Comunicato stampa 21 ottobre
A fronte di ripetute circostanza che si sono verificate negli ultimi campionati e che sono tornate a riproporsi prepotentemente nella stagione appena iniziata, il gruppo ha deciso all’unisono di prendere una decisione drastica.
Questa dolorosa decisione è solo la conseguenza naturale e logica dell’atteggiamento che ci circonda in ambito cittadino. Abbiamo deciso di mettere un punto fermo alle continue illazioni nei nostri confronti. Quando la rabbia monta e la disaffezione si cancrenizza meglio farsi da parte, abbiamo tutto da perdere e certa gente vuole solo indurci in azioni che ci esporrebbero a ripercussioni. Evidentemente i tempi non sono maturi, evidentemente una mentalità fatica ad affermarsi, probabilmente non c’è mai stata, effettivamente la nostra presenza genera fastidio ma non solo a livello societario fatto di cui andavamo fieri, ma ora anche all’interno degli sportivi grottagliesi che ci hanno visto crescere negli ultimi dieci anni in mezzo a mille sacrifici. La pugnalata che ci è stata inferta da questi ultimi fatichiamo francamente a mandarla giù, anzi è stata proprio questa la fatidica goccia che ha fatto traboccare, e frantumare, il gruppo. Di fronte ad un nemico comune, ad una situazione che danneggia tutti e di cui beneficiano in pochissimi bisogna solo fare fronte comune per uscirne indenni o quantomeno limitare i danni. Ed invece, puntualmente ed inspiegabilmente, assistiamo ad una presa di posizione dettata da tornaconti personali, nei confronti di chi si è speso negli ultimi dieci anni per sostenere la squadra lontano dalle mura amiche, per colorare, animare, spingere ed incitare una realtà che ancora una volta ci ha girato le spalle. Abbiamo sempre rispettato le scelte altrui, abbiamo al contrario preso delle scelte che non sono state rispettate. Siamo d’accordo che la serie D per la nostra città sia un patrimonio da mantenere ma siamo altrettanto consapevoli del fatto che la nostra dignità di sportivi e di cittadini vada rispettata a prescindere da qualsiasi ricatto. Innanzitutto dai vertici societari e poi da personaggi ambigui che siedono in tribuna e che fanno degli interessi che francamente stentiamo a decifrare, ma che sicuramente non sono quelli dell’Ars et Labor.
Siamo rimasti in pochi ad assiepare gli spalti del D’Amuri ed in pochissimi a seguire la squadra in trasferta. La causa della disaffezione che ha colpito la Grottaglie calcistica è da ricercarsi principalmente nel gruppo di persone che ne è alla guida. Le scelte di mercato anomale, la mancanza di una linea chiara e dichiarata, l’accantonamento volontario e punitivo di alcuni calciatori che costituivano l’anima e la storia della società, l’atteggiamento ultimo a cui abbiamo assistito domenica scorsa nei confronti degli ultimi simboli rimasti. Queste situazioni non sono altro che le ultime di una serie infinita, che denunciamo e combattiamo da più di due anni; ma evidentemente questa situazione fa comodo a più di qualcuno che vede in noi la parte da condannare di una situazione a dir poco ridicola e senz’altro poco professionale.
Noi non proponiamo una soluzione. Ne esiste solo una, ed è palese.
Precisiamo in conclusione che tutti i ragazzi che vogliono continuare a seguire la squadra sono liberi di farlo e possono ritenersi liberi da qualsiasi vincolo nei confronti del gruppo ultras che continuerà ad essere vicino a loro ma, solo marginalmente.
Questa è una pausa per noi e non una vittoria per voi.
Ritorneremo come prima e più di prima quando i tempi saranno maturi.
Ultras Grottaglie
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