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mercoledì 28 marzo 2012

La mitica Ispettrice Immacolata Urgesi ha compiuto 105 anni

La mitica “Direttrice” 
Maria Immacolata Urgesi oggi: 
AUGURI!!!  
 di Rosario Quaranta 
Ha compiuto  105 anni  MARIA IMMACOLATA URGESI  Maestra  Direttrice   ed ispettrice Ministeriale.
E’ NATA E ABITA A CEGLIE. MA HA SVOLTO LA SUA LUNGHISSIMA MISSIONE EDUCATIVA A GROTTAGLIE CHE COSì LA RICORDA Pochi giorni fa, precisamente il 21 marzo scorso, mi sono recato, insieme ad altre persone amiche, a Ceglie Messapica per fare visita, rendere omaggio e festeggiare Maria Immacolata Urgesi che raggiungeva l’eccezionale traguardo dei 105 anni.



A. S. 1964-65, cerimonia di consegna medaglia alle scolaresche.  
Con P. Campagna e il prof. Bray
1934. Mussolini alla stazione di Grottaglie.
Qui la maestra Urgesi era già in servizio da due anni
 
è  vero che, rispetto al passato, oggi tale  traguardo viene raggiunto in Italia da un numero sempre crescente di persone; ma in questo caso  l’eccezionalità è  particolare in quanto a superare i ventuno lustri di vita è un vero e proprio “personaggio” che ha caratterizzato, con la sua lunghissima azione umana e professionale la storia scolastica della Città delle Ceramiche come maestra, direttrice ed ispettrice.  Un vero e proprio evento che, penso, si possa ritenere unico nella storia della scuola italiana.Ma chi è  Maria Immacolata Anna Luigia Urgesi? A leggere quel suo atto di nascita n. 227 del 1907 del comune di Ceglie, sembra di tornare davvero in un tempo remoto: “L’anno mille novecento sette, addì venticinque di Marzo a ore antimeridiane nove e minuti quaranta nella Casa Comunale. Avanti di me Lodedo Cavaliere Ufficiale Angelo, Sindaco, Ufficiale  dello Stato Civile del Comune di Ceglie Messapica, è comparso Vittorio Urgesi, di anni quarantasei, causidico, domiciliato in Ceglie, il quale mi ha dichiarato che alle ore pomeridiane due e minuti quindici del dì ventuno del corrente  mese, nella casa posta in via  Quarto Santoro  al numero ventitrè, da Marraffa Concetta fu Andrea, sua moglie, casalinga, suo lui convivente, è nato un bambino di sesso femminino che esso mi presenta e a cui dà i nomi di Maria Immacolata Anna Luigia. A quanto sopra e a quest’atto sono stati presenti quali testimoni Nigro Angelo, di anni trentuno, contadino, e Barletta Rocco, di anni trentaquattro, contadino, entrambi residenti in questo Comune. Letto il presente atto agl’intervenuti, lo hanno con me sottoscritto il dichiarante e non i testimoni per essere  analfabeti. Il dichiarante Vittorio Urgesi”
Cerimonia della Bandiera, fine anni Cinquanta.  
Da sinistra E. Radicchio, G. Mariella. D. Annicchiarico, 
M. I. Urgesi, T. De Felice, F. Bagnardi, D. M. Vestita, G. Lenti
Nata perciò nel 1907, ultima di dieci figli, da Vittorio e da Marraffa Concetta, la “Direttrice” Urgesi (come per antonomasia viene tuttora ricordata a Grottaglie) dopo aver seguito nel suo paese le scuole elementari, frequenta il ginnasio a Francavilla Fontana e consegue nel 1923 il diploma magistrale col massimo dei voti a Lecce presso l’istituto “Pietro Siciliani”.  
   Nel 1928 inizia l’attività didattica con un incarico in una scuola rurale in contrada “Tagliente” a Ceglie (1928-29 e 1929-30).  Superati due concorsi regionali (Basilicata e Puglia), insegna per alcuni mesi a Grottole e a Carosino; nell’anno scolastico 1931-32 passa a Roccaforzata. Nel 1932 inizia la sua attività didattica a Grottaglie con una classe di cinquanta alunni: qui rimarrà, eccettuate alcune parentesi a Manduria, fino al 1985, dispiegando la sua attività e profondendo tutte le sue energie. Non  si forma, infatti, una famiglia per attendere alla sua missione educativa.
Dopo aver  conseguito presso la facoltà di Magistero di Roma il diploma in Vigilanza Scolastica, la ritroviamo direttrice incaricata a Grottaglie (1949-50) e a Manduria (1954-57).  Nel  1958 supera il primo concorso nazionale e torna a Grottaglie come direttrice didattica titolare; dal 1965 al 1969 svolge per tre anni l’incarico di ispettrice presso la II Circoscrizione di Taranto; nel 1969 torna nella Città della Ceramica rimanendovi come direttrice didattica fino al 31 agosto 1972.
Nel  1985, dopo la morte della inseparabile collega e amica, la maestra Teresa De Felice, torna a Ceglie Messapica, sua città natale, dove tuttora vive, accudita amorevolmente dalle nipoti Angela Gasparro e Maria Manelli.
Edificio scolastico elementare  “E. De Amicis” di Grottaglie, 
costruito nel 1935 e intitolato a  Rosa Maltoni Mussolini nel 1938
Numerose sono le benemerenze e i riconoscimenti acquisiti  specialmente per l’impegno profuso nella promozione della scuola popolare e per l’incremento e promozione delle biblioteche  scolastiche: assegnazione della borsa di studio premio “Cecchina e Marianna Danieli” di Lire 500 (1927); premiazione col “Trullo d’argento” per i risultati ottenuti col “Piano P” nella campagna contro l’analfabetismo (1954-55, Provveditore Rivarola); presidenza del Patronato Scolastico a Grottaglie (1956-66) e a Manduria; encomio per l’opera svolta nell’educazione degli adulti (1961); encomio del Provveditore Mingrone per l’attività di ispettrice  (1970); diploma di benemerenza con medaglia d’oro del Presidente della Repubblica Leone (1975, Ministro Malfatti).
Tutti coloro che l’hanno conosciuta ne hanno apprezzato le spiccate capacità professionali e la serietà, non disgiunte da un certo piglio energico; come pure l’infaticabile passione concretamente dimostrata verso la scuola in genere  e quella grottagliese in particolare. Tuttora la ricordano non soltanto ex docenti, non docenti e alunni dello storico primo Circolo Didattico “De Amicis” di via Calò, ma anche altri conoscenti ed amici coi quali ella è rimasta in contatto dopo il ritorno nella città natale; tra i tanti, Caterina e Raffaele Bagnardi che non mancano di farle spesso visita.
La “Direttrice” Urgesi è particolarmente affezionata a Grottaglie che giustamente considera “sua” non solo per avervi svolto così lungamente l’attività scolastica, ma specialmente per aver intrattenuto amicizia con tante personalità e specialmente per l’affetto che la legava al Santuario di S. Francesco De Geronimo e ai Padri Gesuiti.
Nell’incontro di qualche giorno fa, tra le tante cose, mi ha ricordato il grande e benemerito educatore P. Vincenzo Campagna (la cui memoria è ancora così popolare a Grottaglie), e il P. Michele Pontari repentinamente scomparso… Ha scambiato, poi, con tutti i presenti, ricordi, sentimenti e affetti confermando il legame continuo e inscindibile con quel piccolo mondo antico che ha rappresentato tutta la sua vita. 
“E tu come stai? So che non sei stato tanto bene… e ora che cosa fai?” – mi ha chiesto a bruciapelo. Domande che mi hanno lasciato un po’ spiazzato. Non sapendo come meglio rispondere: “Beh, leggo, studio, scrivo qualcosa…”
“E di che cosa ti stai occupando?”
21 marzo 2007. Sala consiliare di Grottaglie. M. Immacolata Urgesi festeggia
 i 100 anni tra ex alunni, ex docenti, conoscenti e amici, 
con la presenza dei sindaci di Ceglie Pietro Federico e 
di Grottaglie Raffaele Bagnardi
“In questi giorni…di qualche pittore grottagliese”, rispondo io.
“Quali, quali?”
Milota, per esempio, ve lo ricordate? …Arcangelo Spagnulo; e poi altri come Oronzo Manigrasso, Angelo Peluso, i fratelli Bendetto e Mario D’Amicis…” 
Non mi lascia finire che, rivolta alla premurosa badante:  “Denise…Fai vedere al preside i quadri che sono nel salotto!”.
E in effetti vedo alcune opere di Ciro Fanigliulo, di Benedetto D’Amicis, di Pio Nono Mazza... Nel frattempo arriva una telefonata.
E’ la nipote Angela che la chiama per sapere come va e per informarla che su un quotidiano locale è apparso un servizio che la riguarda. E Maria Immacolata Urgesi, a 105 anni compiuti, cordless alla mano, risponde con disinvoltura, comunica che sono venute a trovarla alcune persone di Grottaglie e chiede chiarimenti sul giornale e sull’articolo…
Peccato che la vista è appannata e l’udito un po’ difficoltoso. Ma la memoria, i ricordi, i ragionamenti, gli affetti…quelli sì, sono vivissimi e inossidabili.
“Auguri, cara Direttrice, oggi è una bellissima giornata…”, le dicono le quattro maestre, ovviamente tutte in pensione, che sono con me (Luisa Masella, Clara Ragusa, Annamaria D’Amuri e Rosaria Trivisani). 
“Già, già – risponde lei – si vede che oggi inizia la primavera: ma dovete sapere che io non sono nata il 21 di marzo, ma due giorni prima, nella festa di S. Giuseppe, alle due del pomeriggio…e per la verità avrei dovuto chiamarmi Luigina, come una sorella di mia madre; ma mi diedero il nome di Immacolata per dare conforto a una zia alla quale era morta una figlia…”
Ed ecco che a questo punto le buone e brave  ex alunne ed ex maestre intonano in coro, per singolare coincidenza e in suo omaggio, una bella melodia di tanto tempo fa che è pure una preghiera: “Immacolata Stella del mattino  /  Ave, ripete a te la mia preghiera,  /  col tuo sorriso madre mia Divina  /  irradi ancora l’ultima preghiera.  / O, Immacolata e bella, ave, ave!”
“Vi è piaciutà?”, le chiedono.
“Bella…bella! Ma, ditemi, che ricordo hanno di me a scuola? Mi vogliono bene? Io ho cercato di fare sempre bene il mio dovere sia come maestra, ma anche come direttrice e ispettrice…Ho fatto tanto per la mia scuola. Ricordo pure che non avevo paura di girare per le scuole neanche di sera…”
Il discorso sarebbe diventato ben lungo, sull’onda dei ricordi e della nostalgia. Un’occhiata all’orologio avverte che è tardi: “Tanti cari auguri, cara Direttrice, e arrivederci a presto!”
“Grazie, grazie! Ma non vi dimenticate di me, perché il peso della solitudine si fa sentire”.
Con la promessa di tornare a trovarla, ci accomiatiamo da lei con la sensazione di aver vissuto un’esperienza davvero straordinaria. Già... le 105 primavere di una donna eccezionale, di un vero e proprio personaggio che fa parte ormai della storia  non solo di un remoto territorio del Salento, ma della scuola d’Italia!



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