Che ora è ?

martedì 25 dicembre 2007

IL SIGNIFICATO DELLA NASCITA DI GESÙ


Ciò che sta davanti ai nostri occhi è una società vecchia. Non solo per il problema della natalità, ma perché incapace di progettare il futuro.
I segni di una Società vecchia sono facilmente riconoscibili: si percepiscono nella paura che accompagna ogni decisione e nell'incapacità a saper scegliere il rinnovamento.
Il timore del generare è essenzialmente paura del futuro e di ciò che esso riserva, perché non si è più in grado di guidarlo e progettarlo a partire da noi. Solo la coscienza che si sta mentendo è in grado di definire “progresso” ciò che è invece decadenza. In quelli che vivono solo di nostalgia - puntando tutto sul passato e rompendo quindi la relazione passato-presente - e sono tanti, la paura ha il sopravvento sulla speranza e questa viene combattuta in nome della tradizione, senza rendersi conto che la tradizione o è viva e produttrice di futuro o non è tradizione. Parliamo di crisi, ma con onestà dobbiamo ammettere che più che altro noi fotografiamo la crisi senza avere molta determinazione per uscirne né molta forza per contrastarla. Qui entra di nuovo in gioco la missione dei credenti come testimoni di speranza. In questo orizzonte diventa maggiormente comprensibile l'esperienza dell'uomo biblico che non riusciva più a credere agli annunci di speranza che gli venivano rivolti dai profeti.
Per l'uomo veterotestamentario, la promessa della terra e di un popolo erano condizione di vita. Jhwh era stato conosciuto come il Dio della promessa. Ora, però, loro non hanno più né patria né famiglia, né tempio né desiderio di credere ancora... Come è possibile sperare se nel presente vedo solo deportazione ed esilio?
È qui che si gioca la grande sfida della fede biblica e il profeta pone la sua credibilità. Sorgeranno allora Isaia, Geremia ed Ezechiele per ridare speranza ad un popolo in piena crisi di fede. Questa, analogicamente, è la stessa condizione che vive il cristiano nel mondo contemporaneo.
In un periodo in cui nel nostro vocabolario sono entrate con impeto parole come: precarietà, degradazione... come si potrà di nuovo porre fede alla parola di salvezza? Il sorgere di nuovi profeti che, nella Chiesa e a nome della Chiesa annunciano un rinnovato esodo e l'entusiasmo per la terra promessa è ciò che serve per rinforzare la speranza.


Grazie anonimo, ti sei meritato questo spazio!

2 commenti:

  1. DEDICATO A TUTTI E A CHI HA LA CODA DI PAGLIA


    ..... e rieccoci qua con le solite solfe: "Non vedo l'ora che passi il Natale!" - "Questo Natale mi deprime!" - "Il Natale è solo una corsa ai regali!" _ "Il Natale è solo un fatto consumistico!" - "Il Natale è solo una scusa per dar sfogo alll'ipocrisia famigliare!" etc etc etc.....

    Ma che tristezza! Che squallore! Che pena.....

    E allora? - direte voi - Beh, avete mai pensato a quando eravate bambini, a quando non c'era tutto questo ben di Dio sul quale ora elevate grida di scherno e di disapprovazione? Che vi viene in mente per prima cosa? L'eccitazione della sorpresa, dell'attesa, Gesù Bambino ( e non Babbo Natale!) che arrivava sulla Terra, la famiglia unita davanti a quel poco che ci si poteva permettere. La colazione con il caffellatte o ( gran lusso!) la cioccolata e il pandolce o la "pinza". Poi arrivavano i parenti, ognuno con qualcosa, una bottiglia di vino, un panettone o un pandoro( dolci di lusso!) una gallina o, quando le cose andavano meglio, un cappone da fare mezzo arrosto e mezzo in brodo!..... i tagliolini fatti a mano o i tortellini della zia bolognese..... e le caramelle o i torroni, da mangiarsi con parsimonia perchè anche questi erano un lusso! I regali? una sciarpa fatta a mano dalla nonna, una scatola di pastelli colorati, dei mandarini e delle monete di cioccolata. Il più fortunato aveva più regali secondo quanti erano i componenti della famiglia.

    L'albero era un abete vivo ( non di plastica ) che finiva poi interrato in giardino o in qualche vaso, sperando che sopravvivesse. Adornato con le palle di vetro colorato ( e con quanta cura le avevi maneggiate per non farle cadere o rompere!), con le candele ( vere! ) accese la sera, con i bliglietti di auguri che arrivavano dagli amici o dai parenti più lontani che non potevano permettersi il lusso di un viaggio in treno per essere presenti..... ed il puntale, o la stella da accomodare sulla punta. Il Presepio però era la parte più importante, dalla composizione delle scene ai vari personaggi, di carta, di ceramica, di gesso..... era una raccolta continua di statuine..... Chi lo fa più? Pochi!

    E il vecchio giradischi con le canzoni natalizie? Non ti stancavi quasi di sentirlo. C'era una dolce frenesia in casa che prendeva tutti, animali compresi! Il telefono squillava ( non esisteva internet nè tantomeno i cellulari! ) e si faceva a gara a rispondere per primi. Arrivava un pacco o c'era il prozio da andare a prendere alla stazione......Papà che si dava da fare in cantina, mamma e nonna in cucina, nonno a sistemare l'abete in salotto e a preparare la tavolata a cui si sarebbero accomodate e mangiato una ventina di persone........

    Ma quello che ti rendeva più felice e ti accarezzava il cuore e te lo riscaldava erano gli affetti veri! Era quella comunanza di sentimenti e di amore che ti faceva stare bene come non mai! Quei baci e quelle carezze che nessun regalo al mondo, per quanto lussuoso o prezioso avrebbe potuto mai eguagliare!

    .....E allora?..... Forse ci lamentiamo proprio perchè il "nostro" Natale non è più permeato dalla dolcezza e dall'ascolto dei nostri "cari", ci siamo dimenticati il valore del volersi bene, dell'accettarsi pregi e difetti, della tolleranza e della comprensione! Tutto in virtù di altri valori quale il Dio Denaro e il Dio Successo.

    Il Vero Dio, che è AMORE, è stato dimenticato, relegato in un angolo perchè meno importante di una nuova autovettura o di una vacanza ai Tropici, meno importante di una fotocamera digitale o di un cappotto firmato. E' di intralcio alla coscienza, alla fame di potere, di supremazia. Si ha un "vuoto" enorme dentro che si cerca di colmare con il materialismo, ma alla fine chi vince? La depressione. La mancanza di veri valori porta allo sfacelo della vita interiore...... e il giudizio degli altri è più importante di quanto noi si possa pensare e decidere con la nostra testa! Ma dove siamo arrivati? Le manifestazioni di buonismo per chi avrà un Natale povero sia di affetti che materialmente aumenteranno, ma finiranno quando l'ultimo abete verrà spogliato dagli addobbi. Vi pare giusto? ......Vi pare giusto che, finito il Natale, non si telefoni più a quello zio anziano o a quel parente lontano, una volta rientrati alle loro case, per sapere come cavolo stanno? Ma che umanità è questa? Che fine ha fatto l'UMANITA'?

    Vi auguro che quest'anno ritroviate la gioia "bambina", di riscoprire il calore della famiglia, l'amore dei Vostri Cari, di viverlo con più amore, serenità e pace nei Vostri cuori. E che il Natale continui ad albergarvi!

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  2. ecco la preghiera che dovrebbero recitare alcuni di coloro che scrivono su io ballo da sola:

    "Dammi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose che non posso accettare, e la saggezza di nascondere i corpi di coloro che ho dovuto ammazzare oggi perchè mi avevano proprio stufato.

    Ed anche, aiutami a fare attenzione a non calpestare le dita di qualcuno mentre cammino, perchè potrebbero essere parte di quel corpo, il cui culo dovrò baciare domani.

    Aiutami a dare sempre il 100% al lavoro: 12% al lunedì, 23% al martedì, 40% al mercoledì, 20% al giovedì, 5% al venerdì.

    E, quando avrò una terribile giornata e mi sembrerà che la gente stia facendo di tutto solo per farmi incazzare, aiutami a ricordare che occorrono ben 42 muscoli per accigliarsi, mentre ne bastano 4 per fare alzare il dito medio e mostrarlo proteso!

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blog culturale fondato dalla giornalista Lilli D'Amicis

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"Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.
Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà,
la follia e il mistero".
Pierpaolo Pasolini
scrittore
ammazzato nel novembre del 1975

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“Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare”.