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martedì 22 ottobre 2013

Siamo tutti narcisisti…Viva Narciso!



Ho sempre trovato strano come "Belle" si potesse innamorare della "Bestia": insomma erano così diversi, così antitetici, eppure l’amore aveva superato l’inumanità della bestia e i suoi modi bruschi, attributi che gli erano stati imposti con un sortilegio da una strega che desiderava dare un importante insegnamento all’arrogante principe ma nel peggiore dei modi. In realtà lei non fece altro che portare alla luce ciò che il principe era in realtà, in altre parole un essere superbo, insolente e maleducato, manifestandolo anche nel suo aspetto esteriore. La vera bellezza si trova nel cuore” con queste parole la strega aveva cercato di convincere il principe a concederle un po’ di gentilezza, ospitandola per la notte, rifiutatale per le sue sembianze sgradevoli.
Una rosa sbocciata gli aveva offerto in cambio, simbolo di bellezza matura e allo stesso tempo di fragilità ed effimerità di questa qualità, la quale il principe avrebbe perso per sempre se non avesse imparato ad amare e non sarebbe stato amato a sua volta prima del raggiungimento dei 21 anni, la maggiore età. Oggi siamo esattamente al prologo della storia: l’ostentazione di una bellezza sensazionale quanto vacua esterna e una totale noncuranza per le qualità interiori e permanenti.In una società capitalistica fondata sul consumismo, ogni giorno un nuovo prodotto esce e una nuova moda sboccia, e se non si seguono le regole del mercato, corrispondenti a quelle della società, non si potrà che diventare emarginati in un’istituzione eretta sulla comunicazione, ma all’interno della quale, paradossalmente, nessuno comunica con nessuno. È sull’inadeguatezza e sull’insufficienza che fa perno il mercato tramite la sua bocca, i media, costringendoci, con loschi giochi psicologici, a ritrovare un’identità in una collettività che perde di autenticità nel momento in cui tende a uniformare individui differenti sotto un unico modo di agire, pensare, mangiare, vestire e persino parlare. È una perdita d’identità quella cui siamo di fronte.Mai come in questo secolo l’uomo si è preoccupato tanto del proprio aspetto esteriore, tanto da anteporlo a qualsiasi cosa. Ed è così che ogni istante che passa diviene uno più vicino alla vecchiaia e quindi alla bruttezza; ed è così che il cibo diviene una terribile tentazione con la quale lottare ogni giorno per non ingrassare, per continuare a restare magri e quindi belli; ed è così che la palestra diviene una droga e una malattia seria chiamata Vigoressia; ed è così che la scienza viene sempre più utilizzata invasivamente per cercare disperatamente una scappatoia alla vecchiaia, per restare belli in eterno.
Per i Romantici, invece, il bello era ciò che risvegliava l’animo, ciò che suscitava sentimenti di meraviglia, stupore. In una parola, il bello, definito in questo caso sublime come contrapposto al bello classico, era ciò che “scombussolava” l’anima. Ed è con l’Estetismo che la bellezza diviene una vera e propria religione.Dunque la bellezza è anche qualcos’altro, qualcosa legato alla nostra esperienza, alla nostra società. Ogni secolo ha un suo ritmo e una sua idea di giusto e bello: un suo equilibrio e il nostro sembra così tanto squilibrato…La bellezza dovrebbe essere piacere, dovrebbe essere appagamento e pienezza, eppure i nostri canoni, quelli che vogliono imporci, sono così malati. È frustrante sentirsi troppo diversi da poter sembrare anche solamente accettabili. Imporre dei traguardi impossibili non è il modo per potersi sentire bene. Magrezza innaturale, altezza statuaria, lineamenti angelici: perfezione. Eppure mi hanno sempre insegnato che la perfezione è antitetica all’idea di umanità stessa, allora perché devo tendere ad esserlo? Soltanto negli anni ‘60 nacque il mito della “modella stecco” con la prima top model Twiggy, soprannome che significa, appunto, legnetto. La modella, cui vero nome è Lesley Hornby, rimase nella storia proprio per il fatto di essere così magra: una rivoluzione per il tempo in cui la donna ideale era tutta curve. È dunque a lei che dobbiamo inviare tutte le nostre maledizioni per la situazione d’oggi? Probabile…Chi sono? Chi voglio diventare? Qual è il mio scopo? Cosa mi appassiona? Qual è quella cosa che mi rende felice? E infine: Quanto voglio realmente valere?
Sono queste le domande che ogni giorno ci si dovrebbe fare e alle quali ormai molti, troppi, non sanno dare risposta.Soltanto riconoscendo il proprio essere mostruoso e imparando a curarsi di più degli altri si poteva sfuggire all’incantesimo, cosa che fece la Bestia al contrario di Dorian Gray, il quale fu dilaniato da se stesso. Soltanto imparando a “riempirsi” si può pensare di poter creare un futuro senza il rischio di sbriciolarsi in milioni di piccoli pezzi quando capiterà (e capiterà!) nella vita di cadere. Soltanto avendo fiducia in se stessi, considerarsi i veri eroi della propria esistenza, si può combattere contro le avversità esteriori e interiori anche se ciò vorrebbe dire andare contro tutto e tutti, persino contro il mondo intero, persino contro quella che viene definita “ragione”. Perché avremmo un alleato fidato e indistruttibile: noi stessi. È di un incantesimo che abbiamo bisogno, la magia di una fata che ci mostri la retta via, ma in un mondo in cui non esiste la magia e in cui Dio è morto, questo mi sembra pressoché impossibile. Heidegger concluse il suo pensiero affermando che “soltanto un Dio ci può salvare”, io non sono d’accordo: soltanto ognuno di noi può farcela.


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