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lunedì 19 dicembre 2016

MIUR, Arcigay, AdolescenDay, Agedo, Telefono Azzurro promuovono “Un bacio”


Un Bacio experience: cinema e scuola per i nostri ragazzi
Fa tappa a Taranto il progetto promosso su tutto il territorio nazionale dal MIUR e da Indigo Film, che vede tra i partner il Garante per l’Infanzia e Adolescenza, Giffoni Film Festival, Arcigay, AdolescenDay, Agedo, Telefono Azzurro. Gli incontri sono rivolti alle scuole e prevedono la proiezione di “Un bacio” e discussione con gli studenti.
Il nuovo film di Ivan Cotroneo, dal suo romanzo omonimo del 2010, torna a Taranto dopo il grande successo della proiezione e dell’incontro con l’autore dello scorso 17 maggio, Giornata Internazionale contro l’OmoTransfobia, in seno all’ultima edizione di AdolescenDay.
Mercoledì 21 dicembre il Cinema Teatro Orfeo (in Via Pitagora #78) ospita, a partire dalle ore 9.00, la proiezione del film, alla quale seguirà un dibattito, moderato da Mara Romandini, project manager di AdolescenDay, nell’ambito del quale interverrà anche Luigi Pignatelli, fondatore e presidente del Comitato Territoriale Arcigay Taranto. Le associazioni rappresentate da Romandini e Pignatelli (entrambi protagonisti dell’incontro dello scorso 17 maggio) sono tra i partner del progetto che sta facendo il giro dell’Italia, per prevenire e contrastare fenomeni come il bullismo, l’omofobia, la violenza di genere e diffondere la cultura delle differenze.


Un bacio è Un invito ai ragazzi a non avere paura. Un film sui ragazzi e per i ragazzi” come lo definisce il regista, che racconta di tre amici, Lorenzo, Blu e Antonio (interpretati dagli esordienti Rimau Grillo Ritzberger, Valentina Romani e Leonardo Pazzagli), emarginati dai compagni perché visti come diversi. “Sono il frocio, lo scemo e la troia” dice Cotroneo, usando a proposito termini duri, offensivi, quelli che usano i bulli, ma che prima ancora usa la società degli adulti. Lorenzo è un sedicenne gay, orfano, ha un passato di case famiglia e adozioni non riuscite, arriva nella classe di Blu e di Antonio; Blu è considerata una ragazza facile e ha un fidanzato grande che ora sta all’Università a Milano, Antonio è un tipo chiuso, nasconde il dolore di aver perso un fratello maggiore, non ha amici. Da queste tre solitudini, da queste tre emarginazioni nasce un’amicizia, un gruppo, un sodalizio. Ma riusciranno i tre ad uscire indenni dalla violenza di tutti gli altri?
L’idea per il romanzo nasce da un fatto di cronaca, l’assassinio di Larry King, un giovane americano omosessuale ucciso dal ragazzo che corteggiava. – racconta Cotroneo – Poi, promuovendo il libro, mi sono confrontato con tanti ragazzi su questi temi, il bullismo non solo omofobo ma anche sessista, basato sull’apparenza fisica, sulla classe sociale. Lavorando con la sceneggiatrice Monica Rametta è nato il personaggio di Blu, che nel romanzo non c’era.”
Abbiamo fatto un grande lavoro di ricerca con i ragazzi – dice Monica Rametta – ma non volevo che il risultato fosse un documentario, volevamo un film che cogliesse cosa significa avere oggi quindici o sedici anni”. E a sentire cosa ne pensano i giovani che hanno visto il film, Un bacio è riuscito nell’intento, almeno per i più.

Il film affronta anche il tema dei social network e delle loro conseguenze. “Mi interessava evidenziare i meccanismi che si instaurano. La pagina su Internet dei casi dei ragazzi omosessuali che si sono uccisi perché sono stati oggetto di atti di bullismo non è stata inventata da noi. Quel sito di necrologi è un documento reale. – spiega Cotroneo – Nel film si vede che alcuni della classe hanno creato una pagina su Facebook Io odio Lorenzo e questa sequenza è ispirata ad un fatto realmente accaduto, alla storia del ragazzo romano che si è ucciso dopo che i suoi compagni avevano creato una pagina di odio”. Il regista, all’indomani di quella tragedia, firmò insieme ad altri colleghi una lettera aperta al sindaco Marino dal titolo Essere gay è normale.

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