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mercoledì 30 gennaio 2013

Un emigrante a New York: San Ciro!




Che il “nostro” amato San Ciro si veneri in altre località italiane,credo che sia  noto a parecchi. Cito a memoria: Marineo, Lucera, Trani, Portici, Bari, Avellino, Napoli, Ischia, Nocera S.,VicoEquense, Acquaviva delle Fonti, Frattamaggiore, San Marco in Lamis, Castellammare di Stabia: vediamo, ora,  come ci sia un culto di questo Santo anche negli USA.
L’introduzione del culto  negli Stati Uniti avvenne ad opera dei pionieri marinesi, (Marineo,ridente cittadina in provincia di Palermo di cui San Ciro è  il Santo patrono) che sbarcano a New York a partire dalla fine dell’Ottocento. Formano una colonia a Elizabeth Street, nei pressi di Mulberry Street, nota Little Italy nell’isola di Manhattan.
Nel 1909, a Manhattan, in una vetrina di un negozio che si affacciava su Elisabeth Street faceva la sua comparsa una statua d’argento di san Ciro. Negli orari di chiusura, in quei locali si incontravano i fondatori della Società religiosa per organizzare le prime feste comunitarie.
Così, come nel vecchio mondo siciliano, anche nel nuovo mondo i marinesi continuarono a onorare il loro protettore. Il culto del santo patrono fu uno dei vincoli più forti sul piano emotivo, in grado di legare i primi immigrati di Marineo gli uni agli altri e al paese di origine. La religione e il sodalizio in nome del santo protettore costituivano, inoltre, l’unico punto di riferimento per la comunità e l’unico sostegno nei momenti di difficoltà per i singoli individui. Già a partire dai primi anni del Novecento, l’ultima domenica di gennaio si celebrava la cosiddetta “festa povera”. Mentre nel mese di agosto, di solito il secondo week-end, si svolgeva la “festa ricca”, che prevedeva tre giorni di manifestazioni, dal venerdì alla domenica. Le funzioni religiose si celebravano all’interno della chiesa “italiana” della Madonna di Loreto.
A cento anni di distanza, negli Stati Uniti le società di mutuo soccorso continuano ad essere un importante punto di riferimento per tantissime comunità di immigrati. Nella sola circoscrizione consolare di New York ne sono state censite più di cinquecento. Una di queste è la San Ciro Society, che fa capo alla comunità di Marineo, con sede al 54 Gaston Avenue di Garfield, nello Stato del New Jersey. Con il migliorare delle loro condizioni economiche piccoli gruppi si spostarono a Brooklyn e nel Queens, mentre in maggioranza trovarono opportunità di lavoro nel New Jersey. Una numerosa comunità si stabilì, infatti, a Garfield, ambiente ricco di boschi e aperte campagne. In tutti i luoghi in cui andarono i marinesi portarono il culto di san Ciro e le tradizioni del paese. Vari sono  gli aspetti del culto di san Ciro negli Stati Uniti, nei luoghi dove è stato, appunto, trapiantato e dove è rifiorito con rinnovato vigore.
 Così, vedremo le attività della San Ciro Society  e come il patrimonio culturale della festa patronale si identifica con la realtà economica e sociale da cui si è formato. Osserveremo, inoltre, come lo sviluppo, in senso materiale e culturale delle Little Italies, abbia modificato in parte le tradizioni e i rituali di questo appuntamento, pur continuando esse a mantenere, in alcune forme, il carattere originario. Occorre anche notare come l’emigrazione abbia condizionato la morfologia e l’antropologia della celebrazione sia nei paesi di partenza che nei luoghi di arrivo. Periodicamente, sia in Italia che negli Stati Uniti, avviene uno scambio di doni per rinnovare il patto di solidarietà e si programmano iniziative in comune.
 Nella festa confluiscono, infatti, i sentimenti di dolore e sensi di colpa per la disgregazione della società tradizionale. In tal senso, «la festa e i riti religiosi non costituiscono più una forma di esorcismo della morte, ma una forma di esorcismo dell’emigrazione, la nuova morte che ha colpito la comunità» L'umano cammino di Ciro tra le afflizioni terrene iniziò nel III secolo tra le affollate vie di Alessandria d’Egitto: in questa città cosmopolita fu prima figlio e studente modello, poi medico, eremita e martire.
E sono ormai secoli che suoi devoti tramandano il ricordo di questo uomo straordinario nato agli albori del cristianesimo in terra africana. Accolto da santo, è stato per lungo tempo amato e venerato in terra italiana. Infine, è stato compagno di viaggio nelle rotte atlantiche, padre, fratello, amico sapiente e consolatore in terra americana. In poche parole, san Ciro è stato per i suoi devoti un patrono universale.

NB:Si ringrazia il dott. Nuccio Benanti, antropologo marinese, per le preziose informazioni in merito.

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