
Autore di numerosi saggi e pubblicazioni sulla musica popolare, Sparagna è stato protagonista di una ricca attività concertistica di respiro internazionale realizzata periodicamente in numerosi Paesi europei ed extraeuropei. Virtuoso dell’organetto, l’artista si distingue anche per il suo significativo impegno nella didattica della musica popolare italiana.
Ha collaborato, tra gli altri, con Francesco De Gregori, Angelo Branduardi, Lucio Dalla, Teresa De Sio e Giovanni Lindo Ferretti. Cresciuto nel solco della tradizione musicale popolare (coltivata da entrambi i suoi genitori nel Paese d’origine), ha frequentato corsi di Etnomusicologia presso l’Università di Roma, partecipando assieme a Diego Carpitella a diverse campagne di rilevamento della musica popolare italiana, per catalogarne il patrimonio, studiarlo e conservarne la memoria e la vitalità, anche attraverso la riedizione e rielaborazione degli strumenti e dei temi tradizionali. Fattosi a propria volta interprete di questo genere musicale, Ambrogio Sparagna si è dedicato attivamente alla sua promozione a partire dal 1976, fondando a Roma la prima scuola italiana di musica popolare contadina, aperta presso il Circolo Gianni Bosio. In tale ambito, nel 1984 dà vita ad un proprio gruppo, la Bosio Big Band, basata su un originale complesso di organetti, strumenti tipici della musica popolare. Con tale gruppo, nel 1988, sale alla ribalta con una propria “opera folk” organizzata attorno al tema di una favola, Trillillì, Storie di magici organetti ed altre meraviglie. A questa prima opera ne segue una seconda, Giofà il servo del Re (1992) e la cantata Voci all’aria, prodotta per Radio
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