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lunedì 30 settembre 2013

La democrazia dopo il’ 700 Jean –Jacques Rousseau (1712-1778)

di Filomena Russo

Jean- Jacques  Rousseau nasce  a Ginevra nel 1712 da una famiglia di protestanti francesi, che si erano rifugiati in Svizzera per sfuggire le persecuzioni. Sua madre morì dandolo alla luce. Suo padre, orologiaio, come istruzione gli faceva leggere dei romanzi. Per necessità entra nel seminario di Torino e cambia religione. Per molti anni conduce una vita errante. Diviene valletto, segretario di ambasciata a Venezia, precettore, musicista. Trascorre un lungo periodo presso Madame de Warens aux  Charmettes vicino Chambéry.  Si  stabilisce infine a Parigi come segretario di Madame Dupin. Accolto nei saloni filosofici, frequenta gli Enciclopedisti ( Diderot, D’Alambert, Voltaire).  
Nel 1750 partecipa ad un concorso de l’Académie de Dijion  e scrive :

 Discours  sur les sciences et les arts (Dissertazione sulle scienze e le arti); la tesi  di Rousseau é la  seguente : “l’homme  est bon par nature, c’est la société  et la civilisation qui le corrompent « trad: l’uomo é buono per natura, é la  società e la civilizzazione che lo corrompono;   vince il premio e diventa celebre. Nel 1755 partecipa ad un altro concorso sempre de l’Académie de Dijon, e nel “Discours sur l’origine de l’inégalité parmi les hommes” sostiene che l’origine della disuguaglianza fra gli uomini è da ricercare nella proprietà, che apre la strada all’oppressione politica. In seguito ritorna a Ginevra e abiura il cattolicesimo. Ritornato a Parigi  si ritira in campagna , prima a l’Ermitage  e poi  a  Montmorency  e, a contatto della natura che ha tanto amato ,scrive le sue  opere maggiori : “ La nouvelle Héloïse” (la nuova Eloisa)  (1761),” Le contrat social”(Il contratto sociale) (1762) e l’Emile” (1762). Perseguitato a causa dell’Emile(Emilio), deve fuggire, va in Germania, in  Inghilterra, poi ritorna in Francia. Le sue ultime opere sono :
Les Confessions”(le confessioni) e le  « Rêveries d’un promeneur solitaire » ( le fantasticherie di un passeggiatore solitario). Muore a Ermenonville nel 1778. Le sue spoglie furono trasferite al Panthéon nel 1794.
Rousseau é  uno dei filosofi più conosciuti del’700 e uno dei più attuali  per il suo pensiero che spazia dalla filosofia alla politica, alla morale, alla pedagogia, al romanticismo.


Nel “Discours sur les sciences et les arts” :Dissertazione sulle scienze e le arti, Rousseau dice  che « l’uomo é buono per natura, ma che la società lo corrompe». In  questa dissertazione si rileva una protesta contro il generale degrado dei rapporti umani  nell’età moderna ( parliamo  del ‘700), si esalta  l’austera purezza dei costumi antichi. Nel primo “discorso” si evidenzia la polemica contro la cultura asservita al potere, la perdita della libertà individuale e il dispotismo sociale e politico.
Nel secondo “discorso”, riflessioni sulle origini della comunità umana e sullo stato di natura. “LO STATO DI NATURA” per Rousseau é un parametro ideale  col quale giudicare la società reale contro i meccanismi economico-sociali –politici  che hanno generato e generano la corruzione. Le istituzioni socio-politiche producono abusi e crescente  disuguaglianza tra gli uomini ; un male supremo, la cancellazione della libertà col rischio di dispotismo.
Rousseau vuole riformare la società, la morale, l’individuo, quindi bisogna avvicinarsi alla natura, imitarla e ricostituire nell’uomo le virtù naturali:
Bontà, Modestia, Moderazione, Buonsenso .
La politica è l’arte che trasforma l’essere umano sia singolo che associato; ogni popolo infatti é ciò che lo fa la sua forma di governo. Questo é il pensiero di Rousseau sviluppato nel “CONTRATTO SOCIALE” una forma di associazione che difende e protegge con tutta la forza comune, le persone e i beni di ciascun associato, in modo che il singolo individuo, obbedendo a tutto, in realtà obbedisce a se stesso e resta libero come prima. 
Per Rousseau c’é una discontinuità tra lo stato naturale e lo stato sociale, il cambiamento dallo stato di natura a quello sociale  é notevole  e non va visto come sudditanza/obbedienza (Hobbes), ma come partecipazione comunitaria, senza annullarsi (di fronte al potere), ma trasformarsi e rigenerarsi, divenendo un uomo nuovo “le citoyen  “il cittadino”. Rousseau non parla di semplice “aggregazione”, ma di “integrazione” in cui gli “individui” diventano “cittadini” e quindi, parte  integrante  di un corpo  unitario e compatto.
L’obiettivo primario di una buona società è di assicurare ai suoi membri :
SICUREZZA, GIUSTIZIA, LIBERTA’ , costruendo una comunità nella quale tutti i membri  cedono a favore non di uno solo, ma a favore della comunità, in tal modo la sovranità appartiene al “Popolo” inteso nella sua unità individuale.

Rousseau vuole che ogni cittadino partecipi attivamente alla vita politico-sociale della comunità, perché si affermi “la volontà generale”, rispondente agli interessi della collettività e non agli egoismi del singolo.
Si rileva la concezione democratica della sovranità popolare e la critica dell’istituto rappresentativo . La gestione del potere : rifiuto del dualismo tra rappresentanti e rappresentati. Il popolo è l’unico depositario del potere, anche se la gestione degli affari pubblici é affidata  ad appositi individui ( es. i parlamentari), che non sono i padroni, ma delegati, che il popolo  può stabilirli e destituirli quando non fanno il loro dovere . Rousseau evidenzia i rischi connessi al dualismo tra rappresentanti e rappresentati, perché spesso i delegati del potere si affezionano ad esso e opprimono il popolo. Già nel ‘700 Rousseau aveva percepito le autonomie ; tra pubblico e privato, tra  individuo e società, tra libertà e legge.
Rousseau vuole una eguaglianza politica ed economica; egli proclama il diritto all’insurrezione ,se il patto sociale è violato; vuole limitare il lusso, la ricchezza ; esige la libertà individuale, ma la sottomette alla sovranità della nazione.
Le teorie di Rousseau sono state adottate da Robespierre, dai giacobini e dai socialisti; esse  hanno ispirato la “Declaration des droits de l’homme” .
Rousseau rimane ancora oggi il rivoluzionario  per eccellenza; tutti i progressi della democrazia : suffragio universale, guerra alla ricchezza, plebisciti, derivano dalle sue ide.
Innovatore in politica e in pedagogia, Rousseau si stacca dal suo secolo  : egli è un moderno. In  letteratura  è considerato come un precursore del Romanticismo, inaugura la letteratura personale e associa la natura ai suoi sentimenti.  Goethe diceva :” avec  Voltaire c’est un monde qui finit, avec Rousseau c’est un monde qui commence”(trad: con Voltaire è un mondo che finisce, con Rousseau è un mondo che comincia.
“Ritornare alla natura”, per Rousseau, significa distruggere quel che nella cultura
vi è di artificioso e significa ridonare all’uomo “integrità”, il pieno possesso di sé, di cui la civiltà materialista l’ha spogliato, riducendolo a strumento di produzione e consumismo, portandolo a vivere al di fuori di se stesso, a distrarsi nell’apparato sempre più complicato e falso del vivere civile. L’aumento della civiltà è  per certi versi, aumento di malessere e corruzione, amore del lusso e sete di ricchezza ;trionfo dell’ipocrisia, della convenzione e delle convenienze. Distanze enormi tra ricchi e poveri, tra dominatori e dominati.
“Torniamo alla natura” questo il grido rivoluzionario di Rousseau (natura equivale per lui a “primitivo”, l’uomo tutto istinto e immediatezza, stato di natura e di innocenza, stato di felicità, in cui ognuno basta a se stesso. Stato di natura non é “ camminare a quattro zampe” ma instaurare la natura nella civiltà ; riscoprire l’uomo nella società e la persona umana nella cultura.
Le idee politiche di Rousseau sono più avanzate di quelle degli altri filosofi ( è per
questo che fu combattuto dal partito dei filosofi, da Voltaire soprattutto).
“La nouvelle Héloïse”, romanzo epistolare, è una esaltazione della natura, che purifica il nostro cuore, malgrado la corruzione della società. Questo  romanzo vuole dimostrare che si può rispettare la virtù (concetto anche questo ormai desueto), quando si vive a contatto della natura.
“ Emile ou de  l’Education”( Emilio o dell’educazione) Rousseau, iniziatore della pedagogia moderna, sottolinea la necessità dell’esperienza nell’educazione dei giovani (degli alunni), fa l’esempio della geografia, dove non basta dare delle carte geografiche e un mappamondo, ma bisogna mostrare i fenomeni della natura , bisogna stimolare la curiosità nell’allievo per fargli nascere il desiderio dell’apprendimento. Mettere l’argomento alla sua portata e  lasciarglielo risolvere senza sostituire l’autorità del maestro  alla ragione, altrimenti non ragionerà più e Rousseau dice :”il ne sera  que  le jouet  de l’opinion des autres (così  sarà il giocattolo dell’opinione degli altri); e sempre per la pedagogia aggiunge: “On façonne les plantes par la culture, et les hommes par l’éducation”.  

(trad: “ Si foggiano ,sagomano, potano le piante con la coltivazione, e gli uomini con l’educazione).

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