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domenica 17 ottobre 2010

Volevo fare il Sindaco di Gianni Liviano a Grottaglie

Prosegue con l'incontro con l'autore Gianni Liviano la rassegna culturale UN SORSO DI CULTURA che unisce la presentazione di un libro alla degustazione di prodotti enogastronomici locali.
Venerdi 22 ottobre dalle ore 19.00, all'interno del Laboratorio Urbano Emotivamente a Grottaglie in largo G. Mastropaolo n. 125, adiacente alla Chiesa del Carmine, Liviano presenterà il suo libro alla presenza del dott. Giuseppe Vinci e di altri autorevoli esponenti della politica locale.

Il libro di Gianni Liviano si sofferma soprattutto sugli ultimi anni della vita politica della città e che è scritto da uno dei suoi maggiori protagonisti, il più volte consigliere comunale del centro-sinistra e ex candidato sindaco indipendente Gianni Liviano, che ha dato alle stampe il suo personale racconto della sua esperienza politica dal titolo, appunto, Volevo fare il sindaco (pp. 160, euro 12) pubblicato dalla casa editrice tarantina Edit@. Liviano vive e lavora a Taranto, dove è anche impegnato nel volontariato.Il volume è diviso in due parti. La prima traccia un percorso in cui l’autore riflette, si racconta e si mette in discussione rispetto alla sua esperienza di uomo politico raccontando, tra l’altro, quelle che secondo lui rappresentano le cause del fallimento della classe politica tarantina, che hanno condotto al dissesto del Municipio, non tralasciando di narrare quelle che sono state le sue fatica personali profuse nella creazione di prospettive future per la città, opponendosi e schierandosi contro una cultura locale basata sull’assistenzialismo, l‘improvvisazione e la retorica. La seconda parte è invece una esclusiva integrazione di “contributi” di amici e testimoni – che abbracciano la società civile ed il mondo della politica a 360° – che si sono liberamente espressi sulla questione sviluppata da Liviano. Il suo scritto viene, quindi, ampiamente dibattuto, avversato, sostenuto e commentato da personalità del mondo della politica (sindaci, parlamentari, amministratori), della cultura (scrittori, giornalisti, ambientalisti), del sindacato e della società civile, senza tralasciare gli affetti e le amicizie. Si alternano al testo, quindi, una serie di lettere/intervento redatte da: Rossana Di Bello, Vittorio Angelici, Giovanni Battafarano, Pierfranco Bruni, Dante Capriulo, Angelo Caputo, Alfengo Carducci, Gaetano Carrozzo, Domenico Cito, Leo Corvace, Pierpaolo D’Auria, Vincenzo Di Maglie, Luigi D’Isabella, Gianni Florido, Giovanni Guarino, Umberto Ingrosso, Filippo Lerario, Enzo Mastromarino, Lelio Miro, Cosimo Nume, Cesare Paradiso, Nicola Pavia, Fiore Petrelli, Carlo Petrone.

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"Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.
Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà,
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Pierpaolo Pasolini
scrittore
ammazzato nel novembre del 1975

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