Che ora è ?

venerdì 15 aprile 2011

Ciro Anastasia i suoi tre punti cardine


DEMOCRAZIA, PARTECIPAZIONE, TRASPARENZA
Il fondamento della mia adesione è il rifiuto di quanto accade ancora oggi nei partiti a Grottaglie. L’arrivismo senza merito, l’inaffidabilità quale regola di condotta politica e l’inconcludenza gestionale della cosa pubblica, sono i tre momenti che caratterizzano mediamente da 18 anni l’insieme istituzionale che governa la nostra città.
Ieri, istituti di partecipazione democratica alla vita pubblica e di governo delle scelte politiche, oggi alla mercé della cultura dello spicciolo tornaconto, non più interpreti delle aspettative concrete dei cittadini ma osservatori esterni e distaccati dal corso degli avvenimenti locali e non solo locali, quando non c’è di peggio.
Sono Ciro Anastasia, impegnato nel sociale, con l’ufficio in Via Mercadante 14. La scelta di candidarmi nella lista civica, pertanto, si motiva proprio in ragione di quel malumore diffuso o comune sentire che, con maturità e consapevolezza, vuole oggi un decisivo cambiamento, per mandare a casa con il voto, persone, politica e gestione amministrativa della città.
VOLTIAMO PAGINA !!!
La “democrazia diretta” è la nostra bandiera e l’applicazione rigorosa dello Statuto Comunale, il suo strumento, dove il cittadino è sempre posto sullo stesso piano dell’amministratore, che deve essere colui che garantisce le scelte concordate in programma elettorale e, al tempo stesso, i doveri e i diritti dell’individuo.
Strumento essenziale per gettare e conservare tale fondamento sarà l’introduzione del “regolamento del bilancio partecipativo” che rappresenterà l’effettiva tutela delle richieste dei cittadini alle scelte dell’amministrazione in carica.
Il maggior coinvolgimento, tramite la prevista regolamentazione, consentirà ai cittadini un’organica e permanente partecipazione per teleconferenza ai lavori consiliari o per mezzo di altri strumenti, come questionari ed informazioni via internet, onde precisare i propri bisogni reali e di stabilire l’elenco delle priorità nei vari settori. Il nuovo bilancio da sottoporre al voto del Consiglio Comunale non sarà più il prodotto esclusivo del lavoro d’ufficio. Pensiamo che si possa destinare una quota massima del 15% del bilancio stesso per realizzare le proposte avanzate dalla cittadinanza.
Inoltre, sulle questioni più controverse, non risponderemo con le giravolte politico-amministrative o mediante il notorio burocratico silenzio o con la resa incondizionata ad iniziative private sul territorio, come è stato fatto, fino ad oggi, dall’amministrazione comunale, ma ricorreremo allo Statuto Comunale e al suo strumento referendario.
Ci impegneremo, quindi, con gli strumenti di organizzazione di cui disporrà l’ente futuro, a fornire concrete risposte alle scelte di carattere programmatico e sociale, siano esse quelle iscritte nell’accordo di programma elettorale o sottoscritte con altri enti o di altra provenienza costituita.
Elettori ed Elettrici, vi chiedo il voto sui punti che di seguito sottopongo alla vostra attenzione e, a pieno titolo, impegnati oggi nella lista dove sono candidato. Punti questi, già iscritti in programma elettorale de l’UNIONE 2006, non realizzati dall’amministrazione comunale ed elusi, con l’arma del silenziatore e del disinteresse, pure dalle civiche locali e dal sociale organizzato, oggi, tutti, finalmente, in competizione elettorale.
CONSULTA CITTADINA DELLA PACE

1.     Si vuole promuovere e regolamentare l’istituzione della Consulta e relativo Ufficio, per rimarcare come vuole lo Statuto Comunale, il ruolo dell’ente locale, oggi completamente assente dagli eventi in corso, quale attore di pace, di promozione dei diritti umani e di accoglienza sostenibile, di diffusione pacifica della democrazia e di rispetto rigoroso del diritto internazionale, comunitario e degli interessi nazionali, attraverso il ricorso ad iniziative quali convegni, gemellaggi anche internazionali e dell’area mediterranea, marce della pace, tavole rotonde, siti web, premi letterari annuali o di discipline diverse o altre così riconducibili.

CONSULTA CITTADINA DELL’AMBIENTE
2.     Si vuole dare esecuzione alla delibera consiliare n. 50/1991, eventualmente con le necessarie modifiche, istitutiva della Consulta. L’inconcludenza amministrativa di tanti anni dell’ente locale sul tema, è la prova che la materia ambientale a Grottaglie, è concepita soltanto come esternazione estemporanea, emotiva ed elettorale del candidato sindaco di turno. Le iniziative che contano invece sono patrimonio di comitati e associazioni, ora impegnati pure politicamente, nel vuoto amministrativo locale. Esse però sono pur sempre iniziative “private”, encomiabili, di stimolo, e conoscenza del problema.  La Consulta Cittadina dell’Ambiente, è un’altra cosa. E’ strumento e voce dell’ente pubblico nel mare dell’iniziativa privata, vera garanzia di partecipazione organica e tecnica della città, non estemporanea  e di assunzione democratica delle decisioni sul tema, il quale è chiamato anche a valutare e contemperare, al tempo stesso, le scelte sostenibili tra le altre, anche normative, a difesa della salute delle persone, dell’occupazione al lavoro e dell’economia locale, tutte qui parimenti, di rilievo costituzionale.

DIFENSORE CIVICO
3.  Organo preposto alla tutela dei cittadini, nei confronti delle carenze, disfunzioni e ritardi della pubblica amministrazione (tale è la Città di Grottaglie). Lo Statuto Comunale ne ha previsto la sua istituzione all’art. 55, con i corrispondenti compiti, una durata biennale (riconfermabile una sola volta) e un’indennità di carica pari a quella stabilita per il Vice Sindaco e non raddoppiabile.
Allo stato, appare pregiudizialmente onerosa per i cittadini contribuenti la scelta operata da oltre un decennio dall’amministrazione comunale del Direttore Generale (figura facoltativa), con indennità pari a € 63.000,00 annue e funzioni che potevano essere semplicemente conferite al segretario generale (figura obbligatoria) in carica. Con la legge n.42/2010 resta confermata la figura del Difensore Civico di livello provinciale e soppressa, finalmente, la figura del Direttore Generale. La scelta del legislatore mira a colmare una lacuna che ha privato il nostro ente locale di una figura terza e imparziale di controllo amministrativo e necessaria a dare ai cittadini certezza dei loro diritti e trasparenza nella procedura seguita.

VASCA TERAPEUTICA PER DIVERSAMENTE ABILI
  1. Struttura progettata all’interno della piscina comunale, ora completamente chiusa e vero fiore all’occhiello d’inconcludenza amministrativa. Per il progetto la spesa prevista fu di € 330.000,00, e iscritta nell’allegato al piano triennale dei LL.PP. 2006/2008 (Intervento n.18), in deliberazione di G.M., n. 482/2005. L’Asl Ta.1, vi concorse con lire 90.000.000, in deliberazione del Direttore Generale, n. 343/97.
   AGRICOLTURA
  1. Nell’epoca attuale della globalizzazione del mercato, le giuste denunce di ogni lassismo e gli impedimenti frapposti dai tanti apparati burocratici creati che ostacolano invece di risolvere le problematiche dell’impresa agricola, provano soltanto lo stato macroscopico del suo declino. Raccogliere la sfida in atto è un punto d’onore e di raziocinio. Il settore agricolo è parte del mercato ora globalizzato, che impone le sue leggi economiche, di circolazione dei beni e capitali, e vuole competizione, ricerca tecnologica, iniziativa d’impresa e unità d’intenti degli addetti sul territorio. All’ente pubblico spetta soltanto l’onere del controllo e delle opportunità logistiche e d’immagine e all’iniziativa privata il merito delle scelte economiche. Le produzioni agricole  tipicamente locali, olivicole e vitivinicole, devono, qui da noi, essere trasformati in prodotti finiti di qualità con marchio locale e venduti direttamente, senza speculazioni. Qui sta la vera fonte di occupazione in sede locale, poiché dignità dei lavoratori agricoli e remunerazione della loro prestazione saranno tanto più garantite, quanto più l’impresa che offre loro lavoro risulterà essere produttivamente competitiva sul mercato, ormai globale. Il neonato Centro Servizi pertanto, da completare subito e regolamentare come istituzione di autogoverno dell’agricoltura, offre la possibilità tecnica di concentrare ricerca, forze e scelte economiche.

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ammazzato nel novembre del 1975

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