivi il frate, a cui piaceva in maniera particolare il panettone, quando passava dinanzi al dolce ne prendeva un pezzettino sino a quando non  lo mangiò completamente. Grande fu lo sgomento del frate quando un giorno e precisamente il 3 febbraio, vide presentarsi la donna, che qualche tempo prima gli aveva portato il panettone per la benedizione  che voleva avere indietro il suo dolce. Il frate che non sapeva proprio a che santo votarsi, andò verso l'angolo dove giaceva ancora l'involucro ormai vuoto del panettone, per restituirlo alla donna insieme alla confessione del fatto che lo aveva mangiato senza rendersene conto.  Con stupore vide che la carta era nuovamente gonfia e piena, con un panettone grosso il doppio di quello che  la donna gli aveva lasciato. Il frate gridò immediatamente al miracolo, il cui merito andava attribuito a San Biagio di cui ricorreva la festa. Da quel momento ogni anno i milanesi portarono a Desiderio i loro panettoni da benedire, sperando di vederli moltiplicati. Ma i miracoli, proprio perchè tali, non avvengono sempre, e quindi Desiderio si limitò a benedire tutti i panettoni e poi consigliò caldamente ai milanesi di conservarne una parte da consumare il 3 febbraio, in sostituzione del pane benedetto. Negli anni l'usanza si è andata radicando sempre più nell'immaginario dei devoti  e anche se oggi non si usa più farli benedire, in ogni casa di Milano, la mattina del 3 febbraio, per proteggere la gola dai malanni stagionali,  a colazione, si affetta un bel panettone, magari comprato con lo sconto in uno dei tanti negozi della città.

Questo racconto mi fece venire in mente che anche noi il 3 febbraio a Grottaglie veneriamo San Biagio recandoci alla chiesetta cinquecentesca di "Santu Vilase" nella gravina "Pensieri". Un santo in comune con la grande metropoli meneghina, ma in comunione con tanti altri comuni italiani e non. In Italia è Santo Patrono o Protettore delle città di : Acate (RG), Acquafredda (BS), Alanno (PE), Albiano (TN), Alleghe (BL), Alonte (VI), Anguillara Sabazia (RM), Atena Lucana (SA), Avetrana (TA), Bieno (TN), Bovolone (VR), Bronte (CT), Bussi sul Tirino (PE), Calalzo di Cadore (BL), Camastra (AG), Caronia (ME), Carosino (TA), Casale (MN), Cassano allo Jonio (CS), Castelbelforte (MN), Castelraimondo (MC), Cavriana (MN), Ceresara (MN), Cessalto (TV), Comiso (RG), Corsano (LE), Dolianova (CA), Doues (AO), Fiuggi (FR), Izano (CR), Lago (TV), Maiolo (PU), Maniace (CT), Maratea (PZ), Militello Rosmarino (ME), Milzano (BS), Monte Cerignone (PU), Monte San Pietrangeli (AP), Monte Vidon Combatte (AP), Muccia (MC), Ostuni (BR), Pian di Meleto (PU), Pietrasanta (LU), Piombino Dese (PD), Ruvo di Puglia (BA), S. Bartolomeo di Vallecalda (GE), S. Biagio di Bagnolo S. Vito (MN), S. Biagio Platani (AG), S. Piero Patti (ME), Sassofeltrio (PU), Serra S. Bruno (CZ), Spezzano della Sila (CS), Suzzara (MN), Torano Castello (CS), Venaus (TO) ed è venerato in tantissime altre città del resto del mondo.

 Ma chi era San Biagio?
 La sua agiografia ufficiale, che raccoglie notizie da Acta SS. Februarii  - Parigi 1838, da Menologi anonimi bizantini -  Pietrogrado 1911, da Bishop Blaise martyr and woolcombrors' patron -  Halifax 1915 e da I santi nella storia della medicina - Roma 1937 ed altri,  inizia in questo modo:
Biagio, vescovo di Sebaste, santo, martire. I suoi Atti, tardivi e  leggendari, lo dicono medico anargiro, ma non sappiamo con quanto fondamento. Sarebbe stato vescovo di Sebaste in Armenia, l'attuale Sivas e, secondo le diversi tradizioni, il suo martirio sarebbe avvenuto o sotto Diocleziano o sotto Licino o, perfino, sotto Giuliano l'Apostata; secondo la tesi più accreditata il suo martirio sarebbe avvenuto sotto Licino(307-323)
Biagio nasce intorno all'anno 245 da una nobile famiglia armena e viene avviato agli studi filosofici e successivamente a quelli medici. La tradizione parla di lui come un medico che curava gratuitamente deboli, malati e moribondi. Convertitosi al cristianesimo viene nominato Vescovo di Sebaste per acclamazione congiunta, sia da parte del clero che della popolazione. Il periodo storico è caratterizzato dai contrasti tra Costantino e Licino e benchè entrambi avessero sottoscritto "l'Editto di Milano" nel 313, con il quale si cercava di porre fine a tutte  le guerre religiose proclamando la neutralità dell'Impero nei confronti di qualsiasi fede, le cose andavano diversamente. Infatti in barba a tale accordo furono consumate e perpetrate tantissime stragi nei confronti dei cristiani, eventi che costrinsero Biagio ad allontanarsi dalla sua sede vescovile per andare a vivere in una caverna sul monte Ardeni , dove  guariva oltre che gli uomini, anche gli animali selvatici malati con un segno di croce. Scoperto da alcuni cacciatori fu denunziato al magistrato romano che lo fece catturare e rinchiudere in prigione a Sebaste, ove Biagio continuò la sua opera continuando a curare uomini ed animali. La tradizione ci riporta due episodi riguardanti Biagio. Una mamma si rivolse a lui chiedendogli aiuto per suo figlio che era sul punto di morte, per una lisca di pesce che gli si era conficcata in gola. Biagio  benedisse un pezzo di pane e poi  fece ingoiare al giovane un bel pezzo di mollica che si portò giù la spina permettendo così  al giovane di riprendere a respirare normalmente. Sempre durante la sua prigionia la tradizione ci tramanda un altro miracolo operato per una vedova alla quale un lupo feroce aveva portato via un maialino. Biagio dopo aver minacciato il lupo cattivo,  fece ritornare sano e salvo il maialino dalla vedova, la quale per riconoscenza portò cibo e delle candele a Biagio. Biagio chiese alla vedova di portare ogni anno delle candele alla chiesa che sarebbe stata edificata in suo ricordo. Correva l'anno 316  e tutte queste notizie eccezionali giunsero alle orecchie di Marco Agricola, il Prefetto romano per l'Armenia, il quale decise che era meglio eliminare subito Biagio. Dopo avere chiesto  a Biagio di abiurare la fede cristiana e dopo averne ricevuto un rifiuto netto,  lo fece legare ad un palo,  gli fece stracciare la carne con pettini di ferro, lo fece appendere e poi lo fece decapitare. Un seguace di Biagio di nome Alessio, prese il corpo e dopo averlo avvolto in una sindone lo seppellì sotto le mura della città, luogo in cui negli anni seguenti avvennero molti miracoli. Il suo culto è uno dei più diffusi sia in oriente che in occidente, sebbene sembra non si sia affermato immediatamente dopo la sua morte. La festa in suo onore per gli orientali è 11 febbraio, mentre  la chiesa cattolica festeggia il santo nel suo dies natalis il 3 febbraio. E' il Santo Protettore dei cardatori, dei materassai, dei laringoiatri, dei suonatori di strumenti a fiato, degli animali e delle attività agricole. S. Biagio è annoverato anche tra il 14 Santi Ausiliatori e viene invocato contro i dolori e le malattie della gola.

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