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domenica 3 marzo 2013

L’âge des Lumières (l’età, il secolo dei Lumi)


di Filomena Russo

Il termine Lumière si è imposto per definire un movimento, che si afferma nel XVIII° secolo in tutta Europa.

Enlightnment in Inghilterra, Aufklarung in Germania, Illuminismo in Italia, Siècle des Lumières in Francia, un modo per definire in tutte le lingue una nuova era. Tradizionalmente la lumière è associata all’ispirazione divina, che allontana dal male, poi la lumière designa lo sforzo della ragione, che mira a combattere l’ignoranza, ad allontanare le tenebre dell’errore, a cambiare la mentalità collettiva per riformare la vita pubblica, attraverso una ragione critica per costruire un nuovo universo. (che strada facendo abbiamo perso).


Dappertutto in Europa, l’âge  des Lumières rappresenta l’età dell’emancipazione. I dibattiti sono differenti da un Paese all’altro, ma impegnati ad abbattere tutti i sistemi ideologici o politici che asservono l’uomo, al fine di trasformare l’antico “Sua Maestà” in cittadino preoccupato della Giustizia, dell’ Indipendenza, della Tolleranza. Ad una società fondata sulla sottomissione succede il principio di una civiltà fondata sul diritto. In queste condizioni, la letteratura diventa una letteratura di idee aperta ai domini  più diversi del sapere e dell’azione. Se la letteratura del XVII° secolo aveva studiato soprattutto l’animo umano, quella del XVIII° secolo cerca di promuovere una filosofia dell’uomo nella società e si rivolge all’osservazione della realtà sociale dell’universo fisico nel quale l’individuo si trova immerso. Gli uomini di lettere diventano dei poligrafi, che rifiutano ogni specializzazione per interessarsi alla letteratura, alle arti, alle scienze giuridiche e politiche, alle matematiche, alle scienze della natura, alla storia, alla geografia, alle arti meccaniche e a tutto ciò che può migliorare la vita delle società. I filosofi de l’âge des lumières si riservano il diritto di sottoporre ogni opinione, ogni dottrina al vaglio della ragione. Essi mettono in dubbio i dogmi della chiesa, ma anche tutte le teorie che non sono fondate su dei fatti visibili.   

( Voltaire esorta ogni allievo ad esercitare il suo senso critico prima di accettare come veri gli insegnamenti del maestro).

L’Encyclopédie é l’opera gigantesca in cui convergono gli sforzi dei filosofi per ordinare il quadro generale delle conoscenze umane in tutti i generi e in tutti i secoli. Nel 1728 era apparso in Inghilterra, un dizionario enciclopedico, la Cyclopaedia de Chambers. Nel 1746, un editore francese Le Breton desidera pubblicare una traduzione di questo dizionario, si rivolge a Diderot ,il quale oltre a riprendere delle parti del dizionario inglese, amplia l’opera sino a divenire un repertorio completo di tutte le conoscenze umane  con un équipe di specialisti di tutte le discipline :

Montesquieu, D’Alembert, Rousseau, Voltaire ,Turgot.  Nel  1751 è pubblicata la prima parte de l’Encyclopédie ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts, des métiers (Dizionario  ragionato delle scienze delle arti, dei mestieri) accompagnato da un Discorso preliminare di D’Alembert. I Gesuiti accusano l’Encyclopédie di attentare allo Stato come alla religione. Molte le polemiche contro l’opera, ma grazie a dei potenti sostegni come quelli di Madame Pompadour, mai^tresse de Louis XV, l’Encyclopédie continuò ad essere pubblicata malgrado le polemiche continue. Nel 1758/59 però gli avversari del partito dei filosofi ottengono dal Consiglio di Stato un fermo dell’opera, il divieto di vendita di tutti i volumi editi e la revoca dei privilegi de l’Encyclopédie. Dopo l’espulsione dei Gesuiti 1762, i tomi dall’8° al 17° sono terminati e distribuiti clandestinamente. Nel 1772, la pubblicazione é completa e comprende 17 volumi di testi e 11 volumi di tavole dove appaiono attrezzi e mestieri.

Le finalità dell’opera sono ; la divulgazione delle conoscenze e la valorizzazione della ragione, perché trionfino il progresso e la felicità.    

Tutto sin qui detto ha inizio nel XVIII° secolo (1700), potrebbe sembrare, e lo é, molto lontano, ma alla luce dell’attuale momento storico dovremmo, a mio modesto avviso, aspirare ad una nuova età dei  Lumi  attraverso una ragione critica, per migliorare la nostra società ed aspirare a quella Virtù , nel senso di sottomissione ed amore alla legge (uguale per tutti  art. 3 della Costituzione Italiana), e riconoscimento spontaneo che l’interesse pubblico dovrebbe superare, l’egoismo privato, supportato dalla dilagante corruzione. (à bon entendeur salut).

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