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domenica 24 giugno 2012

L’amore nella poesia: tutto il resto e’…nulla!

L’Amore, tema centrale, forse il più ricorrente nella poesia di tutti i tempi.
Vero incanto di espressività e bellezza, perché chi parla d’amore usa un linguaggio universale senza confini né di  tempo ne' di spazio, poiché l’amore addolcisce, scioglie e rapisce ogni anima:il motore del mondo.
I lirici greci Alceo e Saffo sentirono questo sentimento come qualcosa di crudele che è in grado di capovolgere la vita dell’uomo, mentre un dolce sentire è stato per i poeti alessandrini. Lo stesso fu per gli scrittori latini, fatta eccezione per il grande Catullo, che fu in grado di concepirlo come una complessa alchimia di odio e amore.
Chi non conosce la sua  famosa “Odi et amo” : “Odio e amo. Perché io faccia questo, forse domandi. Non lo so. Ma sento che accade e mi tormenta... vivamus, mea Lesbia, atque amemus”…  l’amore diventa un inno e soprattutto un’esaltazione a godere la vita, dato che essa è breve a confronto con l’eternità della morte.Un tema eterno!
In tutto l’Universo l’amore crea gioia e felicità rendendo la vita bella e degna di essere vissuta.
Nelle liriche dei poeti provenzali, che spesso venivano recitate accompagnate dalla musica, l’amore invece diventa un sentimento esclusivamente nobile e puro verso una donna idealizzata e irraggiungibile, che può essere “reale” senza l’ausilio di contatti fisici, anche se dentro l’animo  lascia una certa malinconia.Gli esponenti della Scuola poetica siciliana seguono questa tesi, solo che in loro si accentua un certo turbamento dovuto alla vicinanza della donna amata che impedisce di dichiarare il proprio amore; questo atteggiamento diverrà tipico della poesia stilnovista, in cui i poeti approfondiranno questo dolce sentimento, facendo una vera filosofia. Essi sostengono che l’amore può risiedere solo in un cuore gentile “Al cor gentil rempaira sempre Amor…”
Lo stesso Dante nella sua Vita Nova tratta l’amore verso Beatrice come qualcosa di platonico, non corrisposto da questa donna angelica ma sublimato, e sublimante, perché lo eleva al cospetto di Dio,
Nel Canzoniere di Petrarca, al contrario, le poesie d’amore per Laura si intrecciano e si completano costruendo un’immagine unica della donna amata, più reale e terrena.
Dopo questi grandi poeti, la poesia fino al romanticismo ha parlato moltissimo, in maniera ossessiva, d’amore, arricchendolo di sfumature diverse. In seguito la lirica amorosa, liberandosi dagli schemi del passato, ha trovato un più ampio orizzonte d’espressione, superando l’assenza e l’indifferenza della donna quale fonte principale d’ispirazione.
Alcune poesie contemporanee, come quelle, bellissime, di Pablo Neruda, riescono a ricreare i caratteri dell’esperienza personale, come autentica esperienza di vita, con parole che sembrano andare oltre le parole stesse.
 La poesia moderna riesce a creare immagini e suggestioni forse più vicine al nostro sentire, ma i sentimenti di fondo sono sempre quelli, il dolore, la tristezza, la sofferenza insita nell’impossibilità di realizzare il desiderio d’amore.
Essa non tratta più l’amore come un’esperienza esclusivamente purificatrice, che mette in contatto con l’Infinito, ma accoglie e dona voce anche agli aspetti più passionali e carnali dell’amore.
L’amore è forse il sentimento che più caratterizza l’essere umano, e che lo rende unico nel creato.
Per questo la lirica d’amore è sempre esistita, e sempre esisterà, cantare l’amore significa risvegliare un sentimento che non si è mai sopito nel silenzio del tempo, perché, come scrive Russel, “ Fuggire l’amore è fuggire la vita.”
Mi permetto di terminare questo breve “sfogo dell’animo” con i versi di un poeta che ho amato immensamente e che amo,un poeta tra i maggiori, certamente, del nostro secolo, un maestro della musicalita’,dell'armonia e della profondita’ del verso, Fabrizio De Andre’:

Quei giorni perduti a rincorrere il vento
a chiederci un bacio e volerne altri cento
un giorno qualunque li ricorderai
amore che fuggi da me tornerai
                                                      un giorno qualunque ti ricorderai
                                                      amore che fuggi da me tornerai
                                                      e tu che con gli occhi di un altro colore
                                                      mi dici le stesse parole d'amore
                                                      fra un mese fra un anno scordate le avrai
                                                      amore che vieni da me fuggirai
                                                      fra un mese fra un anno scordate le avrai
                                                      amore che vieni da me fuggirai
                                                      venuto dal sole o da spiagge gelate
                                                      perduto in novembre o col vento d'estate
                                                      io t' ho amato sempre , non t' ho amato mai
                                                      amore che vieni , amore che vai
                                                      io t' ho amato sempre , non t' ho amato mai
                                                      amore che vieni , amore che vai



1 commento:

  1. E' l'autore di Siddharta, Demian, Il lupo della steppa che scrive questi versi che riporto come ringraziamento al tuo bello excursus sulla poesia d'amore."Perché ti amo" è il titolo della poesia.

    Perché ti amo, di notte son venuto da te
    così impetuoso e titubante
    e tu non mi potrai più dimenticare
    l'anima tua son venuto a rubare.
    Ora essa è mia - del tutto mi appartiene
    nel male e nel bene,
    dal mio impetuoso e ardito amare
    nessun angelo la potrà salvare. (Hermann Hesse)

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blog culturale fondato dalla giornalista Lilli D'Amicis

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