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lunedì 4 aprile 2011

Anna Rita Palmisani risponde ai dottori Lupo e Lenti in merito ad alcuni post a lei indirizzati


Purtroppo la mia domanda continua a non ricevere risposta. L’iniziativa che si terrà il 9 aprile prossimo è intitolata “No alla chiusura dell’ospedale san Marco di Grottaglie” (come si legge nell’allegato manifesto diffuso per tutte le vie cittadine). La popolazione grottagliese è convinta che stiano per chiudere l’ospedale. Domenica il sacerdote sull’altare, prima di dare la benedizione, ha annunciato «In Chiesa non si fa politica, ma come tutti sappiamo stanno per chiudere l’ospedale San Marco. Per parlare di questo abbiamo invitato qui i candidati sindaci…».
 Di quale chiusura stiamo parlando? Dove sono i dati che fanno si che questa affermazione diventi veritiera?
So bene che il piano di riordino della sanità stabilito dalla giunta regionale ha creato non pochi problemi all’ospedale di Grottaglie.
La situazione dovrebbe essere questa e correggetemi se sbaglio.
A Grottaglie resteranno 60 posti letto in medicina, 15 in ostetricia, 18 in ortopedia e 8 in chirurgia (in day surgery) per un totale di 101 posti letto.
I problemi principali riguardano la situazione di Chirurgia e Pediatria.
La prima non ha più posti letto H24. Ciò comporta l’impossibilità di effettuare operazioni di un certo tipo. Non entro nei tecnicismi perché so che mi avventurerei in un territorio che non è il mio. Comprendo perfettamente però, che questo è un problema non solo per i casi più gravi che potranno arrivare all’ospedale di Grottaglie senza trovare accoglienza e risoluzione, ma è anche, come dice giustamente il dottor Lupo, uno spreco di risorse non indifferente tendo conto di quanto sia costato rinnovare il reparto e le sale operatorie.
Per non parlare poi delle difficoltà che stanno avendo gli operatori del primo intervento nel trasportare i malati in altre strutture, quando si rende necessario un intervento chirurgico.
Altro grave problema è la chiusura del reparto di Pediatria. Qui non solo mancano i posti per le eventuali emergenze, ma chiudendo il reparto hanno tolto il punto di appoggio ad ostetricia nel caso in cui un bambino appena nato dovesse avere bisogno di un ricovero urgente. Come ha fatto notare il dottor D’Elia (ex primario di pediatria ora presente solo in neonatologia) se si dovesse rendere necessario curare un neonato, lo si dovrebbe necessariamente staccare dalla madre per trasferirlo in un altro centro.
Sicuramente le difficoltà che gli operatori sanitari del San Marco si stanno trovando ad affrontare non finiscono qui. Quelle elencate sono solo le più evidenti.
Ciò che però mi chiedo da cittadina e da persona che può guardare le cose da un punto di osservazione privilegiato com’è quello del mondo giornalistico, è perché si sta facendo terrorismo psicologico nei confronti della gente comune allarmandola sulla “chiusura” dell’ospedale.
Credo che parlando di “chiusura” si rischia di defocalizzare l’attenzione dai problemi reali e di entrare in rotta di collisione con chi detiene il coltello dalla parte del manico, oltre a fare da sponda ad alcuni politici che stanno strumentalizzando una situazione già non semplice di suo.
Tengo a precisare che il mio non voleva essere un attacco gratuito al dottor Lupo, che personalmente stimo. E’ solo che, dopo aver partecipato all’incontro di sabato, leggere le cose che lui ha scritto su questo blog, ricordando il suo lasciar parlare l’onorevole senza contraddirlo, non mi è sembrato corretto. Neanche nei confronti dei giornalisti presenti, che si sono comunque fatti un’idea osservando questo atteggiamento. Vico ha riferito che le operazioni, in base ai dati forniti, potevano essere fatte in day surgery e il dottor Lupo ha continuato a non intervenire per smentire, limitandosi a far notare che per le urgenze non c’era possibilità di intervenire. Inoltre, la mia domanda sulla chiusura era stata posta a tutti i presenti. Ma solo l’on. Vico mi ha risposto che non ci sarebbe stata alcuna chiusura. Mentre gli altri hanno taciuto. Non era solo al parlamentare del Pd che andava data una risposta (che pur non essendo il vostro interlocutore nella vicenda, rimane un parlamentare che ha fatto visita all’ospedale nell’esercizio delle funzioni del suo mandato), ma anche ai giornalisti che hanno capito da questo silenzio che la risposta di Vico era quella corretta.
Vorrei sottolineare al dottor Lupo che io ho motivo, da cittadina, di condividere e senza “pregiudizi strumentali”, ma osservando gli avvenimenti, i dati che lui vorrà fornire alla comunità.
Dico altresì all’egregio dottor Lenti che giorno 9 parteciperò per lavoro alla manifestazione, ma sarò lieta di farlo anche come cittadina se si farà più chiarezza (a partire dal titolo della manifestazione stessa) sulle reali problematiche dell’ospedale.
Chi mi conosce sa che, oltre a non amare polemiche inutili, quando scrivo per lavoro cerco di essere il più possibile obiettiva limitandomi a riportare i fatti e ciò che da essi si evince. Ma quando esprimo le mie perplessità da libera cittadina ho il diritto, come tutti, di farlo tenendo conto di quelli che sono i miei dubbi, i miei timori ed il mio modo di pensare.
Restando a disposizione per qualsiasi chiarimento e per riportare eventuali dichiarazioni in merito all’argomento, porgo a tutti voi un cordiale saluto.
Anna Rita Palmisani

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